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  • Gli Operatori di “SiciliaAmbiente” chiedono di transitare in blocco a “EnnaEuno”

    Pubblicato il Luglio 1st, 2011 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Non è revocabile in dubbio che gli operatori del servizio intregato dei rifiuti in provincia di Enna siano coperti dalle norme di salvaguardia dei rispettivi livelli occupazionali, tuttavia bisogna prima sciogliere almeno due nodi per disporre il passaggio automatico da “SiciliaAmbiente” alla società d’ambito “EnnaEuno”.

    Il primo è legato alla legittimità giuridica sottesa all’internalizzazione del servizio a cura della società d’ambito “EnnaEuno”, atteso che già l’art. 35 della legge n. 448 del 2001, nel sostituire l’art. 113 TUEL, aveva escluso per i servizi pubblici locali “di rilevanza industriale” (secondo la definizione dell’epoca; poi definiti “di rilevanza economica” per effetto dell’art. 14 del decreto-legge n. 269 del 2003, modificativo, appunto, dell’art. 113 TUEL) ogni gestione diretta, in economia oppure tramite aziende speciali, da parte dell’ente pubblico. Dello stesso avviso è, peraltro, la normativa speciale del Codice dell’Ambiente, secondo cui l’Autorità d’ambito ha la titolarità delle funzioni nella materia dei rifiuti e procede all’affidamento della gestione del ciclo integrato con procedura di evidenza pubblica ovvero nelle diverse forme previste dalla normativa regionale di attuazione del TUA, tra le quali non figura la gestione diretta o in economia. La normativa speciale in materia di rifiuti, a differenza di altre (servizio idrico ecc..) risente al contrario dell’esito referendario, nel senso che se prima del referendum la scelta –


    della gara pubblica era una facoltà, potendo l’ATO optare per un’ipotesi di affidamento attraverso lo strumento dell’in housing, dopo il referendum rimane in piedi solo la normativa speciale del Codice dell’Ambiente che prescrive la gara quale modalità di gestione del servizio integrato dei rifiuti.

    L’altro problema da affrontare è quello dell’esubero del personale, cosiderato che la c.d. clausola sociale va intrepretata nel senso che l’appaltatore subentrante (“EnnaEuno”) dovrebbe prioritariamente assumere gli stessi addetti che operavano alle dipendenze dell’appaltatore uscente (“SiciliaAmbiente”), a condizione che il loro numero e le loro qualifiche siano armonizzabili con l’organizzazione di impresa prescelta dall’imprenditore subentrante. I lavoratori che non dovessere trovare spazio nell’organigramma dell’appaltatore subentrante e che non venissero ulteriormente impiegati dall’appaltatore uscente in altri settori, sono destinatari delle misure legislative in materia di ammortizzatori sociali.

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