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  • “Ho stima di Cuffaro”

    Pubblicato il ottobre 15th, 2007 Max 13 commenti

    On. Silvio Berlusconi

     

    13 responses to ““Ho stima di Cuffaro”” Icona RSS

    • No comment…

    • Stendiamo un velo pietoso…………………

    • Sono certo che Cuffaro riuscirà a dimostrare la sua innocenza, tuttavia nel caso di condanna un problema politico ci sarà e andrà affrontato dalla forze politiche di maggioranza.

    • Cuffaro da troppi anni risulta coinvolto in vicende giudiziare che si occupano di mafia. Ovviamente si dovrà aspettare la sentenza. Sino ad allora non c’è colpevolezza. Ma mi sembra ridicolo, ogni volta, parlare di complotto dei magistrati. Attendiamo la sentenza, anche se purtroppo questa è una terra che per descriverla basta una frase dei Beati Paoli….”In questa terra può venire chiunque, un nuovo Re, un nuovo Governatore….tanto a muovere le fila sarà solo che vive nell’ombra, chi muove i fili….come un Puparo!”

    • …eh quella televisione!!!

    • L’hai visto anche tu?
      Ma indipendentemente dal film la frase racconta una grossa verità siciliana.

    • C’è, nel Paese chiamato Italia, un’incredibile vicenda di politica e di mafia che molti conoscono, ma di cui nessuno parla.. Accade in Sicilia, nei palazzi del potere, della politica, dell’imprenditoria. E ha per protagonisti il politico più amato e votato dell’isola, Totò Cuffaro da Raffadali, e l’imprenditore più ricco e influente di Sicilia, Michele Aiello da Bagheria. Comprimari, in questa storia dove un ruolo centrale è giocato da Cosa nostra, non sono picciotti, pecorari, killer, ma stimati medici, irreprensibili professionisti: borghesia mafiosa, mai come oggi visibile nella trama sociale e criminale della Sicilia.
      Questa, è chiaro, è una storia siciliana. Ma pone, come vedremo, un grosso problema anche alla politica nazionale: perché Totò Cuffaro, presidente della Regione e numero uno dell’Udc nell’isola, è l’azionista di maggioranza del partito di Casini, Follini e Buttiglione, che senza i voti raccolti in Sicilia da Cuffaro non potrebbero, a Roma, stare seduti dove sono. D’altra parte, qui è in corso una competizione durissima, come vedremo, tra Udc e Forza Italia, in lotta tra loro per conquistare il centro – in tutti i sensi – della scena politica.
      Ma procediamo con ordine: questa storia, come tutte le storie siciliane, è complicata, dunque per non perdersi è necessario innanzitutto conoscerne personaggi e interpreti. Cuffaro e Aiello, protagonisti assoluti, li abbiamo già introdotti sulla scena. Il primo è un medico radiologo diventato politico straripante e infine presidente della Regione, dopo aver dimostrato sul campo di essere una macchina acchiappavoti, abilissimo a costruire consenso, tanto da aver saputo creare dal nulla, appunto, l’Udc, che qui è forte come in nessun’altra parte d’Italia (ha un quarto delle tessere e otto deputati su quaranta nazionali).
      Al Nord è arrivata solo la leggenda di Totò Vasa-Vasa (Bacia-Bacia), per via dell’incredibile numero di mani che riesce a stringere e di baci che riesce a regalare nei suoi viaggi in giro per la Sicilia. Meno noto è un altro dei suoi soprannomi, “cioccolatino” (così veniva chiamato in vecchie intercettazioni telefoniche). E ancor meno conosciuta è la leggendaria dote delle sue agende, in cui sono memorizzati migliaia di nomi, e la sua mostruosa capacità di conoscere persone, incontrare gente, ricordare volti e nomi: per tutti ha la parola giusta, per ciascuno il saluto personalizzato, il ricordo preciso, la promessa da mantenere. Migliaia di richieste, grandi o minute, gli arrivano, personalmente o attraverso la sua segreteria. A tutte risponde, esaudendo le preghiere e dispensando miracoli.

