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  • Il sindaco Dipietro dentro un imbuto chiamato Pd

    Pubblicato il marzo 27th, 2017 Max Nessun commento

    Maurizio Dipietro

    Il fine settimana tutto sommato non ha portato nulla di nuovo nella scena politica/amministrativa del Comune in direzione di una soluzione della crisi comunale.

    Al di là dei vari apprezzamenti tutto è rimasto tale e quale e nessuno, ma proprio nessuno si è mosso un tantino. Gli attori sono stati il sindaco Maurizio Dipietro e i responsabili di Sicilia futura che contano in giunta due assessori, Giusi Macaluso e Angelo Girasole che ricopre anche il ruolo di vicesindaco. Gli uomini dell’ex ministro Cardinale avevano chiesto l’approvazione del bilancio al 31 marzo e poi una verifica. Sono usciti dall’incontro con l’approvazione del documento contabile alla scadenza e l’impegno di verificare la possibilità di dare una svolta all’amministrazione con i due assessori che non si toccano. Insomma cambiando i termini il risultato è sempre lo stesso e non poteva essere altrimenti. L’amministrazione Dipietro con le ultime scelte, fare fuori le componenti che si richiamano al centrodestra, si è andata ad infilare in un imbuto. A questo punto le scelte ipotizzabili sono due: fare un accordo con il Pd oppure mettere in campo una giunta del sindaco e portarla in consiglio per tentare di superare la mozione di sfiducia. In ogni caso però deve esserci il via libera del Pd che forte dei numeri può determinare in ogni momento la sfiducia. L’imbuto è questo e contiene una stacca ben precisa, i primissimi giorni di luglio quando l’esperienza Dipietro avrà superato i due anni, termine voluto dalla legge per la presentazione della mozione di sfiducia. In atto il Pd sembrerebbe muoversi compatto sull’intento di mandare a casa il sindaco ma così non è, la forte ala vicina al deputato regionale Mario Alloro nicchia perché non vorrebbe arrivare al voto per il rinnovo dell’Ars, ottobre/novembre, con un commissario. Su questo campo si gioca la partita con i fedelissimi di Dipietro che giurano: “Il sindaco non subirà il giogo della mozione di sfiducia. Se ne avrà la certezza si dimetterà un giorno o un’ora prima rendendo vano tutto l’impegno dell’opposizione”.

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