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  • Inanellamento a Pergusa, ornitologia e non solo …

    Pubblicato il agosto 3rd, 2012 Max Nessun commento

    di Libero
    Un’attività di inanellamento veramente speciale quella che si è svolta al lago di Pergusa nei giorni scorsi dato che a dirigere le attività è stato direttamente il Prof. Bruno Massa, docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Palermo. Il Prof. Massa, zoologo di fama internazionale, è da oltre dieci anni il responsabile della Stazione di Inanellamento Siciliana coordinando numerosi progetti in Sicilia.

    Da oltre vent’anni, con la collaborazione di diversi altri esperti, conduce un progetto a lungo termine sulla Berta maggiore e sull’Uccello delle tempeste (uccelli pelagici vulnerabili). Lavora nel settore ambientale, realizzando studi specifici sulle aree da destinare a Parchi, Riserve e Siti d’Interesse Comunitario, studi per i Piani Paesistici ed i Piani di Gestione e per la valutazione della biodiversità nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale. Tra articoli e monografie, su questi temi di ricerca ha pubblicato oltre 250 contributi scientifici; è autore di numerose pubblicazioni editoriali tra cui “In difesa della Biodiversità” (2008) e “Biodiversità: manuale per l’uso” (stampato nel 2010 in occasione della celebrazione dell’anno internazionale della biodiversità) dove tratta in modo accessibile il concetto di biodiversità, le cause della sua erosione ed i tentativi da parte dei Paesi più evoluti di lanciare programmi per la sua salvaguardia a lungo termine; “Molte tessere del complicato mosaico che costituisce la diversità biologica sono andate perdute, ma ancora si potrebbe fare molto per arrestare il peggio. È basilare liberarsi della diffusa ignoranza e conquistare una sincera e convinta consapevolezza delle problematiche ambientali. Ognuno di noi può fare molto per la conservazione della biodiversità, ma deve essere innanzi tutto consapevole del suo valore intrinseco” è quanto ha dichiarato il professore alla domanda “quanto è importante la biodiversità”.

    Le operazioni di inanellamento vengono promosse dall’Ente Gestore della Riserva, la Provincia Regionale di Enna; tali operazioni, che hanno coinvolto oltre allo staff della stazione di inanellamento  Dr. Natalino Cuti e Dr. Camillo Cusimano anche la biologa dell’Università Kore di Enna Rosa Termine, sono state molto intense ottenendo dei risultati eccellenti; sono 188 gli uccelli, appartenenti a varie specie, ai quali è stato apposto l’anello, mentre altri 19 uccellini, aventi già l’anello, sono stati semplicemente controllati. Tra gli uccelli inanellati tantissime Cannaiole e Cannareccioni, specie migratrici transahariane che raggiungono i quartieri di nidificazione, tra cui Pergusa, a fine di aprile per tornare in Africa a settembre. Le altre specie inanellate sono state l’Usignolo di Fiume, l’Usignolo, la Passera Sarda, la Passera mattugia, il Merlo, la Cinciallegra, la Cinciarella, la Capinera, il Cardellino, la Sterpazzola, la Sterpazzolina, il Beccamoschino, il Verzellino e il Tarabusino.

    Il Prof. Massa (che viene spesso al lago di Pergusa) ha anche fatto didattica sul campo ai ragazzi presenti, andando alla ricerca di grilli e cavallette che oltre alla fauna ornitica sono la sua passione. I presenti hanno potuto osservare l’Edipoda celeste, una cavalletta dalle caratteristiche ali posteriori di color celeste osservabili solo quando è in volo; infatti, quando la cavalletta è a riposo e quindi facile preda, le ali posteriori sono nascoste dalle ali anteriori di colore mimetico confondendosi completamente con l’ambiente circostante. Un’altra osservazione interessante è stata la galla, una malformazione presente sulle foglie di Eucalitto, provocata dalla Psilla dal follicolo bianco ceroso, insetto fitofago di origine australiana, presente in Italia dal 2010 e in Sicilia dal 2011, la cui diffusione suscita preoccupazione tra gli apicoltori per il drastico calo nella produzione di miele di eucalipto, dovuto ai danni arrecati agli alberi di Eucalitto stesso. Quindi il lago di Pergusa ancora una volta è stato un laboratorio all’aperto, consentendo occasioni di conoscenza non solo nel campo dell’ornitologia ma anche dell’entomologia.

     

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