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  • I costi della politica: l’inutilità di tanti assessori

    Pubblicato il ottobre 26th, 2007 Max 7 commenti

    di Massimo Greco
    Fra le tante cose che si possono fare per ridurre i costi della politica vi è quella che prevede la riduzione degli assessori nelle giunte comunali e provinciali. Il legislatore, per la verità, già al tempo in cui varò l’elezione diretta del Sindaco, si pose il problema dell’assessore, considerandolo un semplice collaboratore da nominare su base fiduciaria. Una sorta di tecnico che avrebbe dovuto aiutare il sindaco, unico responsabile politico di fronte agli elettori che lo hanno suffragato direttamente. Ma dopo i primi anni di sperimentazione i partiti politici, ripresisi dopo le bordate di tangentopoli, hanno rimesso le mani nella gestione della cosa pubblica locale, designando assessori con chiare connotazioni partitiche e con altrettanto chiare deficienze professionali. Ciò nonostante, la figura dell’assessore è rimasta ingombrante e sconsiderata dalle normative che nel tempo si sono occupate di enti locali. Vi siete mai chiesti perché gli assessori non firmano nulla?

    Semplice, perché non hanno alcun motivo di esistere se non in forma collegiale (cioè sottoforma di giunta). L’assessore è infatti “stritolato” dal Dirigente, a cui la legge demanda la gestione amministrativa dell’Ente, e dal sindaco, che oltre ad avere la legittimazione politica, firma una serie di atti di esclusiva competenza monocratica. Nemmeno è ipotizzabile che il sindaco possa delegare proprie competenze all’assessore. L’istituto della delega era, infatti, presente nell’ordinamento locale prima della riforma della legge 142/90, che non lo ha mai disciplinato. In quel sistema, la delega era legittima, perché la legge la prevedeva espressamente. Nell’attuale ordinamento, deleghe del sindaco agli assessori appaiono del tutto difformi al sistema di assestamento delle competenze degli organi di governo locali, introdotto dalla legge 81/93 (in Sicilia L.r. n.7/92) e confluito nel Testo Unico. La legge 81/93 ha, infatti modificato in modo rilevante i ruoli ed i reciproci rapporti tra sindaco, giunta ed assessori. D’altra parte, all’abrogazione definitiva delle norme antecedenti alla legge 142/90 che ammettevano la delega tra organi di governo locale, non ha mai fatto seguito la reintroduzione del potere di delega. Anzi, nel disegno di legge che poi condusse alla legge 81/93 era stata inizialmente inserita la delega del sindaco all’assessore, per poi essere espunta.
    Pertanto, una riduzione, anche traumatica, del numero degli assessori, non solo non darebbe all’occhio, ma risulterebbe salutare per le casse pubbliche del nostro Paese.

     

    7 responses to “I costi della politica: l’inutilità di tanti assessori” Icona RSS

    • Ad Enna in particolare non si sentirebbe proprio la mancanza di assessori.. Enna, una città da guardare negli occhi, ma non solo gli occhi del sindaco ma anche quelli degli assessori.. Non vedete com’è cambiata la nostra amata città??? COMPLIMENTI, ma sono sicuro che l’ultimo ingresso in giunta sarà determinante nell’amministrazione… AUGURI!!!

    • Finalmnete si sentono discorsi seri , inoltre aggingo che molti amministartori non sanno quale siano le loro competenze e non si sforzano di comprenderle attraveso lo studio e l’aggoirnamento, vocaboli sconosciti per quest’ultimi.

    • Sindaco Agnello se ci sei batti un colpo………

    • Alzi la mano chi non ha mai pensato che “…forse prima il mondo era migliore…”

      Ci siamo ormai abituati, e forse anche assuefatti, a parole ed espressioni fino a pochi anni fa pressoché ignote. Nuovi lemmi e nuove locuzioni — spesso figlie delle nevrosi collettive — si sono introdotti prepotentemente nel lessico comune. Termini e definizioni come “SARS”, “encefalopatia spongiforme bovina”, “afta epizootica”, “organismi geneticamente modificati” (OGM), “allevamenti intensivi”, “pollo alla diossina”, “morbo della mucca pazza”, “uova agli antibiotici”, “animali dopati”, “steroidi anabolizzanti”, “peste bovina”, “influenza aviaria” (di polli e volatili in genere) “fettine al boldenone”, prione (particella infettiva proteica), acrilammide, policlorobifenili (PCB diossinosimili), alto rischio di epidemia, allarme di “pandemia universale”, “cromo esavalente”, “buco di ozono”, diossina, “effetto serra”, “impatto ambientale”, desertificazione, “allarme biodiversità”, “ecosistemi a rischio”, “scioglimento dei ghiacciai, “inquinamento elettromagnetico”, “contaminazione ambientale”, “sviluppo eco-sostenibile”, “indice di biodegradabilità”, ricorrono ordinariamente.
      Sta di fatto che questo tipo di globalizzazione ci sta suicidando e che le persone cominciano a essere stanche di non avere le idee chiare sulla genesi di questa follia collettiva, sulla fonte del propellente e sui meccanismi del propulsore che incessantemente la alimenta. Ma se da una parte questi elementi risultano ad alcuni incomprensibili dall’altra moltissimi iniziano a capire che questa incessante abbondanza di novità da conoscere e usare ha un unico obiettivo, moltiplicare i bisogni inutili per obbligarci a spendere oltre ogni limite… ma si sta giocando con le tragedie del mondo! Le regole cambiano con velocità impressionante e insieme a loro i prodotti da consumare voracemente: automobili, computer, telefoni cellulari, play-station, palmari, pay-TV ed elettrodomestici di ogni specie, sono solo facili esempi di omologazione strategica, di sollecitazione alla cupidigia. I benestanti occidentali… che strana gente siamo… una generazione di insaziabili bulimici, malati di possesso, che ingoiano ogni cosa che trovano (o che gli impongono) e poi la vomitano su ciclopiche montagne di rifiuti!

    • salvatore di mattia

      Questa è una città fantasma. Fantasmi sono coloro che ci governano e fantasmi siamo noi cittadini. I primi perchè abituati ormai a governare (se così si puo’ dire) senza tener conto delle esigenze della città e del “bene comune” . I secondi perchè abituati ad un voto alla persona (che promette) e non ad un programma ben preciso, e da tenere sotto controllo. Se considerassimo che la città è un valore per tutti già sarebbe un passo avanti. Questi servizi hanno un costo (compreso quello politico-gestionale) che deve essere ripartito tra i cittadini. E i costi vanno contenuti,per quanto possibile, non aumentati per qualsiasi motivo. Ma questo non interessa a nessuno. PErchè ognuno di noi è abituato ormai a pensare solo a se stesso. Controllare la gestione della città non interessa a noi cittadini, perchè il bene di tutti non è il “nostro bene”. Ciò riguarda il numero e il costo degli assessori e tutto il resto della gestione della città. E poi una città fantasma non ha bisogno di chi la gestisce

    • Questa città è come la sonnolenta cittadina di N. nel romanzo di Gogol’ LE ANIME MORTE. Assenza di amore, di sentimenti, di felicità. Assenza di un’autentica vita. Assenza di vita morale che assimila molti abitanti al regno minerale.Sono anime morte proprio perchè sono prive di prospettive, di spranza, fissati nella loro ipocrisia.

    • “La luce è più veloce del suono. Per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non parlano”


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