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  • I paradossi dell’Ospedale Umberto I°

    Pubblicato il agosto 25th, 2007 Max 14 commenti

    di Sergio Trapani
    Spesso si è portati a pensare, per esperienze vissute o per luoghi comuni, che la struttura sanitaria ennese non sia all’altezza del proprio compito da svolgere.In questi giorni ho vissuto l’esperienza dolorosa della perdita di mia moglie a causa di un tumore incurabile. Cinque mesi d’inferno che hanno coinvolto lei in prima persona e tutta la famiglia in una angosciante lotta senza speranza.

    In tutto questo periodo ho avuto modo di poter “vivere” il reparto oncologico dell’Ospedale Umberto I° di Enna, rimanendo a stretto contatto con tutto il personale che vi presta servizio. Subito è emersa la grande professionalità di chi opera in una struttura mortificata da scelte aziendali. Locali angusti e spazi ristretti. Senza la possibilità di poter vedere il sole o la luna. Eppure ho visto medici, infermieri e ausiliari prodigarsi senza orario nelle cure dei loro pazienti, trasmettendo la loro grande passione e umanità a dei malati “particolari”.

    A tutti loro voleva andare il mio personale saluto e ringraziamento per tutto l’affetto, le cure e le attenzioni che hanno dato a mia moglie, regalandole negli ultimi mesi di vita un’esistenza dignitosa.

     

    14 responses to “I paradossi dell’Ospedale Umberto I°” Icona RSS

    • Condivido perfettamente il pensiero dell’amico Sergio, del resto solo chi vive dall’interno queste angosce può veramente immedesimarsi e comprendere il significato di determinati valori…..

    • E’ bello sapere che in mezzo a un dolore così lancinante ci sono persone che riescono a vedere ciò che li circonda.
      In questo caso amore per la propria professione e le persone che soffrono.
      Tenzo

    • Da diversi anni si assiste ad un aumento esponenziale di casi di tumori in tutta la provincia di Enna. Non c’è persona con cui si parli che non racconti di una sua personale esperienza con questa malattia. Ormai siamo quasi ad una persona colpita ogni famiglia. Eppure attorno a questa problematica si registra un silenzio “assordante”. Silenzio da parte delle istituzioni. Mettiamo da parte Pasquasia e l’alone di mistero che gravita attorno a questa vicenda. Ma è ormai certo che qualcosa nel nostro territorio non và. Siamo una provincia che per la sua connotazione geofisica e per la sua storia è rimasta tagliata fuori dai processi di insutrializzazione e dai suoi conseguenti inquinamenti. Per qesto motivo la nostra provincia è una terra ancora vergine. Però è innegabile che il problema esiste. Ma nonostante tutto non si hanno traccia di registri dei tumori, di sati numerici che potrebbero tracciare una mappa dettagliata delle patologie presenti. E attorno al problema serio non un rappresentante politico (a parte Villarosa) sente il dovere di iniziare una battaglia che riesca a sensibilizzare l’intera opinione pubblica. Ogni anno si spendono centinaia di migliaia di euro in consulenze e incarichi che spesso non sono altro che restituzioni di favori o incomprensibili studi che non portano ad alcuna ricaduta positiva sul nostro territorio. Sarebbe invece opportuno incaricare un centro di studi e di ricerca specializzato,che in sinergia con gli operatori sanitari traccino una mappa dettagliata dell’espandersi delle patoloie tumorali e soprttutto che spieghino alla popolazione se il nostro territorio risulta particolrmente inquinato da “qualcosa”.
      Questo blog è letto e partecipato da numerosi esponenti politici locali. Spero che possa crescere una maggiore sensibilizzazione politica di fronte a questa malattia che non rispramia ceti sociali e soprattutto colori poltici.

    • Ho provato a sensibilizzare attraverso questo blog la sensibilità di qualche esponente politico riguardo il problema Tumori. Nonostante siano aumentati i casi in maniera spropositata rispetto ad alcuni anni fa, devo constatare che pochi o forse nessuno hanno intenzione di prendere a cuore questa battaglia. Credo neanche i cittadini. Eppure non capita di rado ascoltare le paure della gente e le loro tristi esperienze. Le gente legge e lo fa anche con attenzione. Questo sito è magnificamente partecipato e fa sicuramente piacere constatare che non tutto in questo paese è qualunquismo. Che poi ognuno abbia le sue idee politiche è anche meglio perchè significa partecipazione democratica. Attraverso questo Blog e attraverso Liberamente ho pensato, se il mio amico Massimo me lo permetterà, di iniziare una mia personale battaglia di sensibilizzazione riguardo questo drammatico problema.

