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  • Henna delenda est?

    Pubblicato il settembre 14th, 2008 Max Nessun commento

    di Cerere
    Nulla di nuovo sotto il sole ardente di questa lunga estate, che sta per finire. Si è ripetuto il triste fenomeno degli incendi di cui solo in parte, ormai è acclarato, la responsabilità è da attribuire ad autocombustione.
    Quanto è dovuto all’incuria umana o, peggio, a responsabilità dirette per motivi economici o per follia?  Tutti sanno che la maggior parte degli incendi è di natura dolosa, ma continuano imperterriti a trattare l’argomento come se fosse un evento imprevedibile e naturale! Certo, possono servire i tavoli per affrontare l’emergenza, ma l’unica risposta possibile rimane la prevenzione.
    Cosa fa la Protezione Civile e l’Amministrazione locale? Più che chiamare Bertolaso, quando le pendici franavano per l’eccessiva pioggia, o invocare la calamità naturale per ottenere fondi, altro non sanno fare le persone, che nei loro compiti istituzionali hanno quello di avere in cura la città, e continuano a rigirarsi i pollici per la maggior parte del tempo, nell’attesa che gli eventi li costringano ad agire. E se cittadini coscienziosi si disperano a denunziare pericoli o disfunzioni, diffusi a tappeto su tutto il territorio, agli Organi preposti, questi tacciono in un’indifferenza, se non complicità, devastante.
    Agli inizi di Luglio era stato segnalato al Comando dei Vigili urbani il grave pericolo che cespugli secchi, erbacce, ed alberi mai potati, che hanno invaso e coperto la balconata del Belvedere, rappresentano, in caso d’incendio, per la presenza di decine e decine di macchine, posteggiate in modo selvaggio, che non solo non consentono vie di fuga o l’accesso a mezzi di soccorso, ma sono un’autentica perenne bomba innescata. Tutto avviene impunemente sotto il Palazzo del Governo (in cui hanno sede Prefettura, Provincia, Questura ed anche un’unità operativa della Protezione civile) da cui basterebbe affacciarsi per rendersi conto della gravità della situazione. Ma quella segnalazione è rimasta senza risposta: nessun vigile, nessun decespugliamento promesso, né tantomeno l’ombra di quella zona tagliafuoco, in mancanza della quale scattano, per il semplice cittadino, responsabilità penali. Alla faccia della prevenzione! Un incendio è poi scoppiato al Belvedere,


    ma per fortuna in una zona dove non c’erano macchine, ma solo una chiesa, un albergo liberty, un locale aperto da poco, che ha ridato vita ad una delle zone più panoramiche della città. Bella ora la visione di pendici, un tempo verdeggianti, arse dal fuoco! Speriamo che qualcuno paghi per omissione di atti d’ufficio.
    Certo è che, in questa situazione, non rimane alla cittadinanza che rivolgersi ai santi perché proteggano questa città lasciata morire ed ecco perché proliferano processioni, diventate quasi settimanali, come il mercato. Se qualcuno vuole distruggere Enna come Cartagine, che continui a tramare in tal senso, tanto i cittadini sanno a chi rivolgersi. Avete notato, per esempio, che la processione di ritorno della Patrona di Enna, ad un certo momento, ha preso un’andatura  più veloce tanto da costringere gli amministratori al seguito quasi a correre? Era un segnale del cielo per caldeggiare tempi più rapidi per la risoluzione dei problemi, che non può essere offerta da uno dei tanti rimpasti di Giunta, frutto delle ormai note e sterili manovre partitiche?
    Ma nessun segnale può essere notato da chi sta chiuso nel Palazzo, reso cieco dal desiderio del solo potere o dei compensi non guadagnati, e nella casistica dell’aiuto divino non sembra esserci un solo esempio di miracolo contro la stupidità umana!
    Pertanto, non ci resta che piangere! Oppure, meno processioni e maggiore impegno da parte della società civile, da non confondersi con la citata Protezione, che, per quanto c’è dato di vedere e sapere, potrebbe essere soltanto un altro carrozzone costoso per la collettività (dato il recente rinnovato parco macchine di lusso, che circolano senza peraltro rispettare il codice della strada – il che sarebbe il caso di segnalare a Bertolaso) e serbatoio di voti clientelari per qualcuno che si è appropriato impunemente del ruolo di “protettore”! E intanto continuiamo a sperare nella pioggia!  Basterebbe una danza, come negli usi delle tribù di Pellirossa? Almeno così gli amministratori dimostrerebbero coram populo di essere vivi!

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