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  • Il problema: “Polizze Index Linked”

    Pubblicato il ottobre 5th, 2008 Max 17 commenti

    di Tony La Rocca
    Cari e poveri  assicurati. Mai come adesso mi sento vicino a voi ! Si, proprio così. Anche “loro” ci hanno tradito; si proprio loro, le nostre care e fedeli polizze “index linked” quelle con il capitale garantito “forse”. Perché forse direte voi ? Ovvio ! Perchè il capitale è garantito sempre; tranne se l’ente emittente dell’obbligazione và in default (fallisce). Questo lo dico da assicuratore e non da trader di borsa. Quasi contro i miei interessi. Spero che i miei colleghi non me ne vogliano. In questo momento non bisogna far finta di niente soprattutto, se le cose vanno male. Piuttosto ci si deve operare per stare vicino ai clienti e rassicurarli informandoli e consigliandoli, io la penso così
    Vi darò qualche cenno su questa tipologia di polizze e sulla soluzione che io personalmente ritengo la più ragionevole. Perché in questi momenti di panico si possono fare delle scelte che possono essere pregiudizievoli per il mantenimento dell’integrità del patrimonio.
    Faccio un piccolo cenno sulla storia delle polizze in questione. Le index linked nascono in Italia come formule assicurative di bankassurance di nuova generazione (in Inghilterra esistevano già da trent’anni). Sono prodotti di terza generazione strutturati da ingegneri finanziari. Sono composti, di fatto, da due tipi di formule finanziarie: un’obbliagazione zero coupon e un opzione che si propone di effettuare la scommessa o su un paniere di titoli azionari o su un indice di borsa o su commodity; sono insomma, delle obbligazioni strutturate. Ora, fino a quando il mercato ha avuto una tendenza e un  corso ordinato questi strumenti sono andati abbastanza bene. Alcune di queste polizze sono già scadute ed hanno reso discretamente e sicuramente più dei vecchi BOT, CCT CTZ e BTP poliennali. Poi le regole del mercato non si sono più rispettate e si sono venduti strumenti obbligazionari per strumenti con rating di solvibilità a tripla A  quando non lo erano. Per cui, cambiando le carte in tavola le cose sono andate male. Anche queste obbligazioni hanno assunto una volatilità molto alta che risente molto del sentiment del mercato. Le obbligazioni zero coupon di queste polizze, come saprete sicuramente, hanno una loro quotazione che si può leggere sul Sole 24 Ore. Parecchie di esse hanno perso dal 50 al 70% della capitalizzazione.


    Questo non va confuso con la restituzione del capitale nominale a scadenza che prevede la maggior parte, il cui privilegio si perderebbe come detto prima, solo in caso di default dell’emittente. Cari lettori come dice uno dei maestri di borsa, un caro amico mio, l’ing. Giuseppe Migliorino: “ Calma e gesso”! Tutto si deve pensare, tranne quello di riscattare anticipatamente il capitale investito su questi contratti perché: “attualmente c’è poco mercato per questi bond, per cui i prezzi sono veramente bassi. Chi vende adesso rischia di incassare solo un 20-25%, mentre non è detto che, una volta dismessi gli asset ad es. di Lehman e di altri gruppi coinvolti, gli importi rimborsati non possano essere un po’più alti. Storicamente i default corporate (le insolvenze di bond per mezzo di aziende) hanno restituito tra il 25 e il 50%. Molto dipenderà anche dal Fondo costituito in America. Se sul mercato si dovesse arrivare ad un quotazione dello zero coupon al 50% del capitale, sarebbe meglio approfittarne, cedere il titolo e avere così a disposizione il credito fiscale da giocarsi in dichiarazione dei redditi come minusvalenza; vi ricordo, inoltre, che avete stipulato queste polizze come investimento a medio termine e come tale deve essere gestito. Il mercato, a mio modesto avviso, non farà altro che auto guarirsi fagocitando il virus grazie all’intervento delle Banche Centrali (ed è mia opinione anche dei Fondi Sovrani), insomma di tutti coloro i quali avendo eccesso di liquidità acquisiranno gli istituti illiquidi più sani, facendo affari a bassissimo costo e limitando di fatto i default al minimo. Questa è una legge di mercato che è nata con l’Uomo e morirà con Esso. Il nostro sistema creditizio e assicurativo italiano non è sicuramente il sistema americano e se pur coinvolto, ne è del tutto indirettamente. Aspettate che Lehman e tutte le altre consorelle vengano svendute e dopo che qualcuno le acquisterà cominceremo a riparlarne. Questa crisi finirà quando verrà risanata e regolamentata la causa da cui è partita  (LE BANCHE con il loro credito). Per il momento per chi ci riesce: “CALMA ! CALMA ! CALMA ! E nervi saldi”!!!. Ricordo che per chi mi vuole scrivere può farlo o tramite lo stesso blog o al mio indirizzo mail: alarocca66@gimail.com
    Grazie per il tempo dedicato alla lettura di quanto scritto; speriamo che Vi possa essere d’ aiuto e da conforto. Saluti ed alla prossima.

