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  • Incidenza tumorale in provincia di Enna

    Pubblicato il settembre 18th, 2008 Max 1 commento

    di Santo Virga
    A Valguarnera c’è un copione che si ripete tristemente ormai da qualche anno. Un’altra morte per cause tumorali ha interrotto l’apparente distacco che questo paese sembrava aver assunto nei confronti di una povertà quasi romanzesca. Su una popolazione di 8372 abitanti (dati istat 2007), i tanti decessi per tumori e leucemie hanno di certo scosso l’intera comunità, ma purtroppo ancora non si muove foglia. Oggi è la salute a tenere banco, ma non solo a Valguarnera; tanto che gran parte dei paesi della Provincia ennese e qualche confinante nisseno, sembrano coinvolti in un turbine di morti leucemiche difficilmente riconducibili a eventi del tutto casuali. Si cercano le cause, si fanno le teorie, e poi si commentano in piazza come dal barbiere o in chiesa come al bar sotto casa. Qualcuno parla di “chemtrails”, quelle scie chimiche rilasciate nel cielo azzurro dagli aerei in volo, ben diverse da quelle che si diradano in una manciata di minuti, confondendosi con le nuvole. Ma questa teoria sembra la meno plausibile. Ci sarebbero invece delle prove prodotte da Leonardo Messina, un pentito di magia che, al Procuratore Vigna, raccontò di aver assistito al debosito di barili di scorie radioattive nelle viscere di Pasquasia. Da qui è nato in me un dubbio atroce, essendo il territorio centro-siciliano, zeppo di miniere ormai in disuso. L’asse della morte: Enna, Piazza Armerina, Valguarnera, Aidone, così assumerebbe un suo perchè, essendo queste cittadine nelle immediate vicinanze di pozzi e cave estrattive di varia natura (zolfo, principalmente). Ma se nel 1997 un tentativo di filmare e divulgare le immagini dei pozzi di Pasquasia, da parte dell’On. Grimaldi, allora Assessore al Territorio e Ambiente presso la Regione Sicilia, fu respinto con decisione, chissà cosa accadrebbe oggi se la medesima richiesta di controlli avvenisse in prossimità delle bocche di Floristella e Grottacalda?


    Diciamo un generale silenzio, seguito dai tanti insabbiamenti che purtroppo in Sicilia tendono a coprire le malefatte di mafia ed ecomafia. Ad Enna, così come in tutta la Provincia, non esiste un registro tumori, sebbene qualche anno addietro, da uno studio di un noto oncologo quale il Dr. Cammarata, emersero risultati allarmanti. In particolare, fece notare come in una cittadina strutturata com’è Enna (capoluogo più povero d’Italia), non ci fossero industrie capaci di alterare in tal modo i valori biologici dei cittadini fino a causarne la morte. Eppure bisogna ricordare ancora una volta quali sono i dati prodotti dall’Istat riguardo i decessi ad Enna: muoiono di tumore o malattie all’apparato respiratorio ben 16 persone su 10.000 l’anno, mentre in posti decisamente più industrializzati come Milano, ne periscono “solo” 12 ogni 10.000…A Torino e Genova 11 ogni 10.000.
    Ma ci sono altre cause che potrebbero essere all’origine del problema, come la presenza sul territorio di cisterne e tetti di Eternit. Questo particolare materiale composto da cemento e amianto, fu prodotto e brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, e ben presto di diffuse in tutto il globo. Oggi in Italia l’uso di Eternit è fuorilegge perchè un’esposizione alle fibre aerodisperse dell’asbesto (amianto), provocano una grave forma di neoplasia nella pleura, nel peritoneo, nel pericardio, nella cavità vaginale e nei testicoli. Spesso la latenza varia dai 15 ai 45 anni e il decorso è abbastanza breve (1-2 anni al massimo). Ma in paesi come Valguarnera, l’Eternit è presente su larga scala. I costi dello smaltimento di questo tipo di materiale variano a seconda dell’azienda che se ne fa carico; ma ovviamente sono spese che la gente non è disposta ad affrontare, preferendo magari lasciare le proprie cisterne in Eternit sul tetto e affiancare loro con altre di plastica. La pratica più diffusa è quella di “schermare” il tutto con una particolare vernice, anche se questo può non impedire il contatto di particelle con le vie aeree. Il 90% dei tetti valguarneresi è praticamente un cumulo di spore nocive che si librano nell’aria ad ogni soffio di vento. La misura sembra ormai colma; poichè all’aumentare dei casi tumorali, un desiderio di verità riempie sempre più le coscienze dei cittadini.

     

    1 responses to “Incidenza tumorale in provincia di Enna” Icona RSS

    • Non esiste la possibilità che sia un ente pubblico a rimuovere a sue spese (o in compartecipazione) questi ammassi di amianto?
      Il diritto alla salute non ha mai trovato riscontri economici nel nostro paese….


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