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  • “Il Colle fa disinformazione”

    Pubblicato il gennaio 28th, 2009 Max 3 commenti

    On. Antonio Di Pietro

    pescara
    Creative Commons License photo credit: Carlo Costantini

     

    3 responses to ““Il Colle fa disinformazione”” Icona RSS

    • ROMA – Parole dure contro il presidente della Repubblica a una manifestazione dell’Italia dei Valori. Antonio Di Pietro ha accusato Napolitano di non essere un “arbitro imparziale” e di tacere su alcuni temi come la giustizia e il Lodo Alfano. Le critiche hanno provocato subito la reazione del mondo politico. Da Montecitorio è stata espressa solidarietà al presidente e anche il Quirinale ha replicato giudicando “offensivo” contestare presunti “silenzi”.

      Fischi contro Napolitano. Durante la manifestazione, in piazza Farnese a Roma, contro la riforma della giustizia targata centrodestra e in difesa del procuratore di Salerno Luigi Apicella, convocata dall’Associazione nazionale vittime di mafia e dall’Italia dei Valori, dalla piazza sono partiti fischi contro il presidente della Repubblica quando è stato rimosso uno striscione sul quale era scritto “Napolitano dorme, l’Italia insorge”.

      Di Pietro: “Giudizio poco da arbitro”. Dal palco, Antonio Di Pietro ha stigmatizzato la rimozione dello striscione e si è rivolto direttamente al capo dello Stato: “Lei dovrebbe essere l’arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi. Noi la rispettiamo – ha aggiunto il leader Idv – ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il Lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?”. “Il silenzio è mafioso, e per questo non voglio rimanere in silenzio”, ha detto ancora Di Pietro, che poi si è di nuovo rivolto a Napolitano: “Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal Parlamento e noi lo approveremo”.

      I motivi della protesta. Al centro della protesta la sospensione, decisa dal Csm, del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, un provvedimento che, secondo un volantino diffuso dai promotori, sarebbe segnale di “grave ingerenza del potere politico nei confronti dell’autonomia della magistratura”. Tra i protagonisti della giornata, che si alternano sul palco allestito di fronte al palazzo dell’ambasciata francese, Salvatore Borsellino, Beppe Grillo, Marco Travaglio e Antonio Di Pietro.

      La replica del Quirinale. La Presidenza della Repubblica – si legge in un comunicato – è totalmente estranea alla vicenda dello striscione nella manifestazione svoltasi oggi in piazza Farnese a cui fa riferimento l’onerevole Di Pietro. Del tutto pretestuose sono comunque da considerare le offensive espressioni usate per contestare presunti “silenzi” del capo dello Stato, le cui prese di posizione avvengono nella scrupolosa osservanza delle prerogative che la Costituzione gli attribuisce.

      Solidarietà a Napolitano da Fini e da Schifani. Gli avvenimenti di piazza Farnese hanno avuto subito una vasta eco nell’aula di Montecitorio. “La Camera dei deputati ritiene – ha detto il presidente Fini – che il presidente della Repubblica sia garante dei diritti e dei doveri dei cittadini e rispettoso e solerte difensore delle prerogative del Parlamento. L’aula ha ribadito il fatto che è lecito il diritto sacrosanto alla critica politica, ma che mai quel diritto può travalicare il rispetto a chi rappresenta tutta la nazione, al di là del fatto che sia stato espressione di un voto unanime o meno del Parlamento che lo ha eletto”.

      Veltroni: “Inaccettabile e inqualificabile”. Anche il leader del Pd Walter Veltroni ha stigmatizzato le parole di Di Pietro. “Il ruolo e le parole del presidente della Repubblica – ha detto – non possono essere messe in discussione né essere oggetto di polemiche politiche strumentali. In un momento difficile per il paese il presidente Napolitano rappresenta un punto di riferimento per l’intero paese, per il suo ruolo di garanzia, per la saggezza e l’equilibrio dei suoi interventi”. “Quanto accaduto a piazza Farnese – ha aggiunto Veltroni – le frasi pronunciate da Di Pietro, gli striscioni esibiti sono inaccettabili e inqualificabili. Torniamo ad esprimere al capo dello Stato la nostra piena solidarietà e fiducia”.

      Di Pietro: “Frainteso, non ho offeso nessuno”. Dopo la bufera arriva una precisazione del leader dell’Italia dei Valori, che si dice “amareggiato” per la disinformazione che contiene il comunicato del Quirinale. “Mi mette in bocca ciò che non ho detto – ha affermato Di Pietro – Ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti di tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica”.

      “In democrazia – ha proseguito – deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non è a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato”.
      UN’ALTRA BOLLA SPECULATIVA PER CHI DICE LA VERITA’

    • 2.