    • Clamorosa l’indagine di Messina sullo smaltimento rifiuti: è accusato di aver divulgato notizie riservate sugli appalti. Del resto, Cuffaro è anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia. Da uomo trasversale qual è, Totò a Messina non si è smentito: è indagato insieme a uomini della sinistra, gli “imprenditori rossi” Gulino e l’On. dei Ds Mirello Crisafulli.
      Ma pochi hanno ritenuto scandaloso che il presidente della Regione sia indagato per mafia. Pochissimi hanno rilevato che già le ammissioni fatte (“Con Aiello abbiamo parlato solo del tariffario”) siano gravissime. La vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Angela Napoli di An, ha chiesto le dimissioni di Totò, ma è stata subito smentita anche dai leader del suo stesso partito.
      Dell’affaire Cuffaro la politica non si cura. Non se ne cura il suo partito, solitamente così giudizioso a Roma. Non se ne curano i più alti esponenti dell’Udc, il presidente della Camera Pierferdinando Casini, il segretario Marco Follini, il ministro Rocco Buttiglione. Ormai la mafia non indigna, l’antimafia non appassiona. Un investigatore di Palermo dice, con un sorriso amaro: “La situazione è migliorata. Ieri si diceva: “La mafia non c’è”. Oggi si dice: “La mafia c’è stata””. Quanto a lui, Totò Cuffaro, dopo avere a suo tempo difeso dalle “mascariate” il suo amico e maestro Calogero Mannino, ora difende se stesso. Anche candidandosi alle elezioni europee: un seggio a Strasburgo vuol dire immunità.

    • L’On. Follini che hai richiamato per la 2° volta non è più nelle file dell’UDC. Ma questo, mi rendo conto, non cambia la sostanza delle tue osservazioni.

    • Brava Stefania, attenta osservatrice, e coraggiosa,Coraggiosissima nel riferire. E’ chiaro che dalle sue attente valutazioni emerge una situazione scandalosa che ci riguarda da vicino: Chi era Il vice PRESIDENTE all’ARS all’epoca in cui… nacque Enna Euno ATO? E perchè la nostra magistratura che aveva intuito un “intrecio” non è andata avanti di un passo? Riflettete gnte, riflettete, ed accodatevi al nuovo (si fa per dire) Pd. Ormai altro che antipolitica. . . non mi scandalerei se l’Italia diventasse anarchica. Ho detto troppo. Dobbiamo dare ascolto a chi (per senso di civismo, Sic.) invita i cittadini a pagare le bollette?
      Si faccia chiarezza una buona volta, poi vedremo! Non so come mi finirà adesso, a causa di questo mio sfogo. Per ora mi sento… libero di dire anche la mia. Ma non fateci caso!

    • La mia era solo una proposta per altro anche condivisa da altri partecipanti al Blog. Sino ad ora, caro Nonno, lei ha brillantemente evidenziato i problemi. Ci dia allora anche qualche soluzione.

    • Se vuole la mia soluzione è abbastanza semplice: fare UNA VOLTA PER SEMPRE CHIAREZZA SU QUESTA INCRESCIOSA VICENDA ATO, poi vedrà che tutti i citadini saranno contenti di levarsi dosso il fardello delle tasse che ormai si sono accumulate in maniera impressionante. Ma ripeto prima CHIAREZZA. Come vede, Asoutenti, dopo aver condtto una battaglia esemplare a favore della collettività, senza che nessuno abbia rivolto un plauso, è notizia di oggi, cosa molto significativa, è stata quella di recarsi alla Procura della Repubblica, piuttosto che continuare a partecipare a sterili riunioni e sentirsi ingiustamente attaccata da chi con ha condiviso ciò per cui si è prodigata a fare.

    • Apprendo ed apprezzo ciò che dice il Presidente Cuffaro: “Se verrò condannato mi dimetterò un minuto dopo”


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