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  • “Il potere logora chi ce l’ha!”

    Pubblicato il Ottobre 3rd, 2010 Max 1 commento

    di Massimo Greco
    La nota massima andreottiana secondo la quale “il potere logora chi non ce l’ha” non può essere utilizzata in tutti i contesti, risentendo di tali e tante variabili in grado di ribaltarne anche il concetto. Tempo, territorio, contesto sociale e livello istituzionale rappresentano infatti variabili la cui miscela può anche portare ad affermare l’esatto contrario e cioè che “il potere logora chi ce l’ha”. Tipica, ad esempio, è la fase politica e storica in cui si trovano coloro che, attraverso regolari procedure democratiche, sono stati chiamati a governare le Istituzioni locali in provincia di Enna.Flotte di volenterosi amministratori che, ignari di ciò che li aspettava, hanno chiesto il consenso elettorale per rappresentare le esigenze di una comunità sempre più complessa, disorientata ed impaurita. Tra giochi di prestigio e quotidiane prestazioni di counseling psicologico, gli attuali amministratori si trovano a guidare enti locali privi di risorse finanziare, speranzosi comunque di riuscire a pareggiare i bilanci di previsione e a non sforare i maledetti “patti di stabilità” imposti dalle asfissianti finanziarie statali e regionali. Impresa diventata ormai titanica ed ai limiti del paradosso politico ed istituzionale. I Comuni, costretti quotidianamente a governare un inefficiente sistema integrato dei rifiuti, non solo sono ai limiti del dissesto finanziario ma sono anche minacciati di essere sciolti e commissariati dalla Regione per gravi inadempienze nella gestione associata delle società EnnaEuno e SiciliaAmbiente. Ma, se “Sparta piange Atene non ride” e così alla Provincia Reg.le, che a differenza dei Comuni non gode di autonomia tributaria impositiva, la situazione finanziaria è la peggiore in assoluto dall’istituzione della stessa ad oggi. Se sono reali i tagli ai trasferimenti annunciati anche per il 2011, non solo non si riuscirà a rispettare i


    parametri imposti in ordine al rapporto tra spesa del personale e spesa corrente, ma non si potranno più garantire alcune importanti funzioni dell’ente, alcuni servizi strumentali ed alcuni servizi pubblici locali, con drammatici contraccolpi sugli attuali livelli occupazionali. Il mancato mantenimento delle quote societarie nelle società a partecipazione provinciale, per incoerenza con le attività istituzionali dell’ente, comporterà l’interruzione traumatica delle esternalizzazioni fin qui garantite. L’impossibilità di rinnovare gli incarichi al personale dipendente a tempo determinato comporterà il serio rischio di interrompere un ventennale rapporto di lavoro con i contrattisti ex lsu e con alcuni docenti dei licei linguistici provinciali. Per non parlare delle quote di partecipazione che dovranno essere ritirate da tutti i consorzi di servizi e funzioni (Ente Autodromo di Pergusa, Consorzio ASI, Consorzio Villa del Casale, Consorzio Universitario). Insomma gli amministratori che si trovano a governare gli attuali enti locali sono tutt’altro che fortunati e, certamente, se il consenso elettorale arriva anche dalle risposte che si riescono a dare alle comunità amministrate, forse è meglio stare tra le file dell’opposizione, almeno in questo periodo. La verità è che la mission dell’impegno politico non può essere manipolata a piacimento dall’amministratore e solo il tempo è delegato a sorteggiarne il grado di difficoltà. Non ci resta che prenderne serenamente atto. C’è un concetto, poi non tanto diverso dal problema che assilla gli amministratori locali di oggi, che risale a Seneca quando afferma, ne L’Ira, che: “Il padrone di una nave che lascia entrare molta acqua dalle connessure allentate se la prende forse con i marinai e con la nave stessa? Piuttosto corre ai ripari, e una parte d’acqua la ferma, un’altra la sgotta, ottura le falle evidenti, resiste con continuo impegno a quelle invisibili che lasciano entrare acqua di nascosto e non è indotto a fermarsi dalla constatazione che, quanta acqua sgotta, altrettanta se ne riforma. Contro i mali continui e che si riproducono c’è bisogno d’un soccorso persistente, non perché cessino, ma perché non abbiano la meglio”.

     

    1 responses to ““Il potere logora chi ce l’ha!”” Icona RSS

    • Senza neanche leggere tutto il contenuto dell’articolo, mi permetto volentieri di affermare che: “Per come gestiva “lui” il potere è assodato che solo la gente per bene si sarebbe logorata, non certamente “individui” come il personaggio in questione che hanno contribuito parecchio a logorare l’intera Italia e i lavoratori onesti”. “Andreotti, dopo tutte queste ‘fatiche’, almeno tu, riposati”!


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