     

    17 responses to “Il problema: “Polizze Index Linked”” Icona RSS

    • scusa tony penso che dovresti correggere l’email.
      gimail.com esiste solo tra gli ennesi…..ehehehehe

    • Chiedo scusa a tutti quanti per l’errore fatto nel trascrivere l’e-mail. Lucio ha ragione. E’ gmail e non gimail. Grazie per avermelo fatto notare. Saluti

      Tony

    • Tutti si preoccupano di cosa può succedere. Le banche non si fidano più delle banche. Tra di loro non si prestano più soldi. Il veleno introdotto nel sistema finanziario mondiale dai titoli tossici made in USA sta producendo i suoi effetti.
      Nessuno al mondo sa dire quanta sia la quantità di veleno americano e dove si trovi. La SEC, la FED, il Governo di Bush, il ministro del Tesoro Paulson dov’erano in questi anni? Mentre la loro nazione baluardo di libertà esportava cannoni e CDO e subprime, titoli su debiti inesigibili. Lo sapevano questi bastardi che erano inesigibili.
      Una merda introdotta nei fondi e nei derivati che produrrà decine di milioni di disoccupati, di senza tetto, di risparmiatori disperati. Il debito pubblico americano è il più alto del pianeta, gli Stati Uniti consumano un terzo delle risorse della Terra, ma sono solo 300 milioni su 6,7 miliardi. Per rimanere in piedi devono controllare l’economia mondiale con la finanza e con le armi.

      Tra Saddam e Bush chi ha fatto più danni? Più morti? Il primo è stato impiccato dal secondo che, nel frattempo ha impiccato anche l’economia mondiale. Da chi è stato eletto Bush? Dalla finanza americana, dalla National Rifle Association, l’organizzazione che promuove l’industria delle armi, dai petrolieri.

      Tra pochi mesi il crollo della finanza si trasferirà nell’economia reale, nella produzione. In primavera nessuno penserà più al titolo delle azioni o al conto corrente, ma al posto di lavoro, ad arrivare alla fine del mese.

      Ve lo dico per l’ennesima volta, pensate meno alle cazzate e cercate di trovare il vostro istinto primordiale, quello che vi spinge alla sopravvivenza!

    • caro Gigi, come sempre, io ti do il la e tu mi fai un concerto. Mi apri delle maglie alle quali per dare una risposta si dovrebbe stare giorni a scrivere. C’è gente che cià fatto i libri sui personaggi he hanno causato tutto questo. Quello che dici è esatto anzi, di più ! Il fatto è che nel momento in cui crolla l’ETICA dei “Grandi” si crea questo che stiamo attraversando e che attraverseremo in questi probabili 24 mesi (speriamo). Le guerre di solito, storicamente, vengono fatte dai paesi indutrializzati o vengono fomentate dagli stessi per vendere armi attraverso le quali si muove tutto un indotto di materie prime compreso il petrolio. Peccato che si perdono vite e si fanno con i soldi dei cittadini contribuenti. Queste sono, e lo hanno dimostrato, scelte a breve scadenza. Di solito quando riescono gonfiano il PIL e danno l’impressione che la produzione è ok. Peccato, che non è produzione reale e diffusa ma è produzione dei pochi amici di presidenti e lobbi massoniche che si scambiano favori tra loro guadagnandoci in maniera smodata a danno della collettività che paga, paga, paga, paga sempre. Saluti e grazie per il tuo contributo.

