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  • Il legislatore blocca la partecipata della Provincia Multiservizi s.p.a.

    Pubblicato il gennaio 17th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Qui un efficace riflessione dell’Avv. Tessarolo: <<Gli affidamenti in house presi in considerazione dalla nuova normativa sono quelli in essere alla data del 22 agosto 2008 (cioè alla data di entrata in vigore della l. 133/08 di conversione del d.l. 112/08). Per tali affidamenti è prevista una duplice scadenza automatica (senza, quindi, che sia necessaria una apposita deliberazione dell’ente affidante) a seconda che l’affidamento sia “conforme” oppure “non conforme” ai principi comunitari in materia di c.d. in house. Nel primo caso (affidamenti conformi) la scadenza è fissata al 31 dicembre 2011; nel secondo (affidamenti non conformi) al 31 dicembre 2010. I “principi comunitari in materia di c.d. in house” sono le c.d. “condizioni Teckal” (dalla nota sentenza della Corte di giustizia –


    europea 18 novembre 1999, C-107/98) per cui il soggetto gestore, oltre ad essere a totale capitale pubblico, dev’essere anche sottoposto al “controllo analogo” da parte dell’ente affidante e svolgere per esso la parte più importante della propria attività. Spetta, pertanto, all’ente affidante (comune, provincia, autorità d’ambito, ecc.) accertare se la società a totale capitale pubblico (condizione questa che non può mai mancare) era, al 22 agosto 2008, conforme ai principi comunitari in materia di in house. Se lo era, l’affidamento potrà proseguire sino al 31 dicembre 2011; se non lo era l’affidamento cesserà il 31 dicembre 2010. L’ente affidante, siccome la cessazione dell’affidamento in house avviene ope legis, dovrà, quindi, limitarsi ad accertare se la società affidante era o non era conforme ai predetti principi comunitari al fine di stabilire il “termine” dell’affidamento e di provvedere ad un nuovo affidamento>>.

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