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  • Il legame indissolubile fra clientelismo e sottosviluppo

    Pubblicato il gennaio 6th, 2008 Max 1 commento

    di Enzo Conte
    Secondo innegabili dati empirici, clientelismo e sottosviluppo si ritrovano molto spesso a braccetto, legati da un relazione configurabile nell’ambito della c.d. dialettica Hegeliana in virtù del fatto che i due fattori si accompagnano e si alimentano l’un l’altro. Infatti il clientelismo attecchisce maggiormente nelle aree sottosviluppate, ma, ed è su questo che mi preme soffermarmi, esso sottrae risorse allo sviluppo e quindi lo impedisce de facto. Per non andare tanto lontano potremmo parlare di una provincia dove il sottosviluppo e la clientela sono dei veri e propri giganti e sono sicuro che avete in mente di quale piccola provincia del centro Sicilia io stia parlando… Potremmo parlare di quel sistema che governa quella provincia da oltre 20 anni, senza farle fare mai un passo avanti… Potremmo parlare del bilancio di quella provincia, assorbito dal mantenimento di decine di enti inutili o nella maggior parte dei casi, eccessivamente sovradimensionati in termini di personale, senza che sia possibile dedicare le risorse allo sviluppo del territorio perché, per le cose buone,


    “non ci sono i soldi”. Potremmo parlare di un sistema che ha prodotto un solido Ente autodromo, senza che vi siano gare da anni, un ente biennale di Archeologia fantasma, il fallimento dell’area di sviluppo industriale, e la lista degli enti “voragine” e dei fallimenti sarebbe sconfinata!! Eppure ad ogni tornata elettorale in quella strana provincia si fa finta che questi problemi non esistano! I giovani sono costretti a fare la fila in alcune segreterie di partito per avere un posto con uno stipendio sempre insufficiente e sempre precario, magari a scapito di soggetti capaci e meritevoli che non hanno le stesse conoscenze (non scientifiche ma politiche). Gli antichi greci, come riportato dal grande Plutarco, consideravano chi “commercia col denaro pubblico come un ladro di cose sacre, un tombarolo, uno che ruba agli amici, uno che vive di tradimenti e di imposture,un consigliere infido, un giudice spergiuro, un magistrato corrotto, un individuo, insomma, spregevole e dannoso”. La morale greca era diversa dall’attuale e non dico che sia necessario quest’odio sviscerato perché non porterebbe assolutamente a nulla. Dico solo che è necessario svecchiare la politica per liberarla dai parassiti che sottraggono il sangue del territorio dove vivono. Punto e a capo.

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