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  • “Il sistema ATO può funzionare”

    Pubblicato il luglio 17th, 2009 Max 1 commento

    keep the faith
    Creative Commons License photo credit: Daniele Butera

    di Libero
    L’attuale Assessore Regionale alla Presidenza e Protezione Civile Prof. Gaetano Armao si è fatto carico di spiegare in più occasioni che l’esistenza dei cinque Ato in attivo di bilancio, dimostra che lo strumento giuridico-istituzionale è di per se valido, ma va gestito in termini aziendali e di servizio, da una classe dirigente all’altezza. Per lo stesso, “non è percorribile, che il governo o l’Ars assumano iniziative legislative per l’azzeramento degli Ato nell’Isola, con il conseguente ritorno della gestione in mano ai comuni, così come ci chiede qualche forza politica. Il problema principale da risolvere, è quello di trovare soluzione sicure alle disfunzioni di gestione e di organizzazione sin qui,spesso, manifestatesi”.

     

    1 responses to ““Il sistema ATO può funzionare”” Icona RSS

    • Sento di esprimere una piena solidarietà a quanti sono colpiti dalla mancanza degli stipendi da parte dell’ATO Enna. Ma c’’è un altro grave disagio per le popolazioni interessate: la mancata raccolta dei rifiuti. Strade sporchissime, cumuli di rifiuti, possibilità di roghi, aumento dei rischi per la salute dei cittadini, pesante caduta d’immagine dei nostri centri. Senza parlare di un grave senso di smarrimento che alberga nel cuore di tutti. Senso di smarrimento perché da più parti ci si chiede: ma è mai possibile che nessuna autorità legittimamente costituita è in grado di risolvere questo problema? Coloro che hanno creato questo grave pasticcio adesso cosa stanno facendo? Non credo che hanno gli stessi problemi di quei padri di famiglia che non sanno come sbarcare il lunario!!! Le Autorità civili, i Sindaci, il Presidente della Provincia, il Prefetto, i Parlamentari, la Magistratura, le Associazioni di categoria, le Autorità regionali cosa stanno facendo per risolvere questo problema in modo definitivo? È mai possibile che non esiste un’autorità in grado di prendere in mano la situazione e avviare una soluzione di questo gravissimo problema di cui non possiamo fare altro che vergognarci? C’è un diffuso senso di smarrimento nella popolazione. I cittadini non sono polli da spennare, riserva di voti elettorati, serbatoio di denaro da cui attingere al momento opportuno (per chi?)… I cittadini sono persone soggetti di diritti e di doveri e coloro che sono incaricati della gestione dei servizi amministrativi e di altro genere hanno il grave dovere di mettersi a servizio della collettività. Ci riflettano attentamente: se hanno una coscienza dovranno rendere conto del loro operato a se stessi, al popolo e, se si professano credenti, a Dio. In un’epoca in cui si registra uno sviluppo enorme, ad ogni livello, della tecnologia, bisogna anche registrare un degrado sociale mai raggiunto prima che tocca sia la sfera personale e sia la sfera sociale, specialmente al Sud Italia e nella nostra Sicilia.
      È necessario, di fronte a queste sfide, che avvenga un sussulto di responsabilità a tutti i livelli. Ognuno deve fare la sua parte e deve cercare di farla al meglio: dal singolo cittadino, perché gestiscano questa emergenza con dignità, frenando sfoghi o atti di violenza che porterebbero solo ad aggravare la situazione, a quanti hanno la responsabilità della cosa pubblica perché abbiano di mira, senza indugi, il bene di tutti. La soluzione a questo grave problema dello smaltimento dei rifiuti c’è sicuramente, va cercata con ferma volontà e con altrettanta fermezza va attuata. Le leggi si fanno e si possono cambiare. Tutti attendiamo un segno chiaro, certo, che porti alla soluzione definitiva di questo problema. Intanto per far fronte alle esigenze delle famiglie rimaste senza stipendio da mesi auspico che la nostra amministrazione comunale faccia tutto il possibile per venire loro incontro.
      Auguro che la prossima grande festa della Pasqua possa suscitare nel cuore di ogni cittadino, che si professa cristiano, una novità di vita. Una vita libera dall’egoismo e vissuta per il bene degli altri. Non ci può essere un bene personale se non è anche il bene degli altri. Chi pensa di poter trascorrere la propria esistenza nell’egoismo distrugge se stesso, le proprie famiglie, la comunità cittadina in cui vive, la società in cui vive, è portatore di morte. Chi invece si libera dalla logica dell’egoismo e si impegna a vivere facendo il bene, seguendo l’esempio del Maestro e Signore Gesù Cristo, allora diventa portatore di vita, di speranza, diventa capace di promuovere il bene comune, di risolvere i problemi che attanagliano e rischiano di soffocare la vita delle nostre comunità.


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