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  • Il privilegio dei parcheggi

    Pubblicato il ottobre 6th, 2017 Max Nessun commento

    piazza Prefettura

     

    Paolo Di Marco

    Una delle maledizioni della città di Enna è senza dubbio la cronica mancanza di parcheggi, in particolare nella mattinata quando il centro storico viene invaso per l’alta affluenza di utenti vari e impiegati.

    L’amministrazione Dipietro nel tentativo di razionalizzare e dare la giusta visibilità ai monumenti ha tagliato il numero dei posti macchina, ed ha fatto cosa giusta e conveniente. Una comunità che intende sviluppare il turismo deve valorizzare i propri beni. Lascia invece sicuramente perplessi la prodigalità nel riconoscere parcheggi riservati a sfilze di Uffici e forze dell’ordine. Stalli quasi mai occupati da mezzi di servizio ma da automezzi personali. Un’autorizzazione utilizzata, per così dire, in modo proprio che diventa un bel privilegio, in un momento che un posto macchina in centro vale oro. Il privilegio diventa davvero odioso quando a tanta magnanimità da parte del Comune si lega una ristrettezza nei comportamenti che sa quasi di persecuzione da parte dei Vigili urbani. Se nei posti riservati stanno le auto personali dei dipendenti non fa nulla ma se un cittadino o, ancora peggio, se un automobilista che viene da fuori posteggia in doppia fila o in divieto di sosta scatta inesorabilmente la multa con lo sconto se paga entro 5 giorni. In caso contrario tariffa piena. Ma l’odiosità del caso raddoppia e addirittura diventa particolarmente ripugnante quando un privilegio, che dovrebbe essere goduto con una punta di vergogna, viene ritenuto un diritto acquisito che abilita un’elevata percentuale di arroganza per escludere chi quel privilegio non ha. Un episodio non degno della comunità ennese si è concretizzato qualche giorno fa. Un pensionato, avanti con l’età, dopo aver effettuato almeno due giri di tutto il centro storico e non aver trovato posto si è avventurato per via Candrilli dove in alto è posizionato il posteggio del Comune. Uno slargo che dovrebbe ospitare, come da ordinanza, auto di servizio dell’amministrazione comunale o di proprietà degli amministratori. E invece ogni giorno è pieno di auto personali dei dipendenti. E va bene, si lascia scappare l’ennese pronto a subire che non vuole avere guai. Ma va poco bene quando un pensionato sentendosi approdato all’ultima spiaggia posteggia la sua auto e un dipendente comunale lo invita risolutamente a spostare l’auto perché non è un impiegato del Comune. Insomma, ecco l’estemporanea dell’arroganza del privilegio. I Vigili urbani dovrebbero sanzionare chi occupa stalli attribuiti ad amministrazioni, non importa che sia un collega della sua o di altra amministrazione. Lo fanno? Il pensionato temendo ritorsioni nell’occasione riavviò l’auto e andò via ma raccontò l’episodio al cronista.

    I privilegi si sa possiedono la capacità non solo di rinnovarsi ma anche di moltiplicarsi. Un modus ben conosciuto al Comune e benissimo in giunta, tanto è vero che nei giorni scorsi l’amministrazione Dipetro ha messo la firma su un nuovo provvedimento che riconosce, in piazza Garibaldi, ben 10 posti ai dipendenti della Prefettura. E non per posteggiare auto di servizio, cosa sacrosanta e a a vantaggio della comunità, ma auto personali. Per le auto di servizio c’è già il posteggio interno. Uno schiaffo agli automobilisti che ammattiscono ogni santa mattina. Dalla Prefettura parlano di “necessità” nei bar di “privilegio”. E si sa: vox populi, vox dei. L’ordinanza n. 319 del 4/10/2017 chiarisce che la Prefettura di Enna ha evidenziato “la necessità di istituire un’apposita area di n. 10 posti riservati al parcheggio per i propri dipendenti, che sovente sono impegnati in emergenze in tema di Ordine Pubblico, Protezione Civile e Pubbliche calamità”. Mentre l’ordinanza impone agli addetti comunali di “ PROVVEDERE ad apporre adeguata segnaletica con pannello integrativo “RISERVATO AUTOVEICOLI PREFETTURA DI ENNA MUNITI DI APPOSITO CONTRASSEGNO – 08:00/18:00 DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ ”. Una prima lettura fa sorridere. Riflettiamo. I 10 posti vengono assegnati per rispondere alla richiesta di “necessità” in tema “Ordine Pubblico, Protezione Civile e Pubbliche calamità” ma solo nei giorni che vanno da lunedì a venerdì e dalle ore 8 alle 18. Come dire è impossibile che i dipendenti prefettizi vengano allertati nei giorni di sabato e domenica; o ancora nelle ore non previste. Una delimitazione che porta con sè una rassicurante notizia: alluvioni, terremoti, insurrezioni o quanto teme una comunità si possono verificare solo in orari e giornate ben definiti dalla ……Prefettura. Com’è noto poi di notte non avviene mai nulla e neppure di buon mattino ma solo ed esclusivamente in orario di ufficio. Anche i temporali timbrano il cartellino e la natura ama la burocrazia. Mi domando ma se alle 18,05, per caso, io e la mia famiglia insieme ad amici che disponiamo di 10 macchine e posteggiamo negli stalli prefettizi non commettiamo nessuna infrazione? Questo è certo, ma se su Enna si abbatte una bomba d’acqua o che so un terremoto, oppure ad un gruppo di facinorosi vogliono assaltare la Bastiglia, ops scusate l’ennese palazzo del governo, come fanno i dipendenti a posteggiare e proporsi immediatamente sul posto di lavoro? Ci sono io con la mia famiglia e miei amici che occupiamo. Non vorrei scomodare dal sonno eterno il buon, per alcuni, Giulio Andreotti, per altri Belzebù, ma tutti gli riconoscono che dalla vita conosceva molto. E spesso amava dire: “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”. Per tornare al nocciolo del discorso, l’imposizione delle giornate, lunedì/venerdì, e degli orari, 8,00 /18,00, sono chiaramente imputabili agli orari di ufficio per agevolare il posteggio a 10 dipendenti. Ma anche il numero sembra esagerato. Vuoi un aiutino che altri non hanno chiedi 2 o 3 posti non 10; bisogna avere rispetto di chi ogni giorno sbatte la testa al muro per un posteggio.

