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  • Il ruolo degli anziani nella società che cambia

    Pubblicato il ottobre 23rd, 2007 Max Nessun commento

    di Libero
    La carta dei diritti fondamentali dell’unione europea all’art.25 riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale. Uno dei sintomi legati alla terza età è una forma crescente di ipocondria che comporta una deformata percezione di sé, ciò è ancora più evidente se non esistono forme di occupazione e di realizzazione, si forma così una sinergia negativa tra la paura di morire e la preoccupazione per ogni sintomo che diventa la spia di una fine imminente. In una società come quella italiana, ancora fortemente gerontocratica, molti anziani, usciti dal ciclo produttivo, sono i nuovi poveri, attendono però risposte diversificate per diventare sempre più soggetti e protagonisti del loro stesso vivere. Contro la logica dell’esclusione è necessaria una nuova integrazione sociale, che accolga tutti e che sia fondata sulla filosofia dell’essere e non su quella dell’avere e del potere fine a se stessi , solo così si potrà aspirare a una migliore qualità della vita.


    La logica capitalistica e quella neo-darwiniana – purtroppo crescente – fondata sulla concorrenza e sulla lotta al più debole, creano presupposti di inciviltà e di regresso sociale. Gli anziani non devono essere solo l’oggetto, ma il soggetto di questo cambiamento culturale che, come progetto educativo dell’intera società deve coinvolgere i servizi, i politici, gli stessi operatori sociali, sanitari e socio culturali, per trovare spazi adeguati e la volontà programmatica e progettuale di tali cambiamenti.
    Dare risposte globali in termini di servizi vuol dire mantenere l’anziano attivo, aiutandolo a farlo sentire sempre impegnato sia con una graduale dismissione di occupazioni gravose e fortemente stressanti
    La nostra realtà territoriale purtroppo è ancora molto lontana dal realizzare servizi di accompagnamento e di crescita dell’autonomia e dell’autodeterminazione degli stessi, di raccordo e di valutazione dell’autonomia dei soggetti e delle esigenze oggettive dei servizi, di valutazione dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, di monitoraggio delle azioni svolte nei loro confronti. Si pensi all’assistenza domiciliare agli anziani iniziata ad Enna 18 anni fa, a distanza di molti anni si è assistito ad una forte regressione di tale servizio, con sospensioni a volte anche triennali ,senza nessuna politica che tutelasse quella che ancora oggi è una delle fasce più deboli della nostra società.

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