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  • Greco: “Le nuove S.R.R. erediteranno alcuni problemi”

    Pubblicato il maggio 29th, 2011 Max Nessun commento

    Nei prossimi giorni il Consiglio Provinciale sarà impegnato per l’approvazione dello statuto della nuova Società di gestione dei rifiuti per la provincia di Enna. 

    Presidente Greco, finalmente si cambia pagina nella gestione dei rifiuti? 

    Mi auguro di sì, anche se un po’ di problemi saranno comunque ereditati dalla precedente società d’ambito a partire dal fatto che ad oggi non c’è un gestore del servizio e quindi la nuova SRR dovrà appaltare il servizio integrato. Questo provocherà un inevitabile rallentamento che ricadrà sull’intero sistema di raccolta dei rifiuti. 

    Con la nuova SRR il servizio di gestione dei rifiuti ritorna ai Comuni? 

    No, non è ipotizzabile una gestione autonoma del servizio di raccolta dei rifiuti ad opera del Comune socio della società d’ambito, ponendosi in manifesto contrasto col principio della unicità della gestione integrata dei rifiuti previsto dall’art. 200, comma primo, lettera a), del d.lgs. n. 152 del 2006, secondo cui la gestione dei rifiuti urbani è organizzata, fra l’altro, sulla base del criterio del superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti. Peraltro, tale principio è stato recepito dal legislatore siciliano. 

    Ma il servizio verrà svolto dagli operatori di Sicilia-Ambiente in posizione di comando? 

    Fin quando non si procederà con il nuovo appalto e subentrerà il nuovo soggetto gestore il servizio sarà garantito dall’attuale personale, visto che la società d’ambito EnnaEuno ha determinato di gestirlo direttamente. E’ una procedura discutibile e censurata anche dall’Autority ma in qualche modo necessitata dall’esigenza di assicurare sia la continuità del servizio che gli attuali livelli occupazionali.        

    Con il subentro della nuova SRR gli operatori di SiciliaAmbiente e della società d’ambito EnnaEuno saranno tutelati?           

    Penso di sì, considerata l’esistenza di specifiche clausole sociali di salvaguardia contenute nel contratto collettivo nazionale di riferimento. Per il resto il legislatore regionale ha previsto le modalità per consentire il passaggio del personale attualmente in carico nelle due società. Anche quello in esubero dovrebbe trovare collocazione attesa la deroga contenuta nelle L.r. n. 9/2010 che consente ai Comuni di utilizzare il personale della SRR anche per servizi aggiuntivi. 

    Ci sarà coerenza tra i singoli piani economici dei Comuni e quello che farà la nuova SRR?

    Le previsioni contenute nel piano d’ambito e nel relativo piano economico-finanziario adottati dalla SRR saranno vincolanti per i Comuni soci. Ne consegue che, laddove la normativa vigente conferisca ai consigli comunali il potere di determinare l’importo della TARSU o della TIA, attribuisce nel contempo anche il potere di non approvarle, ma s’intende che la disapprovazione può ammettersi solo in presenza di vizi di legittimità del piano d’ambito o del piano economico-finanziario e non può in alcun caso riferirsi al merito delle decisioni inerenti la gestione del servizio integrato dei rifiuti, essendo questo riservato per legge alla società d’ambito (domani S.R.R.) e agli organi della medesima. Ove, infatti, si consentisse la disapprovazione per ragioni di merito, si attribuirebbe ad ogni organo consiliare il potere di veto sulle determinazioni assunte dall’assemblea dei soci dell’ATO secondo il principio maggioritario, così dandosi ingresso ad una sorta di parziale cogestione del sistema integrato dei rifiuti che – dato il numero dei Comuni costituenti l’ambito territoriale e la mutevolezza della maggioranze politiche che li governano – renderebbe di fatto impossibile la gestione unitaria e in ambito sovraccomunale della gestione dei rifiuti così vanificando gli obiettivi della legge.

     

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