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  • Il Comune vuole acquistare 8 case per assegnarle a giovani coppie ma gli alti compensi dei notai per il rogito frenano le buone intenzioni

    Pubblicato il marzo 15th, 2017 Max Nessun commento

    Municipio di Enna

    Paolo Di Marco

    Il Comune vuole avviare con una certa urgenza il risanamento del quartiere di San Pietro attivando la progettualità dei contratti di quartiere per i quali ha ottenuto un finanziamento di un milione e 500 mila euro ma “un’incomprensione con i notai” blocca il tutto.

    E si proprio “un’incomprensione”, definiamola così ha fatto rimettere tutto dentro un cassetto in attesa di nuovi eventi. Il Comune ha la possibilità di acquistare 8 abitazioni ristrutturarle e darle a giovani coppie a costi contenuti e non lo può fare perché oggi è bloccato e lo è da circa 6 mesi.

    Ma cos’è successo?

    La racconto così come l’ho vissuta da cronista. Lunedì mattina ero in via Roma e vengo avvicinato da un giovane che da tempo segue il progetto dei contratti di quartiere e su sollecitazione dello stesso varie volte mi sono informato ed ho scritto articoli su tale problematica. Si tratta di un giovane ennese di 32 anni sposato con due figli piccoli. E’ un precario e non della pubblica amministrazione, non può quindi contare neanche su un minimo stipendio regolare. Lavora a giornate facendo di tutto e non è in grado di pagare un affitto, tanto è vero che vive, e da tempo, con moglie e figli in una stanza messa a disposizione dalla mamma. La sua unica speranza poter ottenere una casa delle 8 che il Comune vorrebbe ristrutturare. E così incontrandomi mi ha ricordato il suo problema o meglio il suo sogno e l’amarezza che tutto sia fermo. Sono situazioni che toccano ed essendo in zona mi sono recato al Comune ed ho trovato una situazione veramente paradossale tanto che nessuno ne voleva parlare. Poi qualcuno a denti stretti ha ceduto.

    Ecco i fatti come me li hanno raccontati.

    Qualche mese fa, considerato che l’amministrazione aveva tutta la documentazione pronta, ha inviato una nota ai notai di Enna per ottenere un’offerta sul rogito degli 8 atti di compravendita da formalizzare. L’idea di sindaco e assessori era semplice, aggiudicare l’intero lotto al professionista che avrebbe espresso l’offerta più conveniente per il Comune. Considerato i chiari di luna del bilancio l’amministrazione si può muovere solo così. E invece nella meraviglia complessiva sarebbero state recapitate negli uffici di piazza Coppola le risposte dei notai ennesi tutte uguali nelle cifre. Sbalorditi impiegati, dirigenti e politici hanno commentato: “Le cifre erano tutte uguali perfino i centesimi dopo le virgole. Mai successa una cosa del genere”. Probabilmente i notai, ma questa è una supposizione, non hanno voluto proporre un’offerta ma hanno calato nella busta quanto le tariffe notarili prevedono. L’assessore Giovanni Contino non entra nel merito, gli scappa solo “sarà un caso”, ma dall’espressione è evidente che non è per nulla convinto. Aggiunge che “quegli onorari sono così alti che il Comune non può assolutamente sostenerli. Il budget previsto dal progetto è molto inferiore”. E allora? “Tutto fermo e siamo alla ricerca di soluzioni che ci permettano di sbloccare tale impasse”. Quindi anche a voler pagare il Comune non è in condizione di farlo. E in ogni caso con quale metodo verrebbe scelto il professionista considerato che tutte le offerte sono uguali fino al centesimo? Unico modo il sorteggio, affidare alla dea bendata la valutazione delle offerte. Ma in ogni caso non è proprio possibile, il Comune non dispone delle somme richieste e quindi anche il ricorso al bussolotto con le palline diventa del tutto inutile. Dentro palazzo di città i commenti non sono per nulla teneri sui notai ennesi. Io però sono buono e voglio pensare solo e assolutamente a delle “incomprensioni” e non dare credito alle malelingue che già parlano di “cartello” che oltretutto è illegale. Vorrei tanto che molto presto questo giovane ennese mi incontrasse un’altra volta in via Roma sorridente per invitarmi a prendere un caffè a casa sua nel quartiere di San Pietro. E affinchè questo sogno si avveri per il mio giovane amico basta solo un po’ di comprensione con i notai che vanno incontro al Comune proponendo tariffe abbordabili per il progetto. Non solo ma spero anche che già oggi un professionista del rogito mi chiami per dirmi che ho appreso mezze verità e tali mezze verità ho raccontato trattandosi di “un’incomprensione” vera. Sarò felicissimo di scrivere che ho sbagliato.

    Ho tanta voglia di gustare questo benedetto caffè a casa del giovane compaesano.

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