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  • I Petri ca Addumunu rievocano le “lamentanze” per la morte del Cristo

    Pubblicato il aprile 10th, 2009 Max Nessun commento

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    di Laura Bonasera
    Ritornano ad Enna, dopo anni di assenza, le “lamentanze”: canti polifonici con i quali si racconta la Passione di Cristo seguendo testi tramandati oralmente da padre in figlio.

    Alcuni di questi, come “Vitti passari na cavalleria” (canto del tardo medievo sulle sofferenze di Gesù) “Maria ittò na vuci”, “Lamentu e morti di Jesus Redenturi” e ancora “Quannu la Madunnuzza nutricava” recuperati, scritti o riarrangiati dal gruppo ennese di musica popolare ed etnica i “Petri ca Addumunu” hanno accompagnato i riti di preparazione alla solenne processione del venerdì santo, iniziati alle 8 del mattino dai confrati del Santissimo Salvatore che, coordinati dal Rettore Gaetano Di Venti, si sono riuniti a porte chiuse nella piccola chiesa del quartiere storico. Presente anche l’occhio curioso delle telecamere di “Turisti per caso”, la trasmissione di Raitre condotta dalla simpatica coppia di viaggiatori Syusy Bladi e Patrizio Roversi.


    Guidato dallo storico dell’arte Rocco Lombardo, il conduttore Patrizio Roversi ha voluto prima intervistare i cantori e musicanti di strada Antonella Barbera, Davide Campisi e Vittorio Ugo Vicari
    Sui motivi che spingono i giovani d’oggi a recuperare antiche tradizioni musicali: “E’ un modo per recuperare un’identità – hanno risposto i Petri ca Addumunu – Abbiamo sentito la necessità di fare dei passi indietro nel tempo per scoprire il futuro. E lo facciamo stando per strada, come i “caminanti”, seguendo i rituali popolari scanditi dal calendario: a maggio le serenate sotto i balconi, a natale le novene per le case e le strade. E quest’anno per la prima volta, anche le lamentanze per la settimana santa, tra l’altro assenti nel capoluogo ennese da anni”.

    Mentre i confrati e il Rettore organizzano gli ultimi dettagli prima di dare inizio al rito della scopertura del Cristo, ancora avvolto da un lenzuolo di lino bianco, il conduttore s’intrattiene in sagrestia e ascolta un’anticipazione dei brani assieme al sindaco di Enna, Rino Agnello e gli assessori Tonino Palma e Claudia Cozzo. “Esistono due tipi di musica – ha commentato alla fine dell’esecuzione de i Petri ca Addumunu Patrizio Roversi  –  C’è quella che non fa venire i brividi e quella che invece li fa venire. Io ho i brividi”.

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