    • Rinrazio Tony per la sua chiarezza e onestà di assicuratore, concordo anche con Gigi, ma la preoccupazione che prende molti circa le polizze citate da Tony è la preoccupazione di tanti “poveri cristi” che con fatica hanno messo da parte una piccola cifra con l’intento di vedere meno nera la loro vecchiaia. E’ il caso di una mia zia ora 81enne vita sola che ora si trova con la preoccupazione di perdere quanto con fatica di una vita ha messo da parte. A questo proposito chiedo a Tony un’opinione su polizza vita Novara “ADESSO INDEX 30.04.13” cosa fare visto che attualmente sta perdendo più del 35%, se si aspetta la scadenza naturale almeno il capitale è assicurato? Questa polizza è legata alla Merrill Lynch. Grazie

    • Ho già risposto dettagliatamente a Luciano tramita mail. Brevemente il consiglio è stato quello di attendere momentaneamente, visto l’intervento congiunto nei confronti delle banche da parte delle banche centrali. Calma, calma, calma . Saluti

      Tony

    • buonasera tony. volevo sapere alcune informazioni riguardo i prodotti di bancoposta e precisamente il contratto formula 7 al cui interno mi dice ke ci sono investimenti nella index linked. mi devo preoccupare oppure comunque sono fondi garantiti da bancoposta? Grazie

    • Caro Piero

      dovrei dare un’occhiata al cotratto. Comunque posso dirti subito che di solito i prodotti BancoPosta sono abbastaza garantiti e molto prudenziali. A detta Loro, anche se hanno emesso qualche index non l’ hanno collegata ad obbligazioni strutturate a rischio. Non mi sembra di avere visto il loro nome tra quelli pubblicati sui giornali ed a rischio. Non ricordo propio di avere letto del contratto “formula 7” di cui dici. Spero di non sbagliarmi; mi informerò. Però, come dicevo, la sicurezza si può avere solo leggendo la nota informativa o il contratto e comprendendo “chi” ha emesso l’obbligazione zero coupon. Se vuoi; il mio n. di cell. è 3488019999 o la mia mail per inviarmi copia del contratto è: alarocca@gmail.com

      saluti e grazie per avermi scritto.

      Tony

    • salve tony,

      sono molto preoccupato in quanto a marzo 2008 ho stipulato delle polizze index linked di cnplife che hanno come emittente Goldman Sachs.. i primi 3 anni a cedola fissa e glia altri variabile ma sono molto preoccupato per il capitale nominale , se vendo il prossimo anno riuscirò a recuperarlo? Goldman Sachs è una delle banche a rischio? scusa ma io non ci capisco molto..
      grazie in anticipo

    • caro Salvatore

      questo è quello che hotrovato scritto nella tua polizza ceh ha montato la consorella assicurativa di banca Unicredit: “La Compagnia non offre alcuna garanzia di restituzione del capitale nominale o di rendimento minimo. Pertanto, per effetto dei rischi finanziari dell’investimento vi è la possibilità che l’Investitore-Contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare inferiore al capitale nominale”.

      In virtù di ciò, capici benissimo che in caso di dafault della Goldman Sachs, a meno che non ci sia un’altra banca a garantire per conto di Goldman, non “avresti” diritto probabilmente neanche al capitale nominale. Di fatto, ritrengo che questa ipotesi stando alle ultime decisioni da parte delle Banche Centrali è molto remota. Poi, c’è da dire anche che Goldman è la banca del nostro “caro” Segretario del Tesoro Henry Paulson di cui è stato presidente per un numero infinito di anni “Capisci a mè !!!!!”. Figurati se faranno fallire Goldman con tutti soldini che ha dentro il nostro “amico” segretario. Si vocifera che: “anche il nostro Barack Obama lo vuole come segretario nel suo esecutivo, tanto ha le mani in pasta il nostro Henry”. Io me ne starei buonino, buonino ed intanto mi prenderei le cedole fisse annuali. Grazie per avermi scritto.

      Saluti

      Tony

    • ciao toni mi kiamo peppe io l’anno scorso precisamente il 28marzo omesso dei soldi qui da cnp life in poliza eil contratto scade nel 2014,,,se io vorrei prendere questi soldi prima ,,lo posso fare? mi e possibile,,,,saluti

    • Caro Peppe

      Mi servono dei riferimenti più precisi come me li hanno fornito alcuni amici che mi hanno scritto prima di te. L’unica cosa che posso anticiparti, con buona probabilità, è che non si potrà riscattare con facilità ed in maniera indolore.

