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  • Giunta e Consiglio azzerano Agnello

    Pubblicato il luglio 16th, 2008 Max Nessun commento

    di Dante Ferrari
    Per capire che il Sindaco Agnello fosse al capolinea non c’è stato bisogno di sforzarsi più di tanto; è stato sufficiente farsi un giro neanche poi così approfondito per le strade della città per toccare con mano l’abbandono più totale in cui ogni angolo versa; e ciò che più atterrisce è la mancanza assoluta di qualsiasi tipo di segnale di ripresa che, almeno per motivi di orgoglio ed amor proprio, ci aspetteremmo scattasse in chi, ahinoi, ha avuto il privilegio di divenire a furor di popolo il primo cittadino. Un’amministrazione così passivamente ordinaria che ad oggi la differenza tra il Sig. Sindaco ed un modestissimo Commissario regionale non viene colta in nessun modo. Alle considerazioni di cui sopra vanno altresì aggiunte alcune riflessioni di natura politica che hanno determinato l’innescarsi di una crisi tutta interna al centrosinistra ed i cui effetti si ripercuotono sull’inefficienza e sulla reiterata assenza dell’amministrazione Agnello. Altro che il Sindaco azzera la Giunta; è assolutamente vero l’esatto contrario e proverò a spiegarvi il perché. Da un lato è già da parecchi mesi che il Sindaco è privo di una maggioranza non solo numerica ma soprattutto politica se è vero che viene sistematicamente privato in aula consiliare del numero legale, se è vero che viene sottoposto ad oculata attività ispettiva da parte dei suoi stessi consiglieri, se è vero che viene sollecitato amministrativamente da una serie di emendamenti che hanno il precipuo obiettivo di fargli ricordare quali sarebbero dovute essere non solo le linee guida ma soprattutto i risultati da raggiungere in questi tre anni di assai discutibile attività amministrativa. Ad oggi l’amministrazione Agnello, se dovesse quanto prima interrompere il proprio mandato, verrebbe esclusivamente ricordata per un formidabile ed illuminato atto, espressione di alta viltà politica, quale è stato il volere dichiarare a tutti i costi il dissesto finanziario con le inevitabili e durature conseguenze che quotidianamente tutti gli Ennesi sono costretti a vivere. All’ignavia amministrativa si aggiunge la debacle elettorale alle recenti elezioni provinciali di autorevoli assessori delle giunte Agnello e Salerno che, chiamati a riscuotere una risposta elettorale adeguata al loro rango ed a ciò che avrebbero dovuto produrre, hanno al contrario ottenuto risultati che la dicono lunga sullo stato di salute e sulla credibilità che il Sindaco Agnello ed il Presidente Salerno sono riusciti a riscuotere con i propri assessori. Ecco perché, al di là delle esternazioni giornalistiche ed alla consegna simbolica dei mandati nelle sue mani, non è stato certo Agnello ad azzerare la sua –


    Giunta quanto piuttosto l’esatto contrario e cioè Consiglio comunale e Giunta che azzerano, con il loro distinto ma inequivocabile operato, il Sindaco stesso. Tralaltro Agnello è diventato il baricentro preferito di una lotta intestina tutta interna al Partito democratico all’interno del quale equilibri precedentemente consolidati e coesi grazie a raffinate e condivise logiche clientelari sono interamente saltati perché andati ben oltre qualsiasi limite di tolleranza e perché privi di ogni forma di progettualità e programmazione se non quella di garantire “una casta che vive nel privilegio e che dispensa favori sempre agli stessi ”. Un centro sinistra totalmente autoreferenziale responsabile del disastro dell’ATO rifiuti e, come è facile che possa verificarsi, anche dell’ATO idrico per la cui gestione la sua figura apicale risulta, sicuramente ancora per poco, assolutamente priva di competenza ed esperienza manageriale; un centro sinistra di cui Agnello è autorevole espressione locale che, in barba alle reali e quotidiane esigenze della collettività intera, ha il coraggio ma forse è meglio dire la faccia tosta di proporre faraoniche ma non necessarie opere quali il grattacielo ad Enna bassa e la scala mobile; un centrosinistra, con il Sindaco in testa, autore “dell’inesistente impegno nel reperimento di finanziamenti per la costruzione di case popolari, culminato nella revoca dell’unico finanziamento concesso al Comune di Enna. Il fallimento insomma di quel tanto sbandierato “modello Enna“, “ispirato dal quasi assoluto disinteresse per le questioni sociali, un modello in cui politica ed interessi economici sono tanto intrecciati da non riuscire a distinguere i rispettivi ambiti in taluni degli esponenti di spicco dei sottogoverni più significativi”; parole pesantissime se si considera il fatto che tali affermazioni provengono da autorevoli esponenti ennesi del centrosinistra i quali, pur essendosi abbeverati fino a poco tempo fa a tali fonti, hanno manifestato oggi, con grande onestà intellettuale e di ciò bisogna dare loro atto, la loro insofferenza dinnanzi ad un’acqua divenuta eccessivamente torbida, inquinata e maleodorante. Denunziarlo solamente non è però sufficiente; non basta che Agnello si prepari a rimodulare la sua Giunta sforzandosi di ripartire da zero e sempre che i parlamentari glielo consentano; non basta lo sbandierato rilancio programmatico della sua coalizione: continuano a non esserci né idee né programmi seri; non basta sfiduciare il Presidente del Consiglio e quindi rimescolare le carte o rieleggerne un altro per riprendere un cammino nuovo perché cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambierebbe; non basta denunziare, anche se in maniera così forte, il fallimento del “modello Enna”: la gente di Enna e provincia ha per fortuna imparato a conoscervi e finalmente anche a giudicarvi senza pietà. Piuttosto è ora, senza alimentare agonie inutili soprattutto per la città, che anche al Comune di Enna, così come già verificatosi alla Provincia, ritorni quanto prima aria pulita: voi del centrosinistra l’avete già fin troppo ammorbata !

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