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  • “Il Partito del Sud? Non serve, è frutto di intemperanze verbali”

    Pubblicato il Luglio 23rd, 2009 Max 6 commenti


    Creative Commons License photo credit: torre.elena

    Silvio Berlusconi – Presidente del Consiglio dei Ministri

     

    6 responses to ““Il Partito del Sud? Non serve, è frutto di intemperanze verbali”” Icona RSS

    • Adesso che farà Miccichè? Uscirà dal PDL ?Andrà con Lombardo?

      Catone

    • secondo me prenderebbe una quantità smisurata di voti…un pò come la lega al nord…certo è che se la classe dirigente non dovesse essere all’altezza il consenso si estinguerebbe…

    • L’unica cosa che Miccichè può prendere in quantità smisurata

      Miccichè, in quantita smisurata, non prenderebbe voti ma ben altre cose.

      Catone

    • Dal punto di vista degli interessi individiduali, dunque, il partito del Sud ha una sua logica: può essere la zattera per salvarsi dal naufragio. Ma sul piano collettivo, invece, è soltanto uno sciagurato equivoco. Innanzitutto il paragone simmetrico con la Lega non regge da nessuna parte: il partito di Umberto Bossi, come abbiamo spesso ricordato, ha un’anima, un radicamento territoriale, un progetto politico e una classe dirigente. Alla sua maldestra versione meridionale tutto ciò manca. Inoltre, mettere insieme personaggi che, per anni, hanno governato nelle regioni del Sud con amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra è una forma di assemblaggio che ricorda il peggiore trasformismo della politica nelle regioni meridionali. L’attuale sistema bipolare non può essere certo scardinato da nuovi partitini che, alla fine, per sopravvivere dovrebbero comunque scegliere una parte del campo, mentre una battaglia di modernizzazione può essere immaginata spingendo le forze politiche a forme organizzative ispirate a un modello federalista. Questo, magari, servirebbe al Sud e alla sua autonomia

    • UNA RISPOSTA AD ANTONIO MAMBRINO
      Post n°62 pubblicato il 23 Luglio 2009 da afrikano

      Il movimento che in questi ultimi tempi agita le acque stagnanti della politica italiana non, è riconducibile al solo lombardo ma vede vari e diversi movimenti che sembrano aver preso coscienza (finalmente) della necessità di cambiare qualcosa o almeno di provarci

      La fantomatica “ristrutturazione integrale avviata con il crollo dei partiti della prima repubblica” forse avviene al nord ma lascia come al solito il sud a se stesso anzi vediamo Tremonti che sta bloccando ancora una volta i fondi per le aree sotto-utilizzate si chiede che siano spesi bene ma al Nord, dove già sono stati erogati, non si chiede nulla prendiamo il Mose, il cantiere è partito, poi si è bloccato il lavoro fatto finora è stato praticamente inutile e va buttato e di questo nessuno dice niente compresi gli onorevoli e senatori eletti al sud visto che il nord è stato il protagonista della storia politica italiana dalla sua unità ad oggi tutti i grossi partiti e movimenti sono nati al nord e molto spesso a Milano e dal nord stesso buttati giù ( i Savoia, Mussolini, De Gasperi Craxi Berlusconi ) e noi i nostri esiti balcanici li abbiamo gia avuti anche se non lo si vuole ammettere basti pensare a quando,i partigiani borbonici e i contadini meridionali che si opponevano ai Savoia furono chiamati Briganti e i rivoltosi di Palermo che nel 1866 si opposero alle inique Leggi piemontesi furono definiti mafiosi. La politica di repressione adottata nei confronti del sud fu durissima. Per debellare il fenomeno furono impiegati 120.000 soldati (pari alla metà dell’esercito italiano) comandati dal generale Cialdini. Si scatenò una vera e propria guerra che portò ad un numero molto elevato di morti in particolare fra i briganti e i contadini che li appoggiavano. E’ stata creata dunque una leggenda nera sull’arretratezza economica del Regno delle due Sicilie . Restano a chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d’Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri, una versione dei fatti così lontana dalla verità, tacendo, soprattutto, la circostanza che le popolazioni del sud, salvo una minoranza di latifondisti ed intellettuali, non avevano nessuna voglia di essere “liberate” e anzi reagirono violentemente contro coloro i quali, a ragione, erano considerati invasori. D’Azeglio enunciò nel secolo scorso “Abbiamo fatto l’Italia, adesso bisogna fare gli Italiani . La tentazione del separatismo non nasce certo oggi ma è sempre stata messa a tacere per perseguire gli interessi dei politici che attingevano al serbatoio di voti del sud e dei grossi industriali del nord che hanno depredato il sud anche con la cassa del mezzogiorno quanti industriali di varia grandezza hanno sin dagli anni 50 sfruttato il sud facendo finta di investire per fare aziende nel sud ma venivano qui solo per prendere i soldi e scappare abbiamo visto centinai di aziende di piccole, medie e gradi dimensioni aprire stabilimenti, spesso con macchinari vecchi e riverniciati prendere i soldi della cassa del mezzogiorno e poi dalle varie surroghe della stessa e poi puntualmente questi fantomatici imprenditori sparivano insieme ai soldi e alle aziende e ai posti di lavoro – in un sud senza infrastrutture ne servizi ne sviluppo ne salvaguardia dell’agricoltura si aiutano i produttori del latte del nord ma nessuno parla dell’ olivicoltura meridionale e dei regolamenti c.e.e. fatti solo per penalizzare l’unica vera ricchezza del sud L’AGRICOLTURA – ma ci fanno il ponte per arrivarci come e con che ???? e una volta attraversato per andare dove e come ????? criminalità organizzata o certo al sud c’è ma guarda caso si serve del nord per investire e ripulire i suoi capitali e l’ innovazione della classe politica la dovremmo fare come con le liste bloccate e decise a tavolino con tanto di manuale cencelli ad arcore????

      Scarsa qualità del capitale umano!!!!! Sono secoli che il capitale umano meridionale serve al nord per potersi sviluppare e che arricchisce le altre nazioni – gli istituti bancari sono solo ed esclusivamente del centro nord operano al sud facendo raccolta e investendo al nord il costo del danaro per aiutare gli imprenditori è superiore di quello del nord – Ma questo sono anni o forse secoli che viene detto il SUD ha bisogno di un partito che rappresenti finalmente i suoi veri interessi nessuno mette in discussione l’unità dello stato, in un periodo dove il progresso passa attraverso enti politico-economici sopranazionali come la Comunità Europea, è certamente un valore da salvaguardare, ma al meridione è dovuta una politica ed una attenzione particolari, una politica legata ai suoi effettivi interessi, che valorizzi le sue enormi risorse e assecondi le sue vocazioni, a parziale indennizzo dei disastri e delle ingiustizie che l’unità vi ha apportato. Il Sud non ha certo bisogno di essere rappresentato dalla nuova politica rappresentata dall’ex socialista Cicchetto, l’ex comunista Bondi, l’ex democristiano Mastella l’ex missino Gasparri o dall’ex cantante “donato” Bossi

    • Cercherò di essere telegrafico. “Alla Sicilia non servono altri partiti per essere governata responsabilmente. Servono essenzialmente due cose che, volendo, possono trovarsi o ricrearsi in capo ad ogni politico già esistente e di buona volontà: COMPETENZA E CORRETTEZZA”. Quest’ultima, di assoluto ordine prioritario. Il resto sono chiacchiere e giochetti di partito che nulla hanno a che fare con il buon governo.


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