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  • Il prestigiatore Crisafulli imbarazza il PD

    Pubblicato il maggio 4th, 2015 Max Nessun commento

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    da ViviEnna.it

    L’excamotage trovato dalla locale classe dirigente del partito democratico per candidare comunque alla carica di Sindaco il Sen. Crisafulli, poco gradito ai vertici nazionali del PD, con una lista civica e un contrassegno simile all’originale potrebbe provocare l’effetto bumerang. Ne parliamo con Massimo Greco.

    Esiste la possibilità che il simbolo artefatto del PD possa essere ricusato?
    Sì, in teoria certo che esiste. La competente Commissione elettorale può ricusare i contrassegni di lista che siano identici o che si possano facilmente confondere con quelli di altre liste presentate in precedenza o notoriamente usati da altri partiti o raggruppamenti politici.

    Quindi una lista non è libera di scegliere il simbolo che vuole?
    Il divieto di presentare contrassegni di lista uguali o facilmente confondibili con quelli presentati da altre liste di candidati risponde alla duplice funzione di tutela della libertà del voto sotto i profili della formazione del libero convincimento di cui il voto vuol essere manifestazione e di garanzia della correttezza e della lealtà della competizione tra le formazioni politiche di fronte al cittadino elettore.

    Ma come avviene la comparazione dei contrassegni al fine di dichiararne la confondibilità?
    Il concetto di confondibilità presuppone una comparazione che ha per oggetto due o più contrassegni, ciascuno considerato nel suo complesso ed in ogni sua parte, ma soprattutto negli elementi che per una qualsiasi ragione assumono funzione individuante quali, appunto, i simboli o loro elementi caratterizzanti.

    Sì ok, ma bisogna tenere conto che oggi tutti sanno distinguere i vari simboli…
    In questa materia, per valutare la suscettibilità degli elementi confusori a trattare in errore l’elettore, deve farsi riferimento alle capacità percettive di un elettore medio e non soltanto ad un tipo di elettore particolarmente evoluto o dotato di capacità di discernimento superiore alla media, visto il rilievo dei diritti di ogni cittadino che vanno tutelati nel procedimento.

    Ma questo presuppone che il simbolo ufficiale del PD sia presentato…
    Sì, certo, anche se dicono che il Sen.Crisafulli lo tiene “nel cassetto”.

    E quindi se la lista del PD non dovesse essere depositata entro le ore 12,00 di mercoledì 7 maggio gli artefici di questo bluff la spunterebbero…
    Non è detto, perché il presupposto della ricusazione di un contrassegno non è solo dato dall’elemento “confusione” dei simboli che competono nella medesima competizione elettorale, ma anche dal tentativo di camuffare un simbolo di rilievo nazionale per trarne un ingiusto giovamento elettorale. E in questo momento storico il PD è un partito politico che, a prescindere dalle classi dirigenti locali, si muove su percentuali che superano anche il 30%. Pertanto, anche in assenza della lista originale del PD, la direzione nazionale, che verosimilmente sarebbe costretta a commissariare la federazione, potrebbe chiedere la ricusazione del contrassegno contraffatto perché troppo simile a quello ufficiale del PD.


    n.d.r. Ne vedremo delle belle in questa campagna elettorale

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