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  • Il grido “Enna libera” si è già spento, non resta che creare “un’oasi di pace istituzionale”

    Pubblicato il marzo 29th, 2017 Max Nessun commento

    Mario Messina

    di Mario Messina

    La politica ha il dovere di governare. L’arte dell’amministrazione passa attraverso il confronto e le continue mediazioni nel rispetto della persona e delle istituzioni.

    Fa ancora meglio quando riesce a comprendere più spaccati della propria comunità coinvolgendo le diversità sociali per far si che questa arte diventi ricchezza e patrimonio di tutti. Solo allora tali percorsi coincidono con l’arte della Politica. Alle ultime elezioni amministrative la novità venne rappresentata da un cartello che si costituì avendo quale scopo il buon governo della città. In esso si ritrovarono Patto per Enna, Enna Rinasce e Amare Enna. Coalizione eterogenea guidata dal candidato sindaco Maurizio Dipietro che convinse parte degli elettori che la suffragarono portandola al ballottaggio. Al secondo turno il programma di governo comprese le istanze de L’altra Città, che indicò Angelo Girasole vice sindaco. L’elettorato offrì alla coalizione un clamoroso e inaspettato risultato, partorito grazie alla ritrovata passione di tanti abbagliati nuovamente dalla bellezza della politica. Questa strumento alto e nobile di cui gli uomini concretamente dispongono per governare il loro cammino di ogni giorno ma anche per tornare a sognare. Più che una vittoria fu l’esplosione di un sentimento che ebbe la sua punta avanzata nella parata di centinaia di persone che ancor prima che si completasse lo spoglio si unirono spontaneamente e si diressero prima sotto il Palazzo di Città e successivamente sotto il Palazzo Prefettizio intonando in coro: “Enna libera, Enna libera”. Indubbiamente momenti di forte emozione non tanto perchè si aveva davanti un percorso di governo e un programma da sviluppare, ma perché, in molti pensavano, che era stato abbattuto un muro, apparentemente invalicabile. Oggi, a quasi due anni dalla splendida vittoria una domanda si staglia per le vie della città: “Dove è andato a finire tutto quell’entusiasmo, tutte le prospettive, tutte le speranze su una nuova città libera di lacci e lacciuoli? Il risveglio è duro e il sogno sembra svanito. Una realtà quella odierna che delude quanti, ancora, coltivavano quella visione onirica. È successo che a meno di due anni del mandato popolare la coalizione vincente non riesce a mantenere alto il passo della sua politica. Bisogna però andare avanti e confrontarsi con la realtà, mettere, a malincuore, da parte il progetto politico, considerato che la coalizione vincente non è stata capace di realizzare le strategie disegnate e costruire nuovi percorsi. C’è quindi da cambiare indirizzo e di puntare su nuovi obbiettivi che potrebbero risvegliare le coscienze civiche. Enna è ancora in tempo per costruire “Un’Oasi di pace istituzionale” che offra agli amministratori la possibilità di governare nei migliori dei modi secondo le aspettative e le necessità della città. E’ forse un’utopia? Non si sa. E’ certo che il compito preminente del sindaco risiede nella ricerca, attraverso il dialogo, della possibilità di costruire un governo che rappresenti una completa convivenza civica tra quanti ci credono ancora. Ma tutto alla luce del sole. Se queste sono le premesse, assolutamente e inequivocabilmente civiche, difficilmente i partiti o i consiglieri si tireranno fuori dall’ipotizzata “oasi di pace istituzionale”. Diversamente se ne assumeranno le responsabilità. Se anche questi tentativi risultassero vani, diventerebbe opportuno che il sindaco non aspettasse il 3 luglio e dicesse alla città: l’esperienza è finita. Nel dopo la ricerca delle cause. Per la verità è aperta sempre la strada di una ricostruzione dell’alleanza originaria, non si sa quanto praticabile però. I vecchi patner dovrebbero mettere da parte prima di tutto l’orgoglio e poi abbandonare tentazioni, alimentate da suggestioni personali, peraltro più volte paventate, che rincorrono ipotesi di mozioni di sfiducia. In un quadro così descritto queste ultime troveranno solo elementi di inutile discussione. La base di tutto è il dialogo con la Città

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