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  • “Il Sud non ha bisogno di chi lo usa per chiedere poltrone”

    Pubblicato il luglio 25th, 2009 Max 2 commenti

    Gasparri
    Creative Commons License photo credit: pandemia

    Maurizio Gasparri – Capo Gruppo PDL al Senato

     

    2 responses to ““Il Sud non ha bisogno di chi lo usa per chiedere poltrone”” Icona RSS

    • Si susseguono, con frequenza sempre maggiore, le voci sulla nascita di un partito del sud. Un nuovo soggetto politico che, prendendo atto delle “dimenticanze” del governo Berlusconi nei confronti del mezzogiorno, ne rilanci le istanze, riportandolo al centro delle attenzioni e dell’attività di governo. Un partito che attingerebbe ad “intellighenzie” bipartisan, coinvolgendo esponenti del PDL ( l’ex ministro della difesa Antonio Martino, il sottosegretario Fabrizio Miccichè, l’attuale ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo), rappresentanti del PD ( il governatore della regione Campania Antonio Bassolino e quello della Calabria Agazio Loiero) ed i movimenti Io Sud di Adriana Poli Bortone e quello per le Autonomie di Raffaele Lombardo, attuale governatore della Sicilia. E’ fuor di dubbio che il governo Berlusconi stia trascurando il mezzogiorno d’Italia, tagliando fondi a destra e a manca, ma coloro che propongono tale progetto non mi pare siano outsiders della politica, non mi pare abbiano raggiunto, in anni (ed in alcuni casi decenni) di pratiche di governo, risultati almeno soddisfacenti: gli italiani continuano ad abbandonare il mezzogiorno per trasferirsi al nord in cerca di lavoro ( addirittura negli ultimi undici anni sono stati ben settecentomila), la disoccupazione giovanile si assesta sempre su livelli molto alti, la parità tra uomini e donne, nel mondo del lavoro, continua a rimanere esclusivamente tra i buoni propositi. Probabilmente questi “professionisti” della politica non riescono più, avendo una disponibilità ridotta di fondi, a sfamare le loro grasse clientele. HANNO PAURA DI PERDERE I VOTI. TEMONO DI RIMETTERCI LE POLTRONE, SU CUI SIEDONO COMODAMENTE DA ANNI. E’ questo il VERO MOTIVO che rilancia l’interesse di questi “signori” per la questione meridionale. Mi auguro che il Sud non abbocchi a questa ennesima azione di sciacallaggio politico. Essi si presentano come salvatori del mezzogiorno, come difensori delle sue istanze. Ma pur ricoprendo negli ultimi anni, sia a livello nazionale che locale, molteplici incarichi di governo non hanno fatto nulla per il suo sviluppo.
      E’ vero, la drastica riduzione delle risorse destinate al sud ( anche da parte del governo Prodi) ci ha fortemente penalizzato e ci sta penalizzando.
      Nonostante ciò, ritengo che il meridione abbia avuto, in passato, importanti occasioni di risveglio ma la condotta assistenzialista e clientelare dei vari “potenti di turno” ha soffocato sul nascere qualsiasi minima opportunità di cambiamento.
      Non sono d’accordo con la mentalità vittimista di alcuni meridionali che, animati dalla convinzione di essere condannati, per ragioni storico-geografiche, al disagio socio-economico accettano, volenti o nolenti, tale situazione con rassegnazione. Proprio essi contribuiscono ad alimentare la cultura assistenzialista. E ad alcuni politici, che devono le loro fortune a tale cultura, conviene che i meridionali siano dormienti.
      Sono personalmente convinto, invece, che il mezzogiorno, come qualsiasi parte del mondo, possieda delle risorse importanti e che sia nostro dovere puntare su di esse: turismo, beni culturali, beni naturali, relazioni commerciali con l’area mediterranea ed asiatica. Tutti settori nei quali dovrebbero essere programmate efficaci strategie di sviluppo finalizzate al miglioramento della qualità del patrimonio naturalistico e culturale, alla maggiore integrazione di esso con le comunità locali, al potenziamento delle rotte commerciali che conducono ai mercati asiatici e mediterranei. Al mezzogiorno, oltre che maggiore propensione al rischio, occorre una corretta ed efficace programmazione da parte delle pubbliche amministrazioni, maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, il ricambio generazionale della classe politica. Non affidiamo il nostro futuro a coloro che, presentandosi per l’ennesima volta come paladini del mezzogiorno, non rappresentano altro che la solita politica. Una minestra riscaldata che abbiamo già troppe volte ingerito.

    • Mi congratulo con Gigi per l’analisi lucida e impietosa dei novelli “sudisti”.

      Catone


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