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  • Il Comune di Enna rischia di far saltare la TARSU anche per il 2010

    Pubblicato il luglio 16th, 2010 Max 2 commenti

    di Massimo Greco

    La responsabilità del Comune di Enna non è solo politica ma da quest’anno diventa anche patrimoniale. Infatti la mancata riscossione di un tributo per fatti addebitabili ad una non corretta gestione delle procedure comporta l’ipotesi di danno erariale. Poichè la delibera della Giunta Agnello che ha approvato la TARSU sarà certamente annullata dal TAR e comunque disapplicata dalla Commissione Tributaria, il nuovo importo non potrà più essere stabilito per l’anno corrente stante il principio secondo cui la materia tributaria va trattata entro e non oltre il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione, termine scaduto il 30 giugno scorso. Se è vero che non tutti gli atti illegittimi comportano danno erariale è anche vero che la illiceità colposa della condotta posta in essere dagli amministratori del Comune è fin troppo evidente. Infatti, l’art. 42 d.lgs. n. 267/2000, che ha introdotto, in materia tributaria, la distinzione tra l’istituzione e l’ordinamento dei tributi da un lato e la determinazione delle relative aliquote dall’altro, escludendo il secondo profilo dalla competenza consiliare, non ha immediata applicazione nell’ambito della Regione Siciliana, in quanto mai recepito dal legislatore regionale, che in subiecta materia gode di potestà legislativa esclusiva. Si deve invece ritenere applicabile esclusivamente l’art. 32, lett. g), L. n. 142/1990, come recepito in modo statico dall’art. 1, lett. e), L.R. n. 48/1991, il quale, in combinato disposto con le norme statutarie della Regione, attribuisce al Consiglio comunale – e non alla Giunta – la competenza ad adottare i provvedimenti relativi alla determinazione e all’adeguamento delle aliquote del tributo.

     

    2 responses to “Il Comune di Enna rischia di far saltare la TARSU anche per il 2010” Icona RSS

    • insomma cosa dobbiamo fare? pagare o no!?

    • Per senso civico pagherò una delle tre rate ma contestualmente sarò costretto, mio malgrado, ad impugnare l’avviso di pagamento anche questa volta, nella speranza di trovare maggiore sensibilità e disponibilità nei nuovi amministratori comunali.


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