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  • Il Paese malato

    Pubblicato il novembre 13th, 2007 Max 5 commenti

    di Silvana Iannotta
    Chi non vorrebbe leggere da qualche parte una notizia che riempie il cuore d’allegria? Sfogliamo pagine di giornali, divoriamo fatti, ma accumuliamo solo una profonda tristezza: giovani che uccidono altri giovani, giovani che sfogano la loro rabbia in un’assurda caccia al nemico sugli spalti, giovani depressi che rinunziano a vivere, giovani che scelgono droghe ed alcool per trovare il coraggio di vivere!
    Ma chi è stato a seppellire le loro speranze, privandoli dei loro sogni e del loro futuro?
    Troppi distruttori in giro: pavidi genitori, insegnanti demotivati, educatori falliti, politici disattenti e tutto un mondo che ruota attorno al mondo giovanile solo per succhiarne il sangue e ucciderlo a poco a poco! Così, si riempiono le scuole di progetti inutili per i ragazzi (non certo per chi ci guadagna!), dimenticando che far crescere a dismisura un monte ore d’impegni li sottopone a ritmi stressanti che impediscono un corretto apprendimento. S’inventano corsi di laurea non spendibili nel mercato del lavoro, ma utili solo a chi deve salire in cattedra e si moltiplicano corsi di preparazione per esami o test d’ingresso in qualche corso di laurea a numero chiuso, per scoprire che basta pagare ( e non poco!) per superarli. La laurea non è più sufficiente, soprattutto se è stata comprata, e allora bisogna seguire altri corsi di specializzazione, come master, SISSIS, ecc., che di sostanzioso hanno soltanto il costo.
    Insomma, nessuno pensa più a formare autentiche professionalità, che sono la risorsa di un paese che vuole crescere, ma solo a spremere come limoni la mente dei giovani e le tasche dei genitori. E nonostante questo enorme spreco di denaro il sistema formativo italiano continua ad essere da troppo tempo ormai agli ultimi posti nella graduatoria europea. –


    Un paese che non investe seriamente sulle future generazioni è un paese in liquidazione! Peggio ancora se quel paese, poi, sfrutta quei giovani poco preparati con lavori incerti e sotto pagati. Avremo tempo a smaltire la classe di bamboccioni che, chiusi nei call center per anni o impegnati in lavori di pubblica inutilità, non potranno sviluppare alcuna competenza!
    Perché meravigliarci, allora, se i ragazzi hanno perso interesse per lo studio e cercano nella scuola solo un luogo d’aggregazione dove sperimentare qualche forte emozione? Lo studio serve poco per chi sa già che potrà comprarsi il diploma e la laurea e troverà, infine, un posto di lavoro con raccomandazione. Perché inorridire di fronte all’aumento del bullismo? Gli adulti con il loro esempio hanno trasmesso l’idea che i furbetti vincono, i prepotenti rimangono sempre a galla, i disonesti non vanno in galera. Perché dare ascolto ad una tiepida coscienza quando un giovane adolescente, deriso come secchione, si toglie la vita? L’abbiamo ucciso tutti insieme con consapevolezza, perché le bandiere sotto le quali vorremmo far crescere i ragazzi sono il permissivismo, il disimpegno, la disonestà intellettuale, l’ipocrisia. Sono le stesse bandiere che sventolano nel mondo degli adulti, quegli adulti che per assicurare, oggi, liquidazioni e pensioni stratosferiche a politici, consulenti, manager e dirigenti, invitano i giovani a rinunziare alla loro di pensione, ad un lavoro esaltante, ma anche a scuole confortevoli, magari con qualche carta geografica in più (non per imparare la geografia, per carità, ma almeno per poter viaggiare con la fantasia!) Già, perché loro, quei giovani che non sono figli fortunati, non potranno andare in giro sugli aerei di stato ad assistere assieme al papà ad una corsa automobilistica! C’est la vie!

     

    5 responses to “Il Paese malato” Icona RSS

    • Purtroppo, come lei dice, viviamo in um mondo malato. E malati siamo tutti, genitori, figli, insegnanti,professionisti e tutta la comunità cosiddetta civile. (esiste pure una comunità incivile?)A volte, sentendo alcuni amici, che per giustificare il loro permissivismo ai loro figli dicono – I miei figli debbono avere tutto quello che io non ho potuto avere! – ritengono che dicano un’eresia. E se domani dovessero affrontare quei sacrifici che noi abbiamo sofferto dal dopoguerra in poi, come si adatterebbero? L’austerità non sempre è stato un male nell’educare i figli.Cero qualche concessione bisogna pur farla, ma entro quei limiti che faccia loro capire cosa significa sacrificio, senza invadere la loro libertà di aggregazione sana. Ma queste cose andrebbereo insegnate sopratutto a scuola, in quell’ambito di educazione civica (come si diceva ai miei tempi).

    • Leggo sempre con immenso piacere le parole di Silvana Iannotta che seppur brevemente ho avuto modo di incontrare in una materia universitaria sul lavoro nero ad enna.

    • Silvana….mai banale….la Fallaci ennese

    • è strano sentir parlare una professoressa di educatori falliti; forse siamo davvero messi male………

    • Vorrei intanto esprimere tutto il mio consenso per quanto riguarda le palesi, se pur scioccanti realtà espresse nell’articolo.Purtroppo nel nostro paese è vi è una antica usanza presso nostri “governanti”, ovvero quella di ignorare i problemi già esistenti (come quelli sopracitati) e di crearne di nuovi (unioni tra omosessuali, dibattiti sulla laicità dello stato), i quali possibilmente interssano una minima porzione dei cittadini italiani.Prendendo in analisi questa situazione, da studente, non posso che rabbrividire.Il problema non è soltanto la situazione odierna. Bensì se si pensa al futuro si può solo pensare che, il logorio interno che pervade il sistema, e che neè diventato il motore, degenererà ulteriormente!Prorpio per questo si deve prestare particolare attenzione alla crescita intellettuale del giovane.Da qui deve nascere spontaneo un appello a favore dei giovani, i quali non essendo ancora inseriti nei meccanismi del clientelismo, del favoritismo e delle raccomandazioni (almeno alcuni), devono rendersi indipendenti e poter contare veramente vulle proprie capacitàNoi giovani abbiamo un grande potenziale e unendoci (anche solo sul piano ideologico) potremo finalmente scuotere la socetà per poi scrollargli di dosso quei vizi e quelle corruzzioni che l’hanno resa invivibile per la gente LIBERA!


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