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  • Intervista al Presidente dell’ATO rifiuti Franco Costanza

    Pubblicato il settembre 28th, 2007 Max Nessun commento

    Presidente Costanza, tutto è perduto?
    Spero proprio di no, anche perché lo scorso 12 Marzo, nell’occasione in cui fui eletto presidente del cda di Enna Euno, dichiarai di accettare con poco entusiasmo la nomina, conscio della enorme difficoltà a coniugare l’efficienza del servizio e l’economicità da più parti invocata. Devo dire che il compito è stato davvero difficoltoso, e dal 12 marzo ad oggi si è andati di male in peggio, sino ad arrivare all’ordinanza del C.G.A. che complica non poco la situazione. Ci troviamo infatti in una situazione delicatissima ma stiamo ugualmente cercando di garantire due fattori fondamentali per la collettività: l’igiene ambientale ed il mantenimento dei livelli occupazionali. Abbiamo riaffidato il servizio a Sicilia Ambiente, nel pieno rispetto della legalità e lo sottolineo, dopo aver consultato i nostri legali ed aver rinegoziato alcune clausole per abbassare i costi di gestione. In questa maniera abbiamo garantito entrambe le emergenze: igiene ambientale e livelli occupazionali.
    Perché, secondo lei, si è arrivati a questo punto?
    Domanda da 100 milioni di euro… Le motivazioni sono molteplici: in primis l’approccio iniziale al problema è stato affrontato con una certa leggerezza; ma c’è una questione fondamentale che penso sia il punto focale della discussione. La gestione dei rifiuti è passata da un forte controllo dei comuni e dei sindaci, sia per quanto afferisce la qualità del servizio, sia la riscossione, ad un nuovo ente, l’ATO, che i cittadini percepiscono come lontano. Il venir meno di un rapporto diretto fra cittadini e comuni nella gestione dei rifiuti ha originato un raffreddamento di quel senso civico importante che ha sempre spinto i cittadini a pagare la TARSU. Col passaggio da TARSU a TIA, inoltre, c’è stato un incremento di importo dovuto all’addizione del 10% di IVA e del 3% di contributo allEnte Provincia, oltre a un piccolissimo aumento dei costi di gestione. Aumento di costi che per alcuni comuni, fra cui Villarosa, è stato impercettibile grazie ad un contributo del 25% versato dalle casse comunali all’ATO. A Villarosa infatti nel 2004 ha pagato l’81% degli utenti e nel 2005-2006 oltre il 70%. Altri comuni come Enna invece, non avendo potuto versare nulla all’ATO hanno riversato l’intero costo del servizio sui contribuenti, che hanno visto aumentare il costo del servizio rifiuti del 200-300%. C’è inoltre da evidenziare come il comune di Villarosa, contribuisse ai costi del servizio con un 34% (nel 2004 ha versato all’ATO il 25%) mentre il comune di Enna versava il 64% nel 2003 e lo 0% nel 2004, quindi la tariffa per i cittadini è aumentata in maniera sproporzionata e insostenibile. Questo fenomeno, accaduto anche in altri comuni, ha portato ad un distaccamento della cittadinanza dall’ATO, fattore che ha causato il disastro odierno. –

    Ritiene che vi siano responsabilità di chi l’ha preceduta?
    Rispondo in maniera molto secca: io il servizio l’avrei organizzato in modo diverso.
    Intende recuperare il rapporto con gli utenti?
    All’atto della mia elezione a Presidente del cda feci una riunione alla quale invitai sia Assoutenti che i Sindacati, per poter far tesoro delle indicazioni di queste importanti componenti in merito all’amministrazione del servizio rifiuti. Devo dire che, a parte qualche affermazione di principio, le indicazioni erano davvero poche. La posizione dell’Assoutenti è, purtroppo, eccessivamente rigida: per loro l’unica tariffa applicabile è quella del 2003 senza discussioni. Per volere andare loro incontro, io ho anche affermato che per me andrebbe bene anche quella tariffa, infatti il costo del servizio nel 2003 era di circa 19 milioni di Euro ed oggi è di 20 milioni, quindi sarebbe fattibile. La questione è che nel 2003 il 50% circa dei costi era sostenuto dai vari comuni, mentre oggi sarebbe, e lo dice la legge di certo non l’ATO, a carico dei cittadini; questo a loro non va bene. Vorrebbero di fatto una tariffa basata solo sui costi sostenuti dai cittadini nel 2003, da 9 milioni di Euro insomma; ma come si fa se il costo del servizio, già nel 2003 era di ca 19 milioni? All’Assoutenti propongo invece di sedersi attorno ad un tavolo di discussione su una proposta a mia firma inerente una tariffa da 15 milioni, che abbasserebbe del 25% il costo totale.
    Quindi c’è in programma di abbassare le tariffe?
    E’ nostra ferma intenzione farlo per il futuro. Per il passato sia chiaro che il servizio è già stato reso e qualcuno deve pagarlo: i cittadini o in via sussidiaria i comuni.
    Presidente, nella relazione del Consiglio dei Revisori dei Conti è indicato un grave sovradimensionamento dell’organico… Sprechi della politica?
    Sull’organico di Enna Euno girano leggende metropolitane piuttosto disinformate. L’organico della società consta di 39 dipendenti di cui 25 tecnici e 14 amministrativi. Dire che il numero degli impiegati nel settore tecnico è alto vuol dire disconoscere la normativa comunitaria secondo cui una società che affida un servizio in via diretta ha l’obbligo del c.d “controllo analogo”; deve quindi prevedere la presenza di personale adibito al controllo la società affidataria (Sicilia ambiente nello specifico). Enna Euno adempie a quest’obbligo di legge tramite 15 impiegati nel settore tecnico a ciò preposti. Ecco svelato il mistero. Per quanto riguarda invece Sicilia Ambiente, dei 475 dipendenti l’80% hanno un contratto part-time quindi il costo è molto meno di quello che si immagina. Certo è che forse, e dico forse, il servizio potrebbe farsi con qualche unità in meno, ma non con i tagli abnormi richiesti da qualcuno.

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