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  • Gli acroliti di Demetra e Kore portano cultura e turismo

    Pubblicato il Dic 12th, 2009 Max 2 commenti

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    di Francesco Librizzi
    L’arrivo dei reperti archeologici di Demetra e Kore, che saranno esposti, permanentemente, da domani al Museo Archeologico di Aidone, segna l’inizio di una lunga serie di eventi culturali che avranno il loro momento più alto con il rientro della Venere di Morgantina, previsto nei primi mesi del 2011.

    L’assessore regionale ai Beni Culturali, Lino Leanza, durante la conferenza stampa dello scorso lunedì, tenutasi a Catania, ha così definito l’evento: “Con Demetra e Kore inizia una nuova grande stagione per i beni culturali in Sicilia”. Per la Provincia di Enna, in particolare, potrebbe iniziare l’era del risveglio. Occorrerà, però, la sinergia e l’impegno della classe politica provinciale. Gli Acroliti di Demetra e Kore, reperti della fine del VI secolo a.C., trafugati ed esposti per anni negli Stati Uniti, e da poco restituiti alla Sicilia cui appartengono, sono stati vestiti dalla stilista siciliana Marella Ferrera che, dopo aver immaginato un corpo (un manichino in ferro battuto) e un trono per le due dee, li ha vestiti drappeggiando un abito in tulle di lana color avorio. “I reperti – ha sottolineato la Soprintendente di Enna Beatrice Basile- rappresentano alcuni fra i più raffinati esemplari di scultura greco arcaica in Sicilia, oltre che una preziosa testimonianza storica”. Da domani, dunque, entra nel vivo il grande progetto culturale “Morgantina 2009–2011. Il ritorno delle dee”. La Sicilia, ma soprattutto il territorio ennese, si riappropria così dei suoi tesori trafugati. Si parte con le statue di Demetra e Kore per proseguire, ad inizio del 2010, con gli “Argenti di Eupolemo”, quindici pezzi di –


    vasellame da tavola in argento, del III sec. a.C., trafugati intorno al 1981 e acquistati dal Metropolitan Museum di New York. Infine il pezzo forte, ossia l’arrivo della “Venere di Morgantina”, previsto per il gennaio del 2011. Attualmente è in atto un lavoro di diplomazia politica al fine di evitare che la statua, prima di giungere ad Aidone, possa far tappa, per alcuni mesi, a Roma. “Si sta lavorando- ha detto l’assessore regionale Lino Leanza- proprio per consentire l’arrivo della Venere direttamente ad Aidone”. Gli studiosi hanno definito la Venere uno splendido esempio di scultura greca della fine del V sec. a.C. Un reperto, davvero straordinario, che a partire dal 1988, come per incanto, appare nel Paul Getty Museum di Malibu (Los Angeles). Ma non è finita, perché prima dell’arrivo della Venere, ci sarà la riapertura (fine del 2010) della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, attualmente sottoposta a lavori di restauro necessari a riportare all’antico splendore i magnifici mosaici, capaci di richiamare ogni anno dai 450 ai 500 mila visitatori. Il ritorno dei gioielli d’arte illegalmente venduti a mercanti clandestini, segna anche il trionfo della legalità. Tutto ha inizio con una serie di articoli stampa, da parte di un noto quotidiano americano, che parlano di reperti rubati. Il giornalista pone la questione “legalità”, parla di opere trafugate che non appartengono all’America, quindi tenuti “abusivamente” nei musei statunitensi. L’ex Governo Prodi, di cui faceva parte anche il Ministro ai Beni Culturali, Francesco Rutelli, trova i giusti canali diplomatici per siglare un accordo necessario a riportare i tesori nel paese di appartenenza, ossia l’Italia. Un lavoro proseguito con l’attuale Governo nazionale e regionale. Insomma, il sogno culturale di riportare dalle nostre parti le bellezze archeologiche trafugate è diventato realtà. Adesso occorre fare investimenti, accogliere bene i turisti, impegnare denaro nel settore viabilità (troppo stretta e tortuosa la strada che porta ad Aidone), ma anche in quello alberghiero. C’è bisogno, insomma, ancora tanto lavoro da parte della classe politica.


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