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  • I Petri ca Addumunu in concerto con “Stajuni”

    Pubblicato il Dicembre 27th, 2008 Max 1 commento

    di Laura Bonasera
    Si è concluso il giorno di Natale il tempo delle novene. I suoni e i canti del repertorio tradizionale siciliano, arrangiati originalmente dal gruppo ennese di musica etnica e popolare I Petri ca Addumunu hanno tessuto le lodi al Bambin Gesù anche il 25 dicembre, giorno di festa. Davanti all’effige del Bambino posta nella chiesa del quartiere storico degli “Svintuliati”, ovvero di San Pietro, e nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Pergusa, i tre cantori hanno concluso l’itinerario tra le case e le chiese dei quartieri di Enna e Calascibetta, iniziato martedì 16 dicembre. Domani alle 20, nella piccola chiesa dell’Addolorata di Enna, immersa tra le botteghe dello storico mercato Sant’Antonio, Antonella Barbera (fiati, voce), Davide Campisi (tamburi a cornice, voce) e Vittorio Ugo Vicari (chitarra battente, voce)  ritorneranno con un omaggio musicale al trascorrere del tempo in Sicilia, al susseguirsi delle stagioni. Stajuni, è pertanto il titolo del concerto de I Petri ca Addumunu, presentato nell’ambito del cartellone di eventi “Sotto la buona stella del Natale ennese” promosso dal Comune di Enna, e organizzato dall’associazione “Athena” in collaborazione con il Cscp “I Caminanti”. Stajuni, è il secondo lavoro de I Petri ca Addumunu, dopo lo spettacolo omonimo lavoro discografico d’esordio dal titolo Cuccurucuntu, cantari e cuntari all’usu anticu, Napoli, TerreInMoto, 2007.

    Stajuni. Come delle quattro stagioni in un anno, e come pure dell’estate da noi cosiddetta è opera dedicata al trascorrere del tempo in Sicilia. Mescola suggestioni personali a memorie del passato spesso perdute, ma che a tratti ostinatamente rimangono col passare del tempo, sopravvivono alla “scomparsa delle lucciole”, amara lezione pasoliniana. Non è mai stato facile dirsi siciliano. Forse più che in altre regioni d’Italia il senso dell’appartenenza è marcato. Brandelli di cultura tradizionale permangono ostinatamente e s’infiggono nell’anima di chi ancora gira, curioso, per le campagne, per le feste rionali o patronali, tra i luoghi e tra le forme di lavoro più arcaici. Vi è un carattere isolano con cui fare i conti, ed il siciliano si accorge che esso gli cova dentro solo quando va via per studio o per lavoro. Allora la memoria inizia a vomitare ricordi, addolcisce le asperità di una terra altrimenti canaglia e modella una forma sentimentale che non riesce più a fare a meno del suo archetipo: l’isola delle coste, delle montagne, dei vulcani, dei romitaggi, delle timpe e dei calanchi, l’Isola devota, l’Isola santa.

    “A quell’Isola – noi Petri ca Addumunu – ci appelliamo cantando. Pur consapevoli del leviatano che ci cova dentro, facciamo Ciclope con un occhio solo, emigrante di ritorno col chitarrino in mano, carta di morto appiccicata al muro, ramo di pesco che fiorisce, coppo di carta pieno di niente”.

    Stajuni andrà in scena anche stasera, alle 22 al Mamamia Club di Caltanissetta, vicolo Trabonella n.1(traversa di corso Umberto)

     

    1 responses to “I Petri ca Addumunu in concerto con “Stajuni”” Icona RSS

    • Amore per la propria terra, le proprie tradizioni, valori e tanta professionalità; questo si respirava, si toccava con mano al concerto tenutosi nella chiesa dell’Addolorata. Un viaggio nel tempo e nel susseguirsi delle stagioni con l’ottica di chi, amando il passato, vuole costruire in maniera solida il futuro, conservando un patrimonio alle future generazioni. Come ennesi dovremmo essere orgogliosi di questi professionisti…


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