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  • Il Dalai Lama a Palermo

    Pubblicato il settembre 18th, 2017 Max Nessun commento

    Il Dalai Lama: ”Reagire con la violenza appartiene al passato. Il nostro bene dipende dal bene dei nostri vicini. Dovremmo imparare dalla Prima e dalla Seconda Guerra Mondiale.

    di Francesco Librizzi

    Dopo l’incontro con migliaia di persone al Teatro antico di Taormina, quello con il sindaco della città metropolitana di Messina, Renato Accorinti, e l’abbraccio dei cittadini dello Stretto, quest’oggi, a Palermo, al Teatro Massimo, la tanto attesa conferenza dal titolo “Educazione alla Gioia”, che ha preso spunto da “Il libro della Gioia. Dialogo tra due Nobel per la Pace. Un libro incentrato sul colloquio tra il Dalai lama e l’arcivescovo africano Desmond Tutu.

    Applausi e tanta emozione quando il leader buddista, accompagnato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, fa il suo ingresso in teatro. In un mondo dilaniato dalla guerre, dove ogni etica sembra svanita per dare posto solamente al dio denaro, Sua Santità parla di una società occidentale troppo materialista. “La pace-dice- ha a che fare con il mondo interiore, con la gioia e i pensieri. Non possiamo trovare la felicità negli oggetti esterni. Serve un nuovo sistema educativo in questo secolo”. Ma il primo intervento è riservato al tema che riguarda l’accoglienza. “In Sicilia si sta già praticando la compassione per gli altri -ha detto il Dalai Lama- Lo si vede quando accogliete e curate i migranti, uomini e donne che hanno passato momenti terribili”. Aggiungendo: “Nel mondo ci sono persone che praticano altruismo e dalla Sicilia dovrebbe partire un coordinamento mirato a ricostruire le distruzione nei Paesi da cui arrivano i migranti”. Poi, il Premio Nobel per la Pace, si rivolge in qualche modo a tutti i potenti della terra. “Sbaglia-dice- chi ignora il passato, la storia e continua a praticare la guerra. Siamo tutti una comunità. Reagire con la violenza, con la guerra, appartiene al passato. Dovremmo imparare dalla prima e dalla seconda guerra mondiale. Il nostro bene -ha aggiunto- dipende dal bene dei nostri vicini. Il ventunesimo secolo dovrebbe essere improntato sul dialogo, sulla non violenza e l’Unione Europea dovrebbe includere anche la Russia. Il leader buddista ha anche spiegato che per arrivare alla pace nel mondo occorre unire la compassione con l’azione. E parlando di terrorismo ha spiegato che occorre chiedersi perché la comunità musulmana è così arrabbiata. “Dopo l’11 settembre scrissi a Bush, che rispetto, dicendogli che una reazione violenta avrebbe moltiplicato la violenza. Se adesso hai un Bin Laden, reagendo con la guerra ne avrai dieci, cento. Capisco perché ha voluto intervenire in Iraq, ma ha certamente sbagliato. La violenza è un combustibile che non porta mai alla pace”. “Promuovo inoltre la convivenza interreligiosa- ha detto Tenzin Gyatso- E’ indispensabile che ci siano diverse filosofie. Il cuore del pensiero è, però, sempre lo stesso. Se sei musulmano non sei violento, quando uccidi sei terrorista e non musulmano o buddista”. E in chiusura ha anche spiegato che la pace non si ottiene dalle preghiere ma dall’azione. “Se venissero Gesù Cristo, Maumetto o Budda ci direbbero che i problemi li abbiamo creato noi con le nostre azioni, quindi dobbiamo assumerci la responsabilità”. La conferenza si è conclusa allo stesso modo come era iniziata: con i presenti ad applaudire Tenzin Gyatso, uomo di pace.

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