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  • Il Cerasuolo di Vittoria di Paolo Calì

    Pubblicato il novembre 1st, 2009 Max Nessun commento

    L’Associazione ONAV – Sezione di Enna ti ricorda che il prossimo 19/11/2009 (giovedì) alle h. 20.00 sarà proposto un incontro sul tema:
    Il Cerasuolo di Vittoria di Paolo Calì. Paolo Calì, gestisce un’azienda di 15 ettari situata nel cuore dell’ unica DOCG del sud Italia: Cerasuolo di Vittoria. L’azienda oggi si presenta interamente vitata e vi si coltivano Nero d’Avola e Frappato, varietà autoctone, dalle quali si ottengono le quattro etichette prodotte. Nell’azienda di Montecalvo si trova un palmento “a cianca” (palummientu), che è un ampio locale di estremo interesse con tre elementi principali : la pista; i tinieddi; ed il torchio. La pista altro non è che l’antico calcatorium dei latini, ossia il piano ove l’uva immessa da una finestra affacciatesi sul cortile (finestrali), veniva pestata coi piedi. Il succo d’uva, o mosto, sgocciola dalla pista nei tinieddi, che sono vasche interrate, attraverso degli appositi fori detti canali, e per evitare che nella vasca cadano graspi ed acini, sul canale viene appesa una grossa cesta (“cancieddu”) intrecciata di sole verghe, che fa da filtro. Quello che è rimasto dei grappoli d’uva ora spappolati la cosiddetta pasta verrà sistemata nel torchio. Il palmento “a cianca” è un torchio primordiale, già descritto, addirittura duemila anni fa da Plinio, che consiste in un’enorme trave orizzontale, della quale una estremità è inchiavardata a leva nel muro, e l’altra termina a forcella; su quest’ultima è fissato, trasversalmente, un grosso tramezzo di legno avente un foro al centro. La trave orizzontale si regge per mezzo di un albero verticale che, a sua volta, ha l’estremità superiore sagomata a vite (e che si avvita, appunto, nel foro del tramezzo), mentre l’estremità inferiore dell’albero è indissolubilmente fissata ad un’enorme pietra cilindrica.Verso il centro della “cianca (la trave orizzontale) ed al di sotto di essa, viene sistemata la vinaccia (pasta) per la spremitura. Quindi, si fa girare a braccia il masso di pietra che pian piano, avvitandosi all’albero verticale, rimarrà sollevato dal terreno (nel gergo si dice infatti che la pietra “veni appesa”), conseguentemente si ha una pressione della leva (il fulcro sta nel muro) che permette la spremitura delle vinacce fino all’ultima goccia. Una piccola cantina è stata realizzata nel 2004, dotata di una moderna tecnologia, per la vinificazione e lo stoccaggio del prodotto, in modo da poter seguire e vivere quotidianamente l’evoluzione del mosto in vino. Quindi, nel 2005, si è provveduto alla ristrutturazione di una seconda cantina allo scopo di poter imbottigliare in azienda. Nella cantina avviene la vinificazione solo delle uve prodotte in azienda, sotto l’attenta e appassionata guida dell’enologo Prof. Donato Lanati, coadiuvato dal suo centro ricerche “Enosis Meraviglia”, diretto dalla Dott.ssa Dora Marchi. Le viti hanno una densità d’impianto pari a 5100 ceppi per ettaro. L’alta densità consente di ridurre la resa per vite e di migliorare la qualità dell’uva. Il sistema di allevamento è il cordone speronato. I vigneti si trovano a circa 180 metri sul livello del mare, ma le sue terre , originate da dune marine preistoriche, –


    sono molto simili a quelle della spiaggia di mare. La caratteristica di avere questa tipologia di sabbia non è solo estetica, ma sostanziale. In vitivinicultura, infatti , essa esalta i profumi e i sapori dei vini prodotti dalle uve di questa terra dandone una eleganza senza paragoni, che ci fanno pensare ai vini antichi, quale il nostro antenato “Mesopotamium ”. Il terreno sabbioso mantiene la pianta in stress idrico. Si ricorre all’irrigazione di soccorso solo nelle annate più siccitose. I vitigni coltivati sono solo 2 e sono gli antichi ed autoctoni, Frappato e Nero d’Avola. La vigna viene coltivata a mano limitando al massimo l’uso della meccanizzazione, vedi potatura secca e verde e raccolta. Ancora adesso la vite viene scavata a mano, coltivazione estremamente onerosa ma che permette alla vite una pulizia del ceppo, un affrancamento negli strati più profondi della terra ed un arieggiamento migliore. La raccolta dell’uva viene effettuata a mano e solo le uve migliori, dopo una severa selezione, vengono portate in cantina in piccole cassette di plastica.

    Luogo dell’evento: Enna.

    Il contributo di partecipazione è fissato in € 15 per i soci, € 20 per i non soci. L’evento è aperto a tutti.
    Il numero di partecipanti è fissato in un minimo di 20 e un massimo di 40.

    I vini in degustazione :
    MANENE – Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2007;
    MANDRAGOLA – Vittoria Frappato DOC 2008;
    MANDRAGOLA – Vittoria Frappato DOC 2007;
    OSA! – Frappato Rosato IGT Sicilia leggermente pétillant 2008;
    VIOLINO – Vittoria Nero d’Avola DOC 2007;
    BIANCA DI LUNA – Frappato vinificato in bianco 2007.

    Ti ricordo che le prenotazioni devono essere inviate cliccando sul pulsante giallo a inizio pagina, cliccando qui, o per mail alla casella enna@onav.it. Se sei socio ONAV, per cortesia ricordati di portare i bicchieri.

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