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  • Il futuro dell’ex Provincia di Enna e il doppio-gioco di Crocetta

    Pubblicato il aprile 16th, 2015 Max Nessun commento

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    Dopo l’incontro deludente con l’Assessore Regionale alle Finanze Baccei la prospettiva di un dissesto finanziario dell’ex Provincia regionale di Enna, oggi Libero Consorzio di comuni, è più reale che mai. L’Assessore sembra avere scrollato le spalle sul denunciato deficit finanziario in cui versa il bilancio dell’ente intermedio ennese scaricando tutta la responsabilità all’ARS, rea di non avere ancora recepito la riforma statale “Delrio”. Facciamo quindi il punto con Massimo Greco.

    A che gioco sta giocando il Governo Crocetta?

    Sul piano formale mi sembra paradossale che l’Assessore Reg.le Baccei scarichi la responsabilità all’ARS del mancato recepimento della legge Delrio, atteso che il disegno di legge che è stato stoppato risulta confezionato dal medesimo governo Crocetta di cui lo stesso fa parte. Delle due l’una: o l’Assessore Baccei fa parte del Governo Crocetta, ancorchè segnalato dagli amici di Renzi, e quindi deve essere coerente con la linea governativa, ovvero, se non condivide l’impostazione data alla riforma siciliana, dovrebbe prima dirlo e poi dimettersi.

    Ma la Sicilia non gode di potestà esclusiva in materia di enti locali?

    Sì, ma la legge “Delrio” contiene alcuni principi annoverabili tra le grandi riforme economico e sociali di cui devono tenerne conto anche gli ordinamenti delle Regioni a statuto speciale. Questo aspetto è stato confermato recentemente anche dalla Corte Costituzionale. Questo significa che se nella filosofia della legge Delrio vi è un progressivo svuotamento dell’ente intermedio nella prospettiva di una sua eliminazione dalla carta costituzionale, la Regione Sicilia non può, come sembra voler fare con l’inceppato disegno di legge, potenziare gli stessi enti cambiando loro solo la denominazione, da Province regionali a Liberi Consorzi di comuni.

    Quindi è giustificato il comportamento dello Stato di non impinguare le casse delle ex Province regionali?

    Credo proprio di sì secondo questa logica che al momento non mi sembra avversata. E poiché la legge Delrio, a differenza di tante altre Regioni, non è stata impugnata dalla Regione Sicilia, è facile ipotizzare che se l’ARS dovesse insistere nell’approvare il potenziamento di funzioni e servizi da affidare ai Liberi consorzi di comuni, l’impugnativa da parte del Governo centrale di fronte alla Corte Costituzionale sarà verosimile. Anche perché, a differenza della Sicilia, le altre Regioni a statuto speciale (Sardegna e Friuli Venezia Giulia) hanno legiferato in materia con un percorso legislativo coerente con la legge Delrio. E’ impensabile che lo Stato accetti, in un momento di così scarso gradimento per l’Istituzione regionale siciliana, una situazione ordinamentale così differenziata rispetto al resto d’Italia.

    Quindi possiamo rassegnarci anche a questo scenario?

    No, bisogna evitare ogni forma di macelleria istituzionale e sociale, ma per fare questo occorrerebbe il sostegno di una classe politica regionale che, ancorchè dotata di buona volontà, appare deficitaria di quell’autorevolezza necessaria.

     

     

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