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  • Il Consiglio comunale di Enna e l’effetto dell’anatra zoppa

    Pubblicato il Giugno 4th, 2015 Max 3 commenti

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    da ViviSicilia.it

    I risultati del primo turno elettorale per il rinnovo degli organi di governo del Comune di Enna ci consegnano uno scenario politico di non facile lettura, non solo per la brusca frenata del candidato favorito Crisafulli arrestatosi al 41% di consensi rispetto al 53% delle sue liste, ma perché il futuro Consiglio comunale ha già una maggioranza certa di Consiglieri del centro-sinistra. Ne parliamo con Massimo Greco, anche per comprendere gli effetti pratici di quello che tecnicamente viene definito “anatra zoppa”.

    Non è un limite per il candidato Di Pietro sapere di fare il Sindaco in un Consiglio comunale in cui sarà minoranza?
    Apparentemente sì, ma nei fatti non cambia nulla, anzi forse potrebbe pure essere un fatto positivo per almeno due argomentazioni:
    a) l’esperienza insegna che un Sindaco di minoranza si trova a negoziare con Consiglieri alla luce del sole, che hanno la necessità di differenziare la propria linea politica da quella del Sindaco. Al contrario, quando la maggioranza è schiacciante, la negoziazione politica avviene all’interno delle correnti e animata fuori dalla solennità assembleare, non consentendo al cittadino di comprendere e di partecipare al dibattito politico. Basta chiedere all’uscente Paolo Garofalo che ha vissuto, suo malgrado, la triste esperienza di essere sostenuto da una maggioranza di Consiglieri che prima lo ha ostacolato nell’azione di governo e poi ne hanno impedito la ricandidatura;
    b) inoltre, il Consiglio comunale di Comuni piccoli, ed Enna è fra questi, al netto della solo attività ispettiva, non esercita più alcuna funzione di indirizzo politico e di programmazione. Il bilancio di previsione è ormai diventato uno strumento finanziario sprovvisto di scelte politiche e sempre più vincolato dai parametri di stabilità. La pianificazione urbanistica ha esaurito la sua funzione in un territorio che non solo non può ipotizzare alcun percorso di espansione edilizia, ma che registra un decremento demografico di oltre mille abitanti. L’attività regolamentare, oltre ad essere politicamente poco edificante, ormai è solo un copia incolla di regolamenti fatti da altri Comuni.
    Mi chiedo quindi quale potrebbe essere il grado di soddisfazione di un Consigliere comunale relegato ad una funzione meramente notarile.
    Ma allora a cosa è servita questa battaglia all’ultimo voto per eleggere 30 Consiglieri comunali?
    Sotto l’aspetto della partecipazione il gran numero di candidati che concorre per l’esercizio di funzioni pubbliche di tipo elettivo è sintomatico di democrazia. Mettendosi però dalla parte del cittadino/contribuente occorre evidenziare che 30 Consiglieri per un Comune che non arriva neanche a 30 mila abitanti non solo sono troppi, ma rappresentano uno spreco di denaro pubblico. L’ignavia dell’ARS che non ha fatto in tempo a ridurre il numero dei componenti delle assemblee elettive siciliane, nel confermare quanto detto, finisce solo per alimentare il vento dell’antipolitica.

     

    3 responses to “Il Consiglio comunale di Enna e l’effetto dell’anatra zoppa” Icona RSS

    • Se la maggiorparte, degli Ennesi ha preferito,non cambiare vuol dire che sta bene, io penso che il merito dell’anatra zoppa, lo si deve a “PARENTOPOLI” frutto dei giochi politici. però noto che sono pochi quelli che pensano veramente al futuro di questo maltrattato,Enna, basta girarsi attorno.Dai finanziamenti avuti,pochi ne sono stati spesi e quei pochi sono stati buttati in un fosso, a Enna bassa con un piano regolatore in’esistente.

    • La mia riflessione va al di là delle due fazioni: Crisafulli Dipietro. Lo stato di fatto, di chiunque vincerà, sarà quello di fare i conti con un territorio povero come il nostro e con i pochi spazi rimasti per esprimere l’esercizio delle funzioni pubbliche (come correttamente evidenziato da Massimo Greco). La politica riveste e rivestirà sempre più un ruolo marginale in questo “gioco” all’amministrare… Probabilmente, vincerà solo chi saprà intercettare i fondi messi a disposizione dall’Europa perché ad entrambi gli sfidanti risulterà difficile dialogare sia con il governo della Regione e sia con quello nazionale: Lo Stato e la Regione, dopo avere perso le rispettive sovranità, non godo più di risorse economiche illimitate. Noi possiamo sperare solo nella buona sorte, augurandoci che la politica si unisca, e non si divida, per potenziare quello che già abbiamo: Università, turismo attraverso percorsi storici, culturali, mitologici e gastronomici. Ioltre dobbiamo rendere la nostra città pulita e gradevole – oltre che per noi cittadini – anche all’occhio del turista. Questo è ciò su cui si deve puntare! Non penso si possa sperare ancora, nei giochi all’assunzione in AcquaEnna e in A.T.O. Rifiuti. Ritengo che questo modo di operare appartenga, oramai, oltre che ad una visione miope del passato, ad una politica che porterà irreversibilmente questa città al collasso.

    • A conferma di quanto scritto sopra, eccovi un link del video dal titolo “divide et impera, la strategia del potere”, dell’amico filosofo Diego Fusaro, definito: l’Hegel del terzo millennio… Da qui capirete perfettamente, il ruolo che è stato assegnato alla politica a qualsiasi livello… Buona riflessione !


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