      Repubblica si allinea alla vulgata generale nel tentativo di oscurare i motivi della manifestazione di ieri in piazza Farnese: non una parola sullintervento di Salvatore Borsellino nemmeno quando afferma che Mancino mente spudoratamente dicendo di non avere incontrato Paolo Borsellino il 1° luglio del 92! (poco prima della sua morte), a proposito del mai chiarito patto tra forze dello Stato e Mafia nei giorni delle stragi e degli attentati. Poi Repubblica sbaglia quando afferma che la manifestazione era organizzata parimenti dallAssociazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e dallIdV, mentre era organizzata dalla sola Associazione dei Familiari a cui hanno aderito: lIdV, gli Amici di Beppe Grillo, il Movimento per il Bene Comune, lAssociazione Verso Sud, la rivista Antimafia 2000 e tanti altri. Eh si! Nonostante quanto ripetuto dal professorino Giannini nel suo compitino, non era una manifestazione dellIdV; ma farla passare per mera manifestazione di partito aiuta a svilirla.

      Inviato da rorschach il 29 gennaio 2009 alle 15:59
      3.

      Sono anni che compro e leggo laRepubblica. Da oggi non lo farò mai più, contate su un euro al giorno in meno. Sono stato alla manifestazione, una manifestazione alta, composta, a tratti commovente dove finalmente mi sono sentito dire un po’ di verità. Sulle vittime di mafia, sugli attacchi alla magistratura, sulle vergogne di questo Paese. E laRepubblica di cosa parla? ATTACCO A NAPOLITANO! Da oggi ho capito che anche voi fate parte del sistema, ma non certo perché me lo dice un Beppe Grillo qualunque… ma perché ho verificato con i miei stessi occhi: sono passato da una realtà vera, quella della manifestazione, a una realtà falsa, volgarmente falsa, dei giornali, voi compresi. Da oggi avete un lettore in meno e probabilmente come me tanti altro faranno lo stesso. Un saluto

      Inviato da uomoqualunque il 29 gennaio 2009 alle 15:59
      4.

      Da quando in un paese democratico non è più lecito criticare chicchessia, anche il Presidente della Repubblica? Si parla sempre degli Stati Uniti, a proposito e a sproposito, e non si ricordano le critiche anche feroci che giornali, media, e cittadini americani hanno sempre fatto ai loro Presidenti? Ma stiamo scherzando? Ma davvero Giannini vuole in questo caso dare pagelle di liberal democrazia? E il diritto di parola? Di critica? Di Pietro ha semplicemente notato quello che tanti, tanti, forse non tutti, ma tanti italiani notano, e cioè il silenzio, il troppo silenzio, diciamo così, del Presidente della Repubblica rispetto a modi di governare e legiferare che FORSE non sono sempre e pienamente rispettosi del dettato costituzionale. E il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione, di qualcosa di vivo nella coscienza e nella sensibilità dei cittadini, non semplicemente di un ordine, di una gerarchia immobile e ipocrita.

      è mai possibile che anche i giornalisti di Repubblica si comportino come quelli del Giornale? non vi rendete conto che siete corresponsabili del baratro in cui è caduta l’ Italia?

      L’on. Di Pietro ha detto che lui parla ,LUI (il Di Pietro medesimo ), perchè il silenzio è mafioso- Quindi tutto questo vespaio è pretestuoso e molto sospetto- La Casa Bianca ne le autorità americane si sono mai sognate di alzare un polverone e nemmeno un commento per tutto quello che politici e non hanno detto su Bush- SIAMO SERI , almeno ogni tanto- Quanto disse Bossi a proposito della bandiera e dei 300000 fucili non suscitò tanta polemica- Gatta ci cova signori-

    • Mentre la maggior parte dei cittadini, non capitalisti,non imprenditori,non immobiliaristi,non grossi azionisti,sono all’estremo della sopportazione per la perdita di del loro risparmio, del lavoro, per il pagamento di tasse e balzelli che li costringe, in diversi casi anche a ridurre drasticamente i loro consumi anche alimentari, si cerca il colpevole in chi nulla può o poco può fare e non si dibatte efficacemente sul come su chi e quanti stanno impunemente e truffaldinamente impinguando notevolmente i loro capitali con quanto viene sottratto a milioni di operai, impiegati, pensionati, piccoli risparmiatori, piccole imprese.Da un lato si riducono stipendi,si manda in cassa integrazione chi deve sopravvivere, si inventano nuovi balzelli comunali, ecc. e dall’altro oltre a favorire banche,capitalisti ed imprenditori si sprecano risorse per milionari compensi ai politici, ai componenti commisioni e ad amministratori delegati di beni statali(vedi amministratori ALITALIA ecc.)


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