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  • Rischio di commissariamento per i Comuni inadempienti

    Pubblicato il agosto 28th, 2010 Max 3 commenti

    di Massimo Greco
    La nuova normativa regionale prescrive l’obbligo per i Comuni di provvedere al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente –


    definendo la TARSU, ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità. L’inosservanza di tale obbligo costituisce grave violazione di legge e giustifica, previa diffida, la nomina a cura dell’Assessorato Reg.le alle Autonomie Locali, di commissari straordinari con la contestuale decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione.

     

    3 responses to “Rischio di commissariamento per i Comuni inadempienti” Icona RSS

    • Il problema di ENNA. «E’ sotto gli occhi di tutti la crisi politica, economica e sociale che incombe sul nostro Comune, il turismo, in particolare, è in continuo calo e pressoché privo di prospettive di sviluppo, a meno che non si inverta la rotta.
      ENNA, insomma,e lo specchio dell’Italia di oggi, dove il degrado ed il malessere regnano sovrani.
      L’ennese e le associazioni culturali utili al rinnovamento ed alla crescita della citta, per il risanamento del territorio, per la lotta alla speculazione edilizia e per il rinnovamento della burocrazia comunale e della classe politica».
      Gli sprechi di denaro pubblico. «Il costo della politica clientelare è un tarlo che sta erodendo la nostra democrazia.
      Pensiamo a quanti soldi si sprecano nel Parlamento italiano tra stipendi “d’oro”, pensioni dopo solo due anni di legislatura, viaggi e ristoranti gratis, case a prezzi stracciati, ecc.
      Lo spreco impera anche nella nostra Regione Siciliana, con novanta parlamentari inutili che approvano solo leggi di spesa parassitaria, come i milioni di euro della formazione professionale, vero e proprio baraccone politico-clientelare che non produce posti di lavoro se non per quelli che vi lavorano gestendo corsi di tutti i tipi: tutti soldi che potrebbero più utilmente essere impiegati finanziando l’apprendistato dei vecchi mestieri artigianali (falegname, sarto, ceramista, elettricista, saldatore, fabbro ferraio, ecc.) e dando la possibilità ai giovani di costruirsi un futuro imparando un’attività.
      Nella Sanità, poi, si sperperano milioni per acquistare apparecchiature destinate a rimanere inutilizzate, mentre le attese per sottoporsi alle normali analisi durano anche anni.
      E che dire delle Province, che tutti ritengono giusto abolire in quanto inutili sotto l’aspetto amministrativo, salvo poi non fare niente di tutto ciò?!
      Potrebbe essere questa un’altra soluzione per recuperare risorse e rendere, al contempo, più efficiente la pubblica amministrazione trasferendo il personale provinciale negli enti con piante organiche insufficienti, come i Comuni ed i tribunali».
      Giustizia e magistratura. «Eppure la magistratura vede poco questo sperpero.
      Ogni tanto salta fuori un’inchiesta cui viene data molta pubblicità e, magari, qualche emerito sconosciuto magistrato balza agli onori della cronaca.
      E poi cosa succede? Quel magistrato si butta in politica, l’inchiesta si sgonfia, qualcuno si becca qualche mese di carcere e tutto continua come prima, mentre i soldi non ritornano più.
      In presenza di tali evidenti ruberie, invece, non bisogna infliggere neanche un giorno di galera, ma si devono subito obbligare i rei a restituire il bottino.
      A livello nazionale, così come anche a ENNA,si propongano, pertanto, che siano confiscati i beni di tutti coloro che, nel tempo, hanno speculato sul territorio e sulle pubbliche casse, in maniera tale da restituire i soldi ai cittadini».
      Pubblici impiegati e Lavoratori Socialmente Utili. «Nei Comuni siciliani lavorano trentamila persone rientranti nella categoria “Lsu” (o ex articolisti) che, in realtà, sono lavoratori a tempo parziale, non specializzati ed assunti in barba alla Costituzione, che per accedere ai posti pubblici richiede l’espletamento di un regolare concorso.
      Questi lavoratori stanno tutti seduti dietro le scrivanie, mentre il Comune deve appaltare le pulizie e le attività manutentive a personale esterno sostenendo altre spese che si potrebbe risparmiare. Senza contare il personale di ruolo non qualificato, che non si aggiorna, che non produce progettualità e che fornisce ai cittadini servizi scadenti».
      Una classe politica inutile e sprecona. «Ogni volta andiamo a votare sperando che sia la volta buona, ovvero che si insedi una classe dirigente degna di questo nome, di alto profilo morale e culturale, che abbia una visione lungimirante della realtà capace di esprimere progettualità che non si limitino al contingente.
      Ed, invece, ci ritroviamo sempre con una classe politica assolutamente sorda e schiava dei propri privilegi e delle beghe per spartirsi la torta del potere.
      Chi ci governa, insomma, somiglia sempre più alla vecchia aristocrazia di qualche secolo fa, decadente e chiusa nei suoi palazzi a difendere il fortilizio dagli attacchi dei “villani” che chiedevano pane e lavoro.
      Ed i partiti, svuotati della loro rappresentatività sociale e politica e privi di qualunque organizzazione territoriale, sono diventati dei semplici cartelli elettorali.
      Deputati e senatori, dal canto loro, sono una classe di nominati che non cercano più neanche i voti nel loro territorio; anzi alcune volte vengono candidati in collegi dove non li conosce nessuno: una strana somiglianza con la storia del… cavallo di Caligola fatto senatore.
      Ebbene: se questi onorevoli rinunciassero (e non solo loro, ma pure tutto il sottobosco di portaborse e segretari ad essi collegato a cascata) a molti dei loro privilegi, potrebbero intanto dare un esempio di sobrietà e consentire la destinazione di quanto da loro sperperato a finalità di cui la società italiana avverte il bisogno, come la creazione di strutture di lavoro, la sistemazione delle strade e delle scuole, il miglioramento del servizio sanitario, ecc.
      Sarebbe opportuno prendere a modello gli antichi romani, per i quali le cariche pubbliche erano assolutamente gratuite e ripagate solo con l’onore nel rivestirle (ed invece, come si accennava prima, della romanità ci rimane solo il… cavallo di Caligola!)».
      Conclusioni: il materialismo causa di tutti i mali.
      «Sperpero di denaro pubblico e corruzione dilagante a fronte di fabbriche che chiudono, operai disperati che protestano sui tetti, servizi sociali inesistenti: è questo, oggi, l’apocalittico scenario con cui, a tutti i livelli, si mostra la nostra società e di fronte al quale non si riesce a fare (o non si vuole fare…) nulla.
      Alla base di tutto vi è il poco interesse per la cultura e per l’etica, fattori senza i quali si approda al materialismo più sfrenato ed al nichilismo esistenziale, dove l’“avere” si ritiene più importante dell’“essere”.
      E’ così che il “dio denaro” monopolizza la vita civile e sociale inquinando anche le menti delle giovani generazioni, in preda all’illusione che i soldi siano la chiave della felicità e lo scopo della vita anziché un mezzo per vivere».

