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  • Il caso Madoff cade nel ridicolo

    Pubblicato il dicembre 23rd, 2008 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Cari Lettrici e Lettori di Liberamente, in occasione delle prossime Festività rinnovo a Voi tutti i miei migliori auguri di buon Natale e prospero 2009.
    ENNESIMO SALVATAGGIO, PER L’ENNESIMO RALLY
    Martedì la Fed ha riscritto la sua storia, tagliando i tassi di interesse come mai aveva fatto e portandoli dove mai li aveva condotti.Il nuovo livello del costo del denaro statunitense è infatti compreso tra 0 (dicesi zero!) e 0,25%, la variazione è a discrezione della Banca Centrale, in base a chi e al tipo d’operazione che viene finanziata. Su questi livelli di rendimento si sono allineati anche i “BOT” americani, con l’ultima asta che ha visto il rendimento dei titoli a tre mesi cadere allo 0,05% che equivale allo 0,20% annuale. Le Borse hanno dapprima festeggiato, poi vacillato paurosamente e poi si sono riprese per l’ennesima volta ed ora, sempre per l’ennesima volta (la ripetizione è d’obbligo) si preparano al prossimo rally, che tuttavia latita perché i problemi arrivano più velocemente di quanto i politici riescano a risolverli.

    IL CASO MADOFF CADE NEL RIDICOLO
    Si è scoperto che, se il fondo di Bernard Madoff avesse effettivamente investito in opzioni quanto aveva dichiarato, il mercato avrebbe registrato scambi 10 volte superiori al normale. Possibile che la Sec, cioè la Consob americana, non se ne fosse accorta? Certamente l’essere stato presidente del Nasdaq dava a Madoff un aura di onestà e prestigio che arrivava all’incanto, ma la svista è stata comunque troppo grande, “troppi occhi, orecchie e bocche” sono rimaste chiuse per trascuratezza o per interesse. Per dare un’idea di cos’è successo è come se voi foste abitanti di un piccolo paese ed il sindaco, che di professione fa anche l’immobiliarista, vi venisse a proporre di investire metà dei vostri risparmi nella sua impresa di costruzioni, facendo leva sulla posizione di prestigio che ricopre e promettendo lauti guadagni. Peccato che poi, osservando con più un minimo d’attenzione, vi accorgereste che l’impresa del sindaco non ha cantieri aperti e nessuna costruzione in corso. Investireste ugualmente? Non chiedereste chiarimenti a questo facoltoso imprenditore? Il fatto che lui sia il sindaco per voi sarebbe più importante dell’evidenza dei fatti? –

    Chiunque con un po’ di buonsenso l’avrebbe fatto. Eppure molti gestori di importanti società finanziarie e banche prestigiose, vi sono caduti come polli e senza alcuno scrupolo hanno investito in questo fondo truffaldino i soldi dei loro Clienti. A voi lettori il compito di giudicare.

    CHE COLPI SULLE VALUTE!
    Se la Fed, come detto, in settimana ha scritto la storia, altrettanto hanno fatto le valute, in particolare l’Euro. Mercoledì, giovedì e venerdì abbiamo visto i cambi Euro/Dollaro ed Euro/Sterlina muoversi con una velocità cinque volte maggiore del normale, il che significa un aumento del rischio in pari misura.
    Cos’è successo? È successo che il drastico (e possiamo dire anche drammatico) taglio dei tassi di interesse da parte della Fed di martedì, in concomitanza con la crisi del settore auto, hanno lasciato immaginare agli operatori dei mercati che gli americani, esaurite le “cartucce” in termini di tassi di interesse, potessero iniziare a svalutare la loro divisa nei confronti di quella europea come arma per curare le loro industrie più malate. Venerdì è stato approvato un piano di aiuti per le tre grandi aziende automobilistiche, ma è solo una piccola boccata d’ossigeno per sopperire alla loro mancanza di liquidità, un “sopravvivere” fino all’attuazione del drastico piano di incentivi che varerà il nuovo Presidente. Ma l’intenzione palese di salvare ad ogni costo l’industria dell’auto è servita per far recuperare il dollaro in maniera drammatica.La Sterlina inglese si è invece portata ad un soffio dalla parità con l’Euro sull’ipotesi che la Banca d’Inghilterra il prossimo 8 Gennaio 2009 possa compiere una mossa simile a quella della Fed, ovvero un nuovo abbondantissimo taglio dei tassi di interesse. Un taglio al costo del denaro, dallo 0,30% allo 0,10% è stato attuato anche dalla BoJ (la Banca Centrale giapponese). Di avviso contrario pare la BCE, Trichet si dice contrario ad ulteriori tagli, preferendo ridurre i tassi d’interesse per i depositi effettuati dalle banche presso la BCE. Tale disincentivo spingerebbe gli istituti di credito a impiegare diversamente la liquidità, dirottandola verso prestiti interbancari o finanziamenti all’impresa. Grazie mille per la solita attenzione. Spero che tali letture Vi siano state di una qualche utilità. Mail: alarocca66@gmail.com

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