La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Il passo del gambero della Costituzione Europea

    Pubblicato il ottobre 12th, 2007 Max Nessun commento

    di Cettina Rosso
    Cari amici, il Consiglio europeo di Bruxelles (21-23 giugno 2007) ha deciso di cancellare dall’orizzonte politico la prospettiva di una Costituzione europea, ritornando al metodo ”classico” dei Trattati internazionali e delle Conferenze intergovernative.


    Si tratta di una decisione che va in una direzione opposta a quella rivendicata dai federalisti. Va tuttavia osservato che ben 18 paesi su 27 hanno ratificato questa Costituzione che ora verrà trasformata in un Trattato Riformato. Una severa condanna merita il Parlamento europeo, che negli ultimi due anni non è mai stato in grado di prendere l’iniziativa per pretendere che una nuova Convenzione apportasse le modifiche al testo costituzionale , in modo da renderlo accettabile ai paesi che l’avevano respinto. Ha finito così per mettersi nelle mani dei governi, ai quali non è parso vero di potersi di nuovo dichiarare indisturbati signori dei Trattati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il trionfo del metodo intergovernativo e la cancellazione dal testo di tutti i riferimenti costituzionali. Pertanto il MFE, sulla base del compromesso raggiunto a Bruxelles, deve riconsiderare a fondo la sua strategia e sottopone alle forze politiche più progressiste alcune riflessioni.
    Considerato
    -che il Consiglio europeo del 22 giugno ha deciso di abbandonare il Progetto di Costituzione Europea, sostituendolo con un Trattato ancora più complesso, che non contiene la prospettiva di un governo democratico europeo, responsabile nei confronti del Parlamento europeo;
    -che questo metodo di costruire l’Europa, a porte chiuse e senza la partecipazione dei cittadini europei, aggrava ulteriormente il deficit di democrazia dell’Unione, con gravi ripercussioni nella politica nazionale dei 27 paesi membri, dove si stanno sviluppando movimenti contro l’integrazione europea, secessionistici e xenofobi;
    -che ,in Italia e in tutti i paesi dell’Unione, la politica internazionale è in crisi e la partecipazione popolare alla vita pubblica in declino;
    -che,al di là di specifiche cause nazionali, la crisi della politica in Europa dipende dalla incapacità dei partiti democratici di comprendere che i grandi problemi dai quali dipende il futuro dei cittadini europei- come una politica europea di pace, la salvaguardia del modello sociale europeo, la lotta contro la povertà di massa del Terzo mondo, lo sviluppo sostenibile e la salvezza ecologica del Pianeta- potranno essere affrontati solo dall’Unione europea e non singolarmente dagli stati nazionali ;
    mette in guardia i partiti europei contro il rischio che le prossime elezioni europee del 2009 vengano strumentalizzate, come è accaduto in passato, dalla politica nazionale,trasformando un appuntamento cruciale per la costruzione di un’Europa più democratica in un’ennesima occasione per un confronto tra forze nazionali di governo e di opposizione;

    ritiene
    -che i partiti europei hanno ormai il potere sufficiente, nel Parlamento europeo,per fare dell’elezione europea il vero trampolino di lancio per un’Europa più democratica e capace di agire.
    Pertanto per un rilancio dell’azione federalista dopo il Vertice di Bruxelles occorrerà:
    -continuare la “ battaglia per una Costituzione federale europea, elaborata con metodo democratico e ratificata mediante un referendum europeo dalla doppia maggioranza dei cittadini e degli Stati dell’Unione”.
    -sfruttare alcuni spiragli del nuovo Trattato verso la sopranazionalità, per sostenere le forze che intendono rafforzare una maggiore integrazione europea
    -utilizzare l’innovazione prevista nella Costituzione e conservata nel Trattato: la scelta del Presidente della Commissione sulla base dei risultati delle elezioni europee e non più con un accordo unanime tra i governi.
    Di fatto l’integrazione europea continua e si è già creata un’Europa a due velocità e, se si considera la possibilità, con il nuovo Trattato, di sviluppare delle cooperazioni rafforzate, anche a tre velocità.
    Nonostante tutto, sebbene con grandi limitazioni democratiche, lo stato che sta prendendo forma in Europa è di tipo federale e l’Unione europea si sta sviluppando sulla base di caratteristiche specifiche rispetto a tutte le federazioni esistenti. L’ultimo serio ostacolo che deve essere superato riguarda i rapporti internazionali, la possibilità che l’Unione europea possa parlare al mondo con una sola voce. Per fare ciò occorre che vengano assegnati al governo dell’UE poteri di politica estera. Qui si manifesta il massimo della resistenza da parte dei governi nazionali, come dimostra anche la vicenda della Costituzione europea e del Ministro degli Esteri. Ciò nonostante l’Unione europea è riuscita a costruire progressivamente una sua politica estera con caratteristiche innovative rispetto agli stati federali esistenti. Tutti gli stati federali esistenti ( USA, Canada, Svizzera, Germania, India, Australia, ecc.) si considerano stati nazionali. La loro specificità è di essere chiusi: di possedere frontiere definite, di fondare sul principio nazionale l’identità dei propri cittadini e di far valere i loro interessi nel mondo mediante la forza militare, se necessario, in contrapposizione agli altri stati nazionali.
    L’Europa si sta costruendo sulla base di un modello di Stato federale aperto. L’unione delle nazioni europee non si tradurrà mai in una supernazione europea. La solo identità politica possibile per i cittadini europei è il patriottismo costituzionale. Inoltre, l’Unione europea tende a regolare i rapporti con gli altri stati sulla base di istituzioni stabili e tendenzialmente democratiche.
    L’Assemblea parlamentare euro-africana e il Parlamento del Mediterraneo sono istituzioni innovative create dall’Unione europea.
    Pertanto i federalisti chiedono il sostegno dei partiti, dei sindacati , degli Enti locali, degli Intrtergruppi federalisti al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale e all’Assemblea Regionale Siciliana, ai Deputati nazionali e regionali, al mondo della cultura e alla società civile di sostenere la Campagna per una Costituzione federale europea, da sottoporre nel 2009, ai cittadini europei tramite un referendum europeo.

    Lascia un commento