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  • “Gli illusionisti della politica lascino posto a persone competenti nel settore, affinché, il problema dei rifiuti resti solo un brutto ricordo in questa martoriata provincia”

    Pubblicato il giugno 22nd, 2010 Max 1 commento

    Pippo Bruno – Responsabile Prov.le Assoutenti

     

    1 responses to ““Gli illusionisti della politica lascino posto a persone competenti nel settore, affinché, il problema dei rifiuti resti solo un brutto ricordo in questa martoriata provincia”” Icona RSS

    • il problema rifiuti non riguarda solo la provincia di Enna ma tutta la sicilia questo sta ad indicare che noi meridionali non siamo all’altezza di amministrare determinate aziende e visto la legge sui rifiuti che La normativa di riferimento a livello nazionale in materia di rifiuti è rappresentata dal Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, emanato in attuazione della Legge 308/2004 “delega ambientale” e recante “norme in materia ambientale”. Tale Decreto dedica la parte IV alle “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” (articoli 177 – 266) ed ha abrogato una serie di provvedimenti precedenti tra cui il Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, cosiddetto Decreto “Ronchi”, che fino alla data di entrata in vigore del D.lgs. 152/06 ha rappresentato la legge quadro di riferimento in materia di rifiuti.
      La gerarchia di gestione dei rifiuti è disciplinata dall’art. 179 del D.Lgs. 152/06 “Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti” che stabilisce quali misure prioritarie la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti seguite da misure dirette quali il recupero dei rifiuti mediante riciclo, il reimpiego, il riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, nonché all’uso di rifiuti come fonte di energia.
      Il Decreto quindi persegue la linea già definita dal Decreto “Ronchi”, ovvero la priorità della prevenzione e della riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, a cui seguono solo successivamente il recupero (di materia e di energia) e quindi, come fase residuale dell’intera gestione, lo smaltimento (messa in discarica ed incenerimento).
      La classificazione dei rifiuti presente nel D.lgs. 152/06 distingue i rifiuti
      Tutto ciò da chi ha avuto in carico gli ATO non è mai stato messo in atto e di conseguenza
      si è pensato di fare un carrozzone di posti di lavoro(raccomandati).Senza portare nessun benessere non solo alla provincia di Enna ma a tutta la Regione Sicilia .
      La prossima bomba ad orologeria saranno gli ATO idrici dove il malessere e il clientelismo
      porterà ad altri ricorsi e inizierà un altra situazione identica agli ATO ambiente.

      ( Ma l’acqua è un bene pubblico e l’interesse su tale risorsa naturale non poteva che far muovere la grande finanza specie nella nostra regione dove l’economia è compromessa da mali strutturali; nella nostra regione, prima l’Ente Acquedotto Siciliani e poi le municipalizzate hanno gestito impianti obsoleti, invasi abbandonati con le infrastrutture ancora da completare, condutture fatiscenti e quasi tutte da rifare. Il progetto di privatizzazione ha avuto un cavallo di battaglia: modernizzare i servizi idrici, garantire acqua 24 ore su 24.

      Il suo paladino è stato l’ex governatore Salvatore Cuffaro. L’affare acqua è di dimensioni paurose. Sono in palio 5,8 miliardi di euro da amministrare in trenta anni, con interventi a fondo perduto dell’Unione Europea per più di un miliardo di euro; ricorderete ad Agrigento le prime gare andate a vuoto, forse per ragioni di cautela, ma subito dopo gli appetiti hanno avuto il sopravvento; una fetta cospicua di finanziamenti è stata conquistata dalla multinazionale francese Vivendi che è la società di maggioranza di “Siciliacque spa” che, dopo la liquidazione dell’EAS, ha ereditato la gestione di 11 acquedotti, 3 invasi artificiali, 175 impianti di pompaggio, 210 serbatoi idrici, circa 1.160 chilometri di condotte e circa 40 chilometri di gallerie.

      La Sicilia è stata divisa, come una gigantesca torta, in tante porzioni: nell’area di Caltanisetta si è imposta “Caltacqua”, guidata dalla spagnola Aqualia.

      A Palermo e provincia ha vinto il cartello “Acque potabili siciliane”, di cui è capofila “Acque potabili spa” controllata dal gruppo Smat di Torino; come detto nell’area catanese l’ “Acoset”; ad Enna ha vinto “Acqua Enna spa” che comprende Enìa, GGR, Sicilia Ambiente e Smeco. A Siracusa vige una gestione mista della Sogeas, che vede presenti, con l’ente municipale, la Crea_Sigesa di Milano e la Saceccav di Desio. Infine, ad Agrigento, la “Girgenti Acque” che fa capo ad Acoset; negli altri ATO le gare sono sospese.)


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