    • E come potrei, proprio io, non permetterti di iniziare una specifica battaglia di sensibilizzazione sul problema dei tumori????

    • Non ho più fiducia nella classe politica locale. Non se ne può avere. I fatti non possono smentire questa mia affermazione. Liberamente è pieno esempi. Neanche le uscite propagandistiche sull’università mi convinceranno. Semmai nel lungo periodo, ma spero vivamente di sbagliarmi, i fatti ed i risultati la confermeranno.
      E’ da questa sfiducia che nasce la proposta di costituire un organismo, un comitato, che si faccia carico di intervenire fattivamente per raggiungere gli obiettivi utili e necessari per capire, arginare e fronteggiare questa, per il momento, presunta emergenza tumori.
      L’idea è concentrare su base provinciale e se il caso interprovinciale le volontà e le risorse necessarie. La nostra non è, non può essere e non deve essere una battaglia di campanile.
      L’idea è attivare motu proprio anche mediante autofinanziamento gli strumenti necessari ed utili.
      L’idea è in altre e più succinte parole creare un organismo che si sostituisca agli apparati burocratici incapaci di intervenire ed insensibili.
      Il primo Registro Tumori ad operare in Italia è stato quello di Varese nel 1976. Trentanni fa. Dal 1980 opera a Ragusa. Nella nostra provincia ancora stiamo ad aspettare.
      Non si può infatti prescindere da uno strumento così importante per indagare sulle cause dei tumori. Non si può perchè sarebbe sbagliato ipotizzare l’origine delle cause solo in base a supposizioni. Per individare in maniera scientifica le cause occorre conoscere i dati epidemiologici ed il registro tumori può essere utile allo scopo.
      Come può essere utile monitorare l’emissione di radiazioni nel territorio ed individuarne il tipo e l’origine.
      Un gruppo di amici di Piazza Armerina sta lavorando per raggiungere questo obiettivo. Siamo pronti ad aggregarci a chi è avanti a noi nei lavori. Siamo lieti di accogliere adesioni e proposte. Per questo abbiamo attivato un indirizzo email: noradiazioni@gmail.com ed un blog: noradiazioni.blogspot.com.
      Patrizio Roccaforte

    • Patrizio ho provato a contattarti sull’indirizzo e.mail che ho trovato sulla Sicilia ma mi dice che l’indirizzo è errato. Io non lo so se una spinta prpulsiva l’ho data io con l’articolo su Liberamente, perchè dopo di esso ne sono seguiti altri sulla Siclilia. Non m’interessa questo aspetto. Sono comunque contento che su questo problemac’è l’attenzione di molta gente. Visiterò presto questo blog. Visto che la classe politica di questa provincia è completamente insensibile a questo problema, avevo intenzione attraverso Liberamente e il suo Blog di intraprendere una battaglia personale su questa assenza di sensibilità e soprattutto di informazioni sulla problematica TUMORI.
      Sono interessato a qualsiasi iniziativa. la mia e.mail è jorse1964@tin.it. Cumunque penso di conoscerti, almeno guardando la foto sulla Sicilia.

    • Questo l’indirizzo email di Patrizio:
      noradiazioni@gmail.com

    • Sembra che grazie a Liberamente si sia finalmente apertauna discussione sul problema dei tumori e sulla diffusione in termini numerici sul nostro territorio. Sindaci di qualche comune, Medici, rappresentanti della società civile si interrogano su quelle che possono essere le motivazioni di un così tanto aumento delle patologie neoplastiche in relazione alla “povertà” del nostro territorio”. Continuiamo a sollecitare l’Istituzione del Registro Tumori. Continuiamo a mantenere alta l’attenzione su questo problema socio-sanitario. Diamo voce ai cittadini e a quanti da tempo, si battono in tal senso. E soprattutto cerchiamo coesione d’intenti nel sensibilizzare organi politici e non, a cercare di dare una risposta agli interrogativi che da anni rimangono senza risposta. La Provincia di Enna è un territorio inquinato?

    • a proposito della sensibilizzazione al problema dei tumori, ritengo utile segnalare che:

      Il dott. Tullio Simoncini.

