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  • Il dirigismo sui panifici. La Regione taglia la libertà aziendale e impone la chiusura domenicale

    Pubblicato il novembre 26th, 2017 Max Nessun commento

    Panificatori al lavoro …….. ma non di domenica

    Paolo Di Marco

    Questa mattina, domenica, mi sono recato a comprare il pane e per la prima volta l’ho fatto con l’intrinseco piacere di contrastare nei fatti un decreto dell’ex assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello.

    Ha stabilito che i panificatori siciliani non possono lavorare di domenica. Spetta a lei indicare quando un’azienda deve essere aperta o chiusa, oppure meglio ancora spetta a chi ha suggerito con insistenza determinare quando lavorare o meno. Fa semplicemente sorridere la motivazione del decreto. I panificatori domenica e nelle festività devono, e va sottolineato tre volte, devono rimanere chiusi “al fine di garantire il riposo, la salute ed il godimento dei diritti civili e religiosi degli operatori del settore”. Ecco perchè l’ex assessore ha vietato “nelle giornate domenicali e festive l’attività di panificazione.” Mi domando ma tutti coloro che lavorano di domenica in altri settori non riposano mai? Non sono abilitati a godere gli stessi diritti civili e religiosi o questi spettano solo ai panificatori? E allora o gli stessi diritti vengono riconosciuti a tutti, e quindi tutta la Sicilia chiusa nelle domeniche e nelle giornate festive oppure che l’assessore, o meglio l’ex assessore, non si intrometta in casi specifici che sanno tanto di risposta a categorie di lavoratori o meglio ad associazioni. Ma l’assessore se lo è posta la domanda se il panificatore di Roccacannuccia vuole lavorare, o ritiene più utile per lui e per la sua azienda, lavorare di domenica e riposare di lunedì? Perchè non deve essere libero di pianificare il suo lavoro, la sua attività imprenditoriale? Perchè deve averla pianificata da un disposto di un ex assessore sensibile ai suggerimenti di un’associazione? Considerata questa linea perchè l’ex assessore Lo Bello non ha pensato bene di chiudere nelle domeniche e nelle giornate festive tutti i settori dove opera la Cna? Perchè non ha chiuso anche i negozi di abbigliamento, i supermercati, i bar, i ristoranti o anche gli alberghi. Chi lavora lì dentro non è anche un lavoratore portatore di diritti civili e religiosi? Un rigurgito di presupponenza e di arroganza ha indicato all’ex assessore e all’associazione suggeritrice, la Cna-panificatori, di imporre anche una sanzione a chi non la pensa come loro: “Chi dovesse trasgredire la norma subirà il sequestro del pane e 3.000 euro di multa, che potrebbero essere triplicate in caso di recidiva, in questo caso, con conseguente denuncia penale”. Sono arrivati a scomodare la filosofia e l’imperio dei Soviet per riattivare nella panificazione artigianale il dirigismo aziendale quando tutto il mondo in tutti i settori va di volata verso la libertà di organizzare come vuole la propria azienda, la propria impresa. E dico io giustamente. L’ex assessore si sarebbe potuto occupare dei gravi problemi che affliggono in Sicilia il suo settore, gliene ricordiamo solo due: ex Asi e Camere di commercio dove invece ha lasciato un’eredità del tutto aperta e sconquassata. Una battaglia di retroguardia che non fa bene né alla Sicilia né alla Cna. Gli imprenditori, chiunque esso sia e in qualunque settore operi deve essere libero di pianificare la sua attività, questi lacci e lacciuoli fanno solo del male a chi lavora e ribadisce al tempo stesso la forza lobbistica che sta dietro le sigle. Mia madre per tanti anni ha gestito un negozio e non ha mai voluto chiudere per ferie in agosto perchè lavorava di più e avrebbe voluto aprire nei giorni di festa perchè sapeva di avere più clientela. Prima non era possibile oggi ci pensa un decreto dell’ex assessore. L’impresa si libera e non la si costringe ad aprire e chiudere per decreto, lasciate scegliere individualmente a chi opera. Che siano i panificatori dentro la propria azienda a decidere come operare e che non vengano privati di una sacrosanta libertà. Al nuovo assessore regionale alle Attività produttive del governo Musumeci il compito di ristabilire la regola principale del vivere civile: la libertà.

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