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  • Il governo logora chi ce l’ha!

    Pubblicato il Dicembre 5th, 2016 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    Il voto sul referendum costituzionale ci consegna, a caldo, alcune riflessioni dalle quali occorre inevitabilmente ripartire.

    La prima. Gli italiani hanno esercitato egregiamente il diritto di voto partecipando col 68,48%, così dimostrando, all’occorrenza, di saper essere fedeli alla Repubblica e alle sue Istituzioni.

    La seconda. Renzi – che certamente ha errato nella personalizzazione di questo referendum – mentre ha dimostrato serietà e coerenza nell’annunciare la fine della sua esperienza governativa, può vantare un risultato di tutto rispetto. Da solo è riuscito a convincere il 40% degli italiani. Impossibile trovare dall’altra parte del variegato schieramento un leader a cui accreditare il risultato del “SI” sia per quantità che per qualità.

    La terza. Al netto del Trentino Alto Adige – unica vera Regione autonomista (“NO” al 46,13 e “SI” al 53,87) – appare incomprensibile la scelta dei siciliani e dei sardi (Sicilia “NO” al 71,58 e “SI” al 28,42, Sardegna “NO” al 72,22 e “SI” al 27,78) a fronte di una proposta di riforma costituzionale che riconosceva un inedito diritto di veto alle Regioni a Statuto speciale.

    La quarta. A differenza di referendum chiari e semplici come quello sull’aborto e sul divorzio, la complessità di quesiti come quelli che concernono la modifica della Costituzione mal si concilia con il “voto di pancia” che, in tempi d’incertezza e d’insicurezza, viene espresso con costanza dai popoli di tutti i Paesi democratici.

    La quinta. Il partito democratico dovrà rivedere le proprie regole interne. La libertà di pensiero e di opinione andrebbe esercitata all’interno degli organi statutariamente previsti. Non è stato certo un bello spettacolo assistere alla campagna di sensibilizzazione a favore del “NO” promossa da dirigenti del medesimo partito democratico. Delle due l’una, se si appartiene ad un partito politico bisogna rispettarne le regole democratiche ivi statutariamente previste, viceversa si abbia la coerenza di riflettere sul mantenimento della propria tessera.

    La sesta. Il rischio di avere un Governo “simil Monti” telecomandato da Bruxelles è tutt’altro che remoto, con l’aggravante di ritornare al voto elettorale con una legge di stampo proporzionale per l’impossibilità di revisionare al rialzo una legge elettorale (Italicum) che, verosimilmente, uscirà mutilata dalla Corte Costituzionale.

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