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  • Il privilegio dei parcheggi/4 – Piazza Garibaldi buca l’indiscrezione: l’amministrazione nel suo Piano Sosta prevede solo il 20 % dei parcheggi dedicati a scopi istituzionali

    Pubblicato il ottobre 26th, 2017 Max Nessun commento

    Piazza Garibaldi

    Paolo Di Marco

    Quelle strisce che danno sul giallo/arancione dipinte così bene geometricamente in piazza Garibaldi, che ogni mattina attendono le auto private dei dipendenti della Prefettura, stanno ancora lì e pesano tanto, veramente tanto.

    Una decisione partorita dal comandante dei Vigili urbani Stefano Blasco con una propria ordinanza a seguito di una richiesta formulata prima informalmente e poi nelle forme dovute dalla Prefettura. Da piazza Coppola nessun commento anche se assessori e sindaco stanno analizzando cosa fare per mettere una toppa. Quei 10 stalli per i dipendenti della Prefettura pesano sull’intera città perché troppo evidenti, ma pesano anche tanti altri concessi in precedenza e in posti e per motivi diversi. Un privilegio in un centro dove andare alla ricerca ogni santa mattina del posto macchina è come tentare un terno al lotto. Mal si concilia poi con la mission di ogni parte dello Stato chiamato prima di tutto a fornire l’esempio al singolo cittadino. Nessuno ad Enna contesta la necessità, e si sottoscrive “la necessità”, di riconoscere alle diramazioni dello Stato sul territorio stalli dove trovare posto per le auto istituzionali semprechè l’ente non ne sia già dotato a sufficienza. Non passa inosservato per esempio il giochetto di chi ottiene lo stallo per l’auto istituzionale che diventa invece lo spazio per auto private dei dipendenti. Questo fa ancor più male. E piazza Garibaldi ed altri slarghi cittadini ormai da mesi forniscono un plastico esempio di una tale situazione. Nell’intera vicenda alla Prefettura va riconosciuta la correttezza, e questo va sottolineato senza alcun retro pensiero. Ha chiesto ed ottenuto 10 posti per i propri dipendenti senza nascondersi dietro l’utilizzo delle aree per auto istituzionali. A questo punto è strano che chi ha autorizzato non abbia sentito la necessità istituzionale di provare a confrontarsi sulla questione con l’amministrazione. L’oggetto della richiesta, al di là delle formule previste negli incarichi, a parer nostro tocca l’azione di governo della città che i cittadini con voto popolare hanno demandato a chi è stato eletto. Per dirla con la terminologia corrente tanto in voga oggi, il problema dei parcheggi ad Enna è un problema sensibile. E invece appena il sindaco Maurizio Dipietro e l’assessore al ramo Biagio Scillia sono stati interpellati sull’argomento sono letteralmente caduti dalle nuvole. Come analogamente sono caduti dalle nuvole altri assessori che candidamente hanno ammesso che della questione non ne avevano neppure sentito parlare. E dire che non si trattava di bloccare uno stallo ma 10, in una città affamata di parcheggi e in un sito dove altri stalli sono già bloccati per necessità più o meno istituzionali. Che ci sia qualcosa che non ha funzionato rispetto la comunicazione tra dirigente e amministrazione lo testimonia anche l’indiscrezione che già alcuni consiglieri comunali hanno preannunciato di voler portare la questione a Sala d’Euno attivando l’attività ispettiva di loro competenza. E’ un argomento del quale a palazzo di città in pochi ne vogliono parlare ma gira voce comunque che si sta facendo strada la consapevolezza che in ogni caso bisognerà prendere il toro per le corna. Cosa succederà? Questo non è dato sapere, si possono ipotizzare gli sviluppi. Per intanto è noto ma non confermato che l’amministrazione ha intrapreso un dialogo con la Prefettura. Questo però serve per risolvere il singolo problema ma come evidenziato non basta perché la croce dei “privilegi dei parcheggi” non può essere appioppata solo alla Prefettura. Il caso che le compete è solo l’ultimo e forse il più visibile ma c’è altro da rimuovere nelle forme dovute con un Comune che deve prendere decisioni e i dirigenti, aggiungiamo noi, che devono incanalare la loro azione nel rispetto della legalità ma anche nel percorso intrapreso da chi è stato eletto e di quanto si attende la comunità. Probabilmente il risulto pieno la città lo potrà ottenere non appena l’assessore Scillia e il sindaco Dipietro porranno la firma su quel Piano Sosta che l’intero perimetro urbano attende da anni. Per quanto riguarda il centro storico si apprende che da un monitoraggio complessivo è stato accertato che dalla chiesa di San Giuseppe fino in piazza San Tommaso sono presenti 125 stalli quasi sempre occupati fin dalle prime ore del mattino non per non curanza ma perché nel centro storico è posizionata buona parte degli Uffici della città. Altri sono presenti nella zona Monte. Gli impiegati devono recarsi al lavoro, tutti e non solo alcuni, e posteggiano la macchina. Ma in centro ci sono i negozi e devono poter arrivare e posteggiare anche gli anziani, senza contare che la città deve diventare ospitale per chi arriva da fuori. L’amministrazione ritiene che un bel passo in avanti lo potrà fare appena verrà attivato il servizio navetta gratuito tra il parcheggio Pisciotto, in atto capiente di ben 105 auto, e piazza Vittorio Emanuele. Un tragitto che stato stimato in 7 minuti. Quindi con navette alternate ogni 10 minuti il problema potrebbe essere superato. Radio fante afferma che già da dicembre il primo step del piano parcheggi potrebbe essere attivato e così il centro storico potrebbe cominciare a respirare. Per tornare e concludere rispetto la querelle “stalli gialli per 10 dipendenti della Prefettura in piazza Garibaldi” l’amministrazione non sembrerebbe intenzionata, almeno nell’immediato, a revocare l’ordinanza firmata dal comandante dei Vigili urbani ma aspetterebbe il Piano Sosta che dovrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Nello stesso verrebbe espressamente previsto che per scopi istituzionali saranno sacrificati nella piazza solo il 20 per cento dei posti. In questo modo la giunta guidata dal sindaco Dipietro intenderebbe armonizzare le esigenze delle istituzioni con quelle della collettività. Potrebbe essere una soluzione sempreché l’azione di qualche consigliere non ne velocizzi altre. Par di capire che le intenzioni degli amministratori guardano ad un futuro più o meno prossimo senza prendere in considerazione l’immediato. La rabbia fra i cittadini, quelli che si autodefiniscono “comuni mortali”, monta e i social sono una formidabile cassa di risonanza. Per esempio sui post di Facebook si apprende che un singolo cittadino ha chiamato a raccolta “gli arrabbiati dei parcheggi” ed ha organizzato un incontro con un legale per verificare se è leggittimo concedere la fruizione di stalli. Ed assicura che se verrà evidenziata la possibilità di un’azione legale scatterà un esposto alla Procura della Repubblica. Per il momento, però, tante parole, tante analisi, molte prese di posizione ma in silenzio e nulla di concreto con dipendenti, commercianti, pensionati e chi viene da fuori, comunque tutta la platea dei non privilegiati, ai quali non rimane altro che rosicare nei bar o sui social.

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