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  • Il grande flop della Riserva Naturale di Pergusa

    Pubblicato il Agosto 6th, 2015 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    Se Sparta piange Atene non ride. Se le attività motoristiche di Pergusa languono ormai da anni, quelle sottese alla istituzione della convivente Riserva Naturale Speciale di Pergusa sono morte e sepolte. La Riserva di Pergusa è ormai solo un fatto cartaceo e vincolistico, non registrandosi alcuna forma di vitalità/valorizzazione attorno ad un bene naturalistico e paesaggistico di valenza unica in Sicilia. Ovviamente le responsabilità ricadono tutte sulla ex Provincia regionale di Enna, individuata quale Ente gestore da una nefasta legge regionale degli anni ’90. L’individuazione per legge dell’Ente gestore si configurò infatti un’anomalia nel sistema ordinamentale dei parchi e delle riserve in Sicilia, pensando di sottrarre alla Regione ogni tipo di decisione capace, potenzialmente, di ostacolare le attività motoristiche. Niente di più sbagliato, la Riserva, affidata al soppresso ente territoriale di governo provinciale, non è mai decollata non solo per l’incapacità dell’Ente medesimo di risolvere definitivamente la diaspora tra Riserva e attività motoristiche, ma per il sopraggiungere dei vincoli di stabilità finanziaria che hanno impedito di reclutare quelle figure professionali necessarie per far partire la macchina organizzativa della Riserva. Il finanziamento regionale, all’uopo concesso dalla Regione, è stato infatti congelato in un cassetto della ex Provincia ed imbrigliato tra le pieghe dello sforato rapporto tra spese correnti e spese del personale. Quindi nessuna opera di sistemazione delle zona “A” della Riserva che doveva essere curata dalla ex Provincia, così come nulla è stata fatto dal Comune di Enna in ordine al piano di utilizzo dell’aera di pre-riserva. L’abbandono più totale di un bene pubblico come la Riserva di Pergusa dimostra, ancora una volta, l’incapacità di una classe politica locale di rispondere alle occasioni del federalismo e della sussidiarietà verticale. In una regione governata dalla Lega, verosimilmente, non sarebbe mai accaduto niente di simile. Adesso si abbia, quanto meno, l’umiltà di dire che l’attribuzione per legge della Riserva alla Provincia è stata un scelta sbagliata, restituendo alla Regione la relativa gestione, anche al fine di liberare la stessa da quei vincoli finanziari in cui risulta ingabbiato il sistema finanziario della soppressa Provincia. In tale contesto andrebbe fatto buon uso del citato principio di sussidiarietà verticale in forza del quale, in presenza di un’accertata inidoneità del livello istituzionale più basso all’esercizio di una funzione amministrativa, quest’ultima viene attratta dal livello istituzionale immediatamente superiore. La sede più appropriata per riconsegnare la gestione della Riserva alla Regione poteva essere quella della recente riforma dell’ente intermedio nella quale, peraltro, si fa pure cenno alla gestione delle riserve, ma probabilmente i Parlamentari ennesi non hanno avuto alcun interesse a farsi promotori di tale iniziativa che, all’evidenza, si presenta priva di ritorno elettorale. Saprà il nuovo Libero Consorzio di comuni, che eredita siffatto immobilismo istituzionale, trovare le giuste soluzioni? Conoscendo, uomini, Istituzioni e dinamiche politiche, ci permettiamo, nostro malgrado, di essere pessimisti.

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