    Egregio signor sindaco lei questa concessione come la chiama? Se per lei e la sua giunta è tutto in ordine, sia secondo legge che secondo coscienza nei confronti della comunità ennese, allora le consiglio di chiuderla del tutto questa piazza e divida i posteggi equamente alla Prefettura, alla Questura, alla Protezione civile escludendo, da questo privilegio i semplici cittadini, i commercianti, gli artigiani, i pensionati e i dipendenti di altri uffici perché figli di un Dio minore. Ma faccia presto e in silenzio perchè da queste parti potrebbe capitare Stefania Petix con il suo bassotto, tutti e due colorati di giallo, per raccontare all’Italia intera, dai canali di Striscia la notizia, come i privilegi che Napoleone Colajanni con tanto ardore accusava alla Camera dei deputati fra l’800 e il ‘900 ancor oggi esistono ad Enna. Qualcuno potrà dire, ma la concessione risponde ad interpretazioni di dettati di legge. Sembra infernale pensare che il legislatore nazionale o regionale spenda tempo per concedere stalli ad una parte di dipendenti ed escluderne altri. Ma in ogni caso se l’amministratore si trova davanti una legge palesemente ingiusta si dovrebbe guardare bene dall’applicarla nel modo più sconsiderato e in ogni caso dovrebbe propone osservazioni ed altro al legislatore. Oggi tutti politici e cittadini gridano, più che mai di questi tempi, che vogliono una Sicilia più giusta e senza privilegi ma quando c’è da intascare tutti a fare gli gnorri e a pagare sono sempre i più deboli. Da questa vicenda in pochi, o forse nessuno ne esce bene; tutti però sono nella possibilità di riparare i danni e riportare ogni cosa al tanto decantato senso civico e rispetto del vivere civile. Un’ultima nota però bisogna sottolinearla. Il Comune fino ad oggi è stato tanto prodigo e lesto nel concedere autorizzazioni a posteggiare senza effettuare alcun controllo, peraltro previsti, fa invece orecchio da mercante ai privati che attendono da anni un sostegno per la loro attività. E’ il caso dell’hotel Sicilia. Da tempo i gestori chiedono al Comune l’autorizzazione per uno stallo temporaneo da segnalare con strumenti amovibili, quindi non definitivi e neppure duraturi per l’intera giornata, per un pulmann. Ciò agevolerebbe e di tanto i turisti nel soggiorno. E invece dell’autorizzazione neppure se ne parla. Succede spesso che gli stessi gestori per assicurare una gradevole accoglienza si facciano carico del trasbordo dei bagagli con percorsi anche lunghi e faticosi. Ebbene a tale richiesta tutti gli ostacoli di questo mondo sono stati evidenziati invece la procedura per chiedere ed ottenere 10 posteggi per 10 macchine personali di dipendenti della Prefettura è stata velocissima. Un aiuto agli operatori del turismo no, un privilegio per una categoria di dipendenti subito. Sono decisioni che non fanno stare bene e che allungano il disagio fra popolazione e chi amministra. Per non dire che queste continue elargizioni di “posteggi sicuri” per determinate categorie di impiegati fanno capire che un oggettivo piano parcheggi del Comune, che avrebbe la stessa natura di un Prg, uno regolamenta la sosta e un altro il territorio, è lontano da venire. Sarebbe legato più a propositi e spropositi elettorali che ad una ben dichiarata volontà di vararlo. E invece la città ne ha davvero bisogno e non solo nel centro storico ma anche nella zona Monte e nei pressi del Tribunale dove è praticamente impossibile posteggiare per chi ha la ventura di chiedere giustizia e viene da fuori. Fa male ammetterlo ma l’educazione civica non è stata mai una materia scolastica privilegiata, è servita solo a far comprare i libri ai genitori poi i ragazzi, scarsamente stimolati, il più delle volte neppure spacchettavano i testi. Ma se gli insegnamenti della materia fossero stati un poco seguiti si scoprirebbe che enti e articolazioni dello Stato sono chiamati prima di tutto a dare l’esempio non essendo minimamente pensabile che si servano della loro influenza per ottenere privilegi.

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