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  • Il presidente di Assoconsumatori Pippo Bruno su Srr: “Nulla di nuovo sui rifiuti si cambia per non cambiare”

    Pubblicato il Marzo 7th, 2017 Max Nessun commento

    Pippo Bruno

    Assoconsumatori dice la sua sui cambiamenti in atto con il passaggio dall’Ato rifiuti alla Srr. Pubblichiamo una nota dell’associazione: “Con enfasi è stata data notizia dell’approvazione della pianta organica della Srr che stante ai numeri pubblicati sui quotidiani si parla di qualcosa come 429 unità che dovrebbero transitare.

    Qualcuno pensa, dall’Ato alla Srr e da questa ai vari Aro comunali. In pratica vengono garantiti tutti i posti assunti con procedure clientelari e senza concorsi ad evidenza pubblica, come a dire da parte della politica: ci siamo fatti gli amici ed ora i cittadini paghino loro lo stipendio. Il tutto in dissonanza con le normative regionali della legge 9/10 che prevede il passaggio alle Srr del personale assunto con procedimenti ad evidenza pubblica, vale a dire procedure concorsuali che il sistema non vuole in provincia di Enna. Il tutto ancora disattendendo la sentenza 326/2016 che dichiara illegittimo il passaggio del personale da Sicilia Ambiente all’Ato Ennaeuno. Viene da chiedersi a quale titolo questo personale svolge attività lavorativa, quando una sentenza inapplicata ne vieta il passaggio? Ma ciò è solo la punta dell’iceberg, abbiamo chiesto documenti attestanti l’approvazione per fare le opportune valutazioni e considerazioni se esistono gli elementi di legittimità. Sembra al momento paradossale l’inesistenza dei parametri abitanti/operatori applicati per la provincia di Enna e per gli Aro che la compongono. Qualcuno obietterà: “lo ha approvato l’agenzia regionale”, ma questo non è elemento probatorio di legittimità se consideriamo che la stessa agenzia ha costretto comuni a rimodulare il proprio piano Aro perché prevedeva un numero di unità superiori ai parametri regionali, come è avvenuto per il comune di Naro, che si aggirano attorno ad una media che oscilla tra 650/850, da tenere conto che i parametri nazionali ed europei sono di 1/1000, vale a dire un operatore su mille abitanti. Certo questi parametri potranno essere utilizzati nei centri ad alta densità, mentre è necessario abbassare quella soglia nei nostri centri ma certamente portarli ad un livello di 1/415, come è avvenuto per la provincia di Enna sembra eccessivo anche perché il carico del costo va a gravare direttamente sulle tasche dei cittadini il cui reddito ricordiamo è il più basso a livello nazionale. I cittadini non possono permettersi costi stratosferici per mantenere degli operatori con un contratto Federambiente che risulta essere del 40% superiore al contratto enti locali. Sarebbe auspicabile l’uso di parametri come quello del comune di Sciacca che prevede su una popolazione di 41.000 abitanti un numero di operatori di 48. Rapporto, quindi, 1/854 cioè un lavoratore ogni 854 abitanti. Oppure I parametri di Maletto con 3920 abitanti e 7 operatori, rapporto 1/560 ed ancora Torregrotta con 7.431 abitanti che nel periodo estivo diventano 20.000 con 7 operatori, rapporto 1/1059. Questi dati la dicono lunga sulla attendibilità delle valutazioni regionali che non conoscendo direttamente il territorio spesso sono tratti in inganno da quei politici che formulano i piani, ma che hanno un obiettivo: sistemare quante più persone possibili, tanto a pagare saranno i cittadini. Ma certamente chi conosce il territorio, l’orografia e la densità abitativa non può sottovalutare la problematica solo per fare quadrare i numeri ed inserire, quindi, tutte le unità assunte, ripeto clientelarmente dalla politica ai quali si vogliono garantire lauti compensi con i soldi ed i sacrifici dei cittadini. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione ed effettueremo quei passi necessari a garanzia delle legalità e della economicità per i cittadini, le clientele dei politici se li paghino i politici. Noi associazione dei consumatori avremmo auspicato da parte dei nostri attuali politici una fase nuova della gestione dei rifiuti che al momento ha creato debiti per oltre 200 milioni di euro che gravano sui comuni ennesi, magari con piante organiche che prevedessero un rapporto 1/850-900, inferiori alla media nazionale ma in sintonia con le medie regionali che avrebbero comportato il dimezzamento degli organici con risparmio per i cittadini. Vedremo quale logica sarà adottata nella scelta del personale che non può essere la scelta illegittima e clientelare disconoscendo leggi e sentenze e qui le responsabilità saranno personali e certamente non addossabili alla funzione istituzionale svolta”.

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