    • che dire sono d’accordo con Gigi, anche se non lo conosco. Io però aggingerei un’altra cosa. l’indifferenza e l’assoluta passività che pervade ogni ennese come se la rassegnazione fossse l’unica strada maestra per non avere problemi. Questi piccoli uomini che ci fanno credere di avere potere e poteri sovranaturali in realtà non esistono. Esiste la nostra paura, il nostro ma cu mu fa fari a mintirni contru.. semplicemente su questo si basa il loro piccolo potere. E’ un po come la storia del bullo. Il bullo si regge dal gruppo. smontato il gruppo il bullo finisce con il non avere più nessun potere anzi diventa ridicolo e forse non lo sono anche i nostri piccoli politici che amministrano la nostra città? Alle volte mi sembrano tante veline che pur di apparire in qualsiasi mezzo stampa sono disposti a dire qualcosa (anche senza senso)purchè compaiano a fari chi non lo so. Proporrei una rivoluzione morale e poi una effettiva dove si cambia tutto sul serio. Persone cose e mentalità. Dove al primo posto metterei il benessere di Enna le cose giuste da fare non quelli convenienti per qualcuno (c’è na bella differenza) decisioni anche impopolari ma che siano a beneficio della città,. Questo forse un giorno permeterebbe ai nostri figli di non andare via o di vergognarsi di vivere ad Enna. Lavoriamo di più e chiacchieriamo di meno (mi rivolgo ai politici) Almeno anche per la loro carriera politica avere raggiunto oltre alla gratificazione monetaria almeno quella di vere risolto qualche problema in più è già un risultato. In questo momento sono solo delle persone dai lauti guadagni da mantenere al che mi da molta noia…Preferirei fare del bene ai poveri
      Cittadina Ennese indignata

    • che dire sono d’accordo con Gigi, anche se non lo conosco. Io però aggiungerei un’altra cosa. l’indifferenza e l’assoluta passività che pervade ogni ennese come se la rassegnazione fossse l’unica strada maestra per non avere problemi. Questi piccoli uomini che ci fanno credere di avere potere e poteri sovranaturali in realtà non esistono. Esiste la nostra paura, il nostro ma cu mu fa fari a mintirni contru.. semplicemente su questo si basa il loro piccolo potere. E’ un po come la storia del bullo. Il bullo si regge dal gruppo. smontato il gruppo il bullo finisce con il non avere più nessun potere anzi diventa ridicolo e forse non lo sono anche i nostri piccoli politici che amministrano la nostra città? Alle volte mi sembrano tante veline che pur di apparire in qualsiasi mezzo stampa sono disposti a dire qualcosa (anche senza senso)purchè compaiano a fari chi non lo so. Proporrei una rivoluzione morale e poi una effettiva dove si cambia tutto sul serio. Persone cose e mentalità. Dove al primo posto metterei il benessere di Enna le cose giuste da fare non quelli convenienti per qualcuno (c’è na bella differenza) decisioni anche impopolari ma che siano a beneficio della città,. Questo forse un giorno permeterebbe ai nostri figli di non andare via o di vergognarsi di vivere ad Enna. Lavoriamo di più e chiacchieriamo di meno (mi rivolgo ai politici) Almeno anche per la loro carriera politica avere raggiunto oltre alla gratificazione monetaria almeno quella di avere risolto qualche problema in più è già un risultato. In questo momento sono solo delle persone dai lauti guadagni da mantenere al che mi da molta noia….Che vadano loro via da questa città che l’attanagliano mettendola in un immobilismo assoluto non facendola crescere e sviluppare come dovrebbe solo perchè qualcuno non viene accontentato o perchè il più forte e prepotente deve moonopolizzare tutti, che vadano a giocare ai soldati da un altra parte. Noi rivogliamo Enna e gli ennesi che si svegliano da questo torpore narcotizzante che dura fin da troppo tempo.
      Cittadina Ennese indignata


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