      Resto a tua disposizione

      mail: alarocca66@gmail.com
      cell. 3488019999

    • Caro Tony ho una poliza INDEXlife titano 2 stipulata con la unicredit scadente 19/02/13 di 5 anni importo 10.500,00 Euro. Dato che non capisco nulla e non ho urgenza di soldi, a cosa vado incontro alla sua scadenza? O comunque se ad oggi le condizioni fossero migliori del periodo previsto mi converrebbe ritirarli dato che sono due anni che non mi accreditano le cedole? Grazie in anticipo Angelo

    • Caro Angelo,

      solo stamane ho avuto modo di leggere il tuo quesito al quale darò una risposta a giorni. Sarà una risposta studiata e schietta. Preferisco non rispondere adesso, perché sono di fretta e la risposta, se pur semplice, merita delle spiegazioni. A presto.

    • Caro Angelo,

      ho avuto modo di verificare la polizza index di cui sopra: INDEXlife Titano 2. Come ti avevo anticipato cercherò di essere quanto più schietto e super-partes possibile. Premetto che non ho molta stima per l’ente emittente del titolo obbligazionario, (CAPITALIA) adesso Unicredit, considerato che la sua gestione non è stata mai delle migliori e delle più “trasparenti”… (vedi epoca Geronzi-Profumo). Tuttavia escluderei, a priori, l’ipotesi di un riscatto anticipato che, in questo momento, vedrebbe una quotazione dell’obbligazione zero coupon della polizza intorno a 92,33% al 29-02-2012 con un incremento della stessa dell’ 1,16%. Pertanto attenderei la scadenza che – anche se non ti garantisce la restituzione del capitale, poiché il tuo contratto è stato stipulato prima dell’entrata in vigore del regolamento Isvap n. 32 dell’11 giugno 2009 – comunque, è buona abitudine delle compagnie emittenti restituire, quanto meno, il capitale nominale per evitare che emergano scandali inopportuni. Si da il caso che nella fattispecie la Compagnia attuale sia Unicredit. Ciò non è affatto una garanzia considerato gli andamenti di Unicredit che, tra le banche quotate sul nostro listino, non spicca certo per solidità e capitalizzazione. Mi permetto di darti un suggerimento: se in futuro pensi di fare degli investimenti particolari è chiaro che tu debba rivolgerti ad esperti che siano dei buoni consulenti e che non siano di parte. Già questo atteggiamento potrebbe tutelarti tanto. Ciò detto, penso di essere stato abbastanza chiaro. Ti auguro di portare a buon fine il tuo investimento. Ad ogni buon conto, se dovessi avere altre perplessità o domante da rivolgermi non hai che da scrivermi o telefonarmi.

      Cordiali saluti.

    • caro Tony nel 2008 ho stipulato con Unicredit la polizza Indexlife Febbraio 2014 Domani scadenza 15 febbraio. il 4 ho richiesto la liquidazione ed a tutt’oggi non mi hanno rimborsato il capitale. Oltre alla banca che sta facendo le varie indagini a chi mi posso rivolgere? Sono passati 18 gg. posso essere tranquilla? grazie

    • Cara Fiorella, a volte, le richieste da evadere sono parecchie e provocano dei ritardi. Per quanto riguarda il tuo caso specifico, tenterei, in prima istanza, un altro sollecito alla Filiale presso la quale hai sottoscritto il contratto. Nel contempo sarebbe opportuno attenzionare il contenuto del contratto e della nota informativa testé allegata: giusto per verificare gli asset dell’investimento. Solo dopo avere chiarito la componente degli stessi, intenterei un’azione un po’più incisiva. In definitiva, ad oggi non mi preoccuperei così tanto, tuttavia non starei neanche ad aspettare che mi scrivano o mi accreditino le somme di mia spettanza. Ti lascio la mia mail alla quale potrai scrivermi privatamente per scambiarci eventuali recapiti telefonici e darti ulteriori chiarimenti in merito a questa faccenda. La mail è: alarocca66@gmail.com

      Cordiali saluti


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