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  • I fucili di Bossi

    Pubblicato il agosto 28th, 2007 Max 1 commento

    di Giampiero Cortese
    La frase di Bossi circa la minaccia sull’uso del fucile ha fatto stracciare le vesti a tutta la sinistra “istituzionale”, fino al Colle, che invita ad abbassare i toni, mentre altri si preoccupano per i rischi per la democrazia e per una eventuale mionaccia terroristica.
    Mi fanno ridere, per un verso, i soloni di sinistra con queste reazioni spropositate rispetto ad una delle tante goliardate da comizio con le quali Bossi, che ci ha ormai abituati al suo eloquio non proprio politicamente corretto ma certo molto efficace.
    Cane che abbaia non morde, dice un proverbio, mentre è a sinistra si che si morde sul serio, perché è a sinistra che maturano le operazioni criminali, come l’assissinio del Prof. Marco Biagi, legittimato istituzionalmente da un parlamentare no global, vero terrorista di pensiero e forse anche di azione. Bossi si diverte per un verso e per l’altro ci fa sorridere e tutti noi di centro-destra dovremmo difenderlo un pò di più, invece di apparire imbarazzati alle sue sparate, perché non fanno male a nessuno ma arringano le folle, dicono alla nostra gente quello che in fondo vuol sentirsi dire e, soprattutto, portano consenso alla nostra parte politica. Non c’è bisogno di additare agli italiani la fallimentare politica economica, il depauperamento delle famiglie, la perdita di prestigio internazionale dell’Italia, le infrastrutture che non partono e tutti gli altri danni del governo Prodi, è sufficiente stigmatizzarne le reazioni alla colorita ed inoffensiva frase di Bossi per far capire al popolo che questi invasori del potere prima smontano dal potere e meglio è.

     

    1 responses to “I fucili di Bossi” Icona RSS

    • Il pregiudicato Umberto Bossi (già condannato per corruzione, nel suo palmares giudiziario figurano anche i reati di attentato alla Costituzione e all’Unità dello Stato, per non parlare dell’oltraggio a quella Bandiera che il senatur vorrebbe sostituire alla carta igienica!) non è nuovo a certe sparate verbali e per quanto il suo eloquio sui generis provochi ribrezzo e indignazione, non meraviglia più di tanto, soprattutto perché è espressione di un certo modo di intendere la politica che si mantiene a galla e fa parlare di sé solo grazie a personaggi come il caimano e la compagnia degli alligatori legaioli che continuano indisturbati ad infestare con la loro ingombrante presenza la palude italiota.


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