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  • “Il maxiprocesso venticinque anni dopo”

    Pubblicato il maggio 12th, 2012 Max Nessun commento

    di Libero
    Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l’aula “Falcone – Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo:  “Il maxiprocesso venticinque anni dopo”memoriale del Presidente . Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà la serata il Procuratore Ferrotti per lasciare poi spazio a importanti contributi da parte del professore emerito dell’università di Palermo Antonino Buttitta, del presidente del Tribunale di Caltanissetta, Claudio Dell’Acqua e del presidente dell’associazione nazionale magistrati di Caltanissetta Giovanbattista Tona. A moderare l’incontro il giornalista ennese Ivan Scinardo segretario provinciale dell’associazione siciliana della stampa. Sarà lo stesso autore del libro,  Alfonso Giordano a concludere la serata di martedi prossimo.
     
    Sinossi del libro (fonte: Giustizia.it)

    10 febbraio 1986 – 16 dicembre 1987. Due date importantissime, perché hanno segnato l’inizio e la fine del primo maxiprocesso ai danni della mafia. Un processo durato quasi due anni interi, con 349 udienze e che viene ricordato come il primo vero tassello verso la sconfitta della mafia. Fino ad allora nessuno aveva osato infliggere 19 ergastoli, 2665 anni di reclusione e pene pecuniarie per oltre 11 miliardi di lire; dopo quel maxiprocesso la mafia venne riconosciuta come un’associazione criminale a delinquere, dotata di un vertice che decide come i suoi sottoposti debbano agire, non fermandosi davanti a niente. Dopo venticinque anni da quegli avvenimenti, arriva il libro Il maxiprocesso venticinque anni dopo, un libro che racconta tutto ciò che Alfonso Giordano (presidente di quel processo ed autore del libro) visse, dai retroscena precedenti il processo ai tratti più importanti dello stesso, sottolineando come non sia stato per niente facile portare a termine un’operazione che facile non lo è mai nemmeno sembrata. Racconta lo svolgimento del processo, tra le mille difficoltà presenti, alcune realmente esistenti, altre solamente instillate dal tipo di processo che si stava portando avanti, e dalla paura per le possibili conseguenze. Ma di paura, Giordano, non ne ha avuta abbastanza da fermarsi e arrendersi davanti alla “piovra”, perché se aveva avuto il coraggio di accettare la presidenza di quel processo, avrebbe avuto anche il coraggio di portarlo fino in fondo. E così fu. Giordano, nel libro, ha voluto utilizzare uno stile di scrittura che invogli il lettore a leggere, mettendogli addosso curiosità, ed aggiungendo particolari e retroscena che, fino ad oggi, non erano noti a tutti. Ha dato ampio spazio alle descrizioni dei due PM protagonisti del processo (Ayala e Signorino), ha puntualizzato alcuni degli errori che sono stati fatti dai giornalisti che hanno raccontato il processo, ha ricordato gli interventi legislativi che furono necessari affinché il processo potesse giungere al termine. Quello che è successo venticinque anni fa è stato importantissimo per l’Italia, ma certamente ha anche cambiato la vita a molte persone, compreso lo stesso Alfonso Giordano. E non ci si stupisce se lui stesso afferma di avere lasciato a questo libro il suo testamento spirituale.

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