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  • Greco: “La riforma dell’ente intermedio è più complessa di quello che Crocetta pensa”

    Pubblicato il Giugno 28th, 2013 Max 1 commento

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    di Tiziana Tavella

    Al Dott. Massimo Greco, già Presidente del Consiglio Provinciale di Enna e componente del gruppo dei saggi chiamato a proporre all’ARS un ipotesi di riordino dell’ente intermedio siciliano chiediamo il suo parere su un percorso in cui la confusione sembra avere la meglio.

    Gli organi di governo della Provincia di Enna sono cessati, adesso che succederà?

    In attesa che l’ARS legiferi in materia disciplinando il nuovo modello di ente intermedio, la Provincia sarà guidata dal Commissario Dott. Caccamo che accompagnerà l’Istituzione verso la trasformazione. Nelle more, saranno garantite tutte funzioni amministrative ed i servizi essenziali di competenza provinciale.

    E gli stipendi del personale dipendente?

    Questo è un problema tecnico che l’ARS si è impegnata a risolvere entro la pausa estiva impinguando il fondo delle Province decurtato improvvidamente in sede legge finanziaria.

    Quindi i Liberi Consorzi di comuni si faranno?

    E’ presto per dare una risposta, posso solamente dire che la data del 31 dicembre 2013 è troppo vicina e non credo che l’ARS riesca ad approvare una riforma così complessa. Penso che il legislatore abbia sottovalutato la portata dei connessi problemi di natura non solo istituzionale. Sono infatti coinvolti interessi economici, sociali e culturali dei territori chiamati a dire quale vestito indossare per il futuro. Inoltre, sfugge allo stesso Governatore Crocetta che le Città metropolitane non potranno essere istituite perché non previste dallo statuto siciliano. Ciò significa che in attesa di una modifica dello statuto, che è una norma di rango costituzionale, non potranno essere istituiti neanche i Liberi consorzi di comuni, pena il varo di una riforma zoppa.

    Prevede quindi una proroga dei commissariamenti?

    E’ inevitabile se si vuole fare una riforma seria del sistema delle autonomie locali. Se invece si vuole continuare ad improvvisare con il dilettantismo che ha caratterizzato le ultime normative sia statali che regionali in materia facciano pure, ma i nodi verranno presto al pettine e faranno parecchio male alle comunità locali, soprattutto a quelle ricomprese nelle aree interne della Sicilia. Se non ci si ferma a ragionare seriamente su ciò che sta accadendo, nei prossimi anni assisteremo alla desertificazione istituzionale, sociale ed economica dei nostri territori.

     

     

    1 responses to “Greco: “La riforma dell’ente intermedio è più complessa di quello che Crocetta pensa”” Icona RSS

    • Per costruire questa provincia ci sono voluti diversi decenni per metterci una “crocetta” sopra è bastato un decreto


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