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  • “Il Sindaco di Piazza Armerina impugna le modifiche allo statuto del CEU

    Pubblicato il Novembre 26th, 2008 Max Nessun commento


    Creative Commons License photo credit: E|NoStress|

    di Massimo Greco
    Con apposito ricorso presentato al Tar di Catania il Sindaco di Piazza Armerina ha impugnato le modifiche apportate dalla maggioranza dell’assemblea consortile del Consorzio Ennese Universitario allo statuto dell’ente nella parte in cui viene previsto di revocare anticipatamente il Consiglio di Amministrazione nel caso in cui venga meno il rapporto di fiducia o nel caso di mutata strategia degli enti consorziati.Prima facie detto ricorso appare inammissibile per difetto di legittimazione ad agire. Infatti, i singoli componenti dell’assemblea consortile del CEU sono legittimati ad impugnare gli atti dell’assemblea soltanto nelle ipotesi in cui le censure proposte siano rivolte per contestare eventuali lesioni della propria sfera giuridica o della posizione all’interno dell’organo assembleare, ovvero a contestare una modifica allo statuto, ma sempre in relazione ad un interesse connesso alla propria sfera giuridica. E’ viceversa da escludere che l’impugnativa possa essere giustificata dal solo generico interesse al ripristino della legalità asseritamente violata, atteso che il giudizio amministrativo non è volto a risolvere controversie tra organi dello stesso ente, ma a risolvere conflitti intersoggettivi. Pertanto il ricorso è inammissibile atteso che tale provvedimento di natura collegiale non incide – né direttamente, né indirettamente sul diritto all’ufficio del componente dell’assemblea che lo approva o lo disapprova (per asseriti motivi di legittimità, o di opportunità, o di mera politica). Sicchè non può il Sindaco del Comune di Piazza Armerina che non abbia condiviso le modifiche statutarie democraticamente assunte in sede di assembleare pretendere di proseguire la propria battaglia politica innanzi al giudice amministrativo, che non è organo di soluzione delle contese politiche interne tra componenti di maggioranza e componenti di minoranza. Per un caso analogo la giurisprudenza ha già rilevato “Che il motivo tende ad entrare nel merito della discrezionalità delle decisioni assunte dall’organo statutario e, come tale, è inammissibile nella presente sede di legittimità” (Tar Piemonte, sez. II°, sent. n. 2291 /2006). 


    Ed ancora, ai sensi dell’art. 100 c.p.c., così come interpretato dalla giurisprudenza amministrativa, per proporre una domanda giurisdizionale è necessario vantare un interesse nel senso di perseguire un’utilità giuridicamente apprezzabile e non altrimenti conseguibile che con l’intervento del giudice ed è inoltre necessario che “danno” e “vantaggio” ineriscano ad una posizione propria, tutelata dall’ordinamento, che processualmente è qualificata come legittimazione (cfr. Cons. di Stato, Sez. V, 15 maggio 2006, n. 2837). “L’interesse a ricorrere, infatti, non può prescindere da una puntuale verifica della lesione concreta ed immediata che dalla determinazione assunta dall’amministrazione deriva alla posizione giuridica dell’istante e, dunque, dalla individuazione del vantaggio concreto ed immediato che lo stesso conseguirebbe dall’accoglimento del ricorso. Tale interesse deve avere le caratteristiche dell’attualità, dell’immediatezza e della concretezza, consistendo in un’utilità pratica conseguibile con la pronuncia richiesta, da cui possa derivare un risultato favorevole per il ricorrente. Tale interesse va escluso quando il pregiudizio non è attuale, come nel caso in esame, ma meramente potenziale e correlato a situazioni future ed ipotetiche” (CGA, parere n. 626, Ad. del 5/09/2006; Cfr. Cons. di Stato, Ad. Plen., 29/01/2003, n. 1; Cons. di Stato, Sez. V, 1/03/2003, n. 1161). “Del resto, costituisce condizione ai fini dell’ammissibilità dell’azione, oltre all’astratta legittimazione ad agire per la tutela di determinati interessi, la esistenza dell’interesse a ricorrere inteso quest’ultimo, non come idoneità astratta dell’azione a realizzare il risultato perseguito, ma più specificatamente come l’interesse proprio dell’interesse al conseguimento di un vantaggio con l’annullamento dell’atto impugnato. L’interesse a ricorrere, come da dottrina e giurisprudenza dominante, deve essere caratterizzato dagli elementi della personalità (il risultato del vantaggio deve riguardare specificamente e direttamente il ricorrente), della attualità (l’interesse deve sussistere al momento della proposizione dei ricorso) e della concretezza (l’interesse va valutato con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente)” (Tar Toscana, sez. II°, n. 251/2006).

    Il Sindaco di Piazza Armerina, non solo non dimostra in cosa consiste l’attualità e la concretezza della lesione subita, ma non riesce neppure a dimostrare il vantaggio personale che ne ricaverebbe dall’annullamento dell’atto.

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