      Laureato in medicina e chirurgia, specializzato in diabetelogia e malattie del ricambio e con una laurea anche in filosofia, ha elaborato una sua teoria sul “male del secolo”. Il dottore che ha partecipato a diverse conferenze e dibattiti è stato, tra l’altro, relatore al convegno “Firenze-Medicina 2000” (18-19 settembre 1999) e al “Congresso Internazionale di Oncologia” di Treviso (15-16-17 ottobre 1999). Invitato a varie trasmissioni televisive di tv private, ha dibattuto le problematiche della medicina ufficiale e di quella alternativa e ha esposto le sue teorie sul cancro. Ha partecipato a importanti conferenze e in quella del 4 marzo 2000 svoltasi a Perugia, era presente come relatore anche il Prof. Luigi Di Bella. Simoncini è presidente di un comitato composto da 30 medici che attua e ricerca su tutto il territorio terapie alternative.

    • mercoledì ho partecipato, seppur brevemente, all’assemblea d’istituto del Liceo Linguistico di Enna. Ho visto una platea attenta e appassionata ascoltare con interesse discussioni inerenti la problematica tumori e l’aumento dei casi nella nostra provincia. I giovani devono essere il vero motore di una società. I ragazzi presenti mi hanno trasmesso una enorme sensazione positiva. Il preside e i loro docenti devono essere fieri dei loro alunni.

    • Nel lontano 1992, il pentito Leonardo di Messina di San Cataldo segnalò che la miniera di Pasquasia era stata chiusa solo ed esclusivamente per dar la possibilità a (?), di scaricare scorie radioattive all’interno delle gallerie… Tutti sanno ma nessuno interviene… L’alta percentuale di tumori ed il continuo aumento di casi in provincia di Enna può essere stato causato da questo legale/illegale stato di fatto?? Un saluto al forum.

    • Dopo l’ondata emozionale degli anni 80 quando le associazioni ambientaliste riuscirono a coinvolgere i cittadini, tutto è tornato in un pericoloso torpore. Si muore di tumore e si muore di più. Ribadisco un concetto: senza numeri non si può fare statistica. Senza il Registro Tumori non si possono trascivere numeri. Non si potà mai capire che incidenza possono avere i diversi tipi di tumore, compresi quelli che nascono da cause ambientali, o che quantomeno possono essere ad esse ricondotte. Le istituzioni sono assenti. La cosiddetta società civile è assente. Le associazioni ambientaliste sono assenti. Colpevolmente, sull’assenza del registro e sull’assenza della ricerca di verità. La gente ha paura. Siamo di fronte ad una malattia che sembra quasi epidemica. Ma purtroppo non lo è.

    • Piccolo sunto di un articolo di Umberto Veronesi publicato sull’espresso qualche settimana fa.
      “Che relazioni ci sono tra l’ambiente esterno e il nostro stato di salute? E’ vero che molte malattie, il cancro per primo, dipendono da lesioni del DNA provocate da cause ambientali?…..Penso che nell’era del genoma dobbiamo assolutamente capire in che modo l’ambiente esterno agisce sul nostro patrimonio genetico e quali rischi ci sono……..All’inizio del XX Secolo solo tre persone su cento morivano di cancro,mentre oggi sono diventate 35……. Tuttavia la causa va ricercata anche nella presenza di molte sostanze cancerogene nell’ambiente in cui viviamo……Oggi si parla di modello di sviluppo sostenibile, cioè tale per cuila società sia in grado di sostenerne le conseguenze, e si disegna un processo d’industrializzazione consapevole dei limiti oltre i quali è troppo rischioso procedere, perchè viene messa a repentaglio la salvaguardia dell’uomo e del suo habitat. Ma l’ambiente, dal punto di vista della salute, non èsoltanto l’aria che respiriamo, la città con le isole pedonali, il verde urbano. Ambiente, nella dinamica oncologica, è un concetto più ampio che comprende tutto il nostro vivere: il cibo, l’acqua,il vestiario, gli stessi farmaci con cui ci curiamo.

      Adesso una piccola riflessione. In Italia solo poco più del 2% sono le persone impegnate nella ricerca. In Europa e non parliamo dell’America sono più del 6%. Mancano i fondi. Si preferisce finanziare missioni di pace che poi sono guerre per tutelare interessi altrui.
      IL CANCRO E’ UN PROBLEMA SOCIALE CHE INVESTE TUTTI.
      DIAMO UN CONTRIBUTO ALLA RICERCA.


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