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  • Fenomeno sms: comunicazione o distruzione di una lingua?

    Pubblicato il febbraio 13th, 2008 Max 2 commenti

    di Lucia Bandinu
    L’italiano è una bella lingua: difficile, ma una bella lingua. Un italiano deve conoscerla. Deve saper utilizzare correttamente i congiuntivi e deve saper destreggiarsi tra “h” verbali, doppie e tutte le piccolezze che fanno dell’italiano una lingua stupenda e difficile. Non è questione di essere puristi, di spacciarsi per laureati in lettere: mi sforzo di usare correttamente la mia lingua e provo un fastidio “fisico” nel vederla violentata da persone che per il loro livello di istruzione dovrebbero saperla maneggiare correttamente.
    Le colpe? Le solite: si legge poco (o si leggono i libricini di Zelig che l’italiano lo storpiano di proposito), i docenti sono svogliati e i giovani sono più svogliati dei docenti.
    La TV prima insegnava la lingua, adesso esalta l’errore o lo strafalcione (Lapo Elkann è un esempio di come la violenze perpetrate sul congiuntivo portino alla notorietà).
    E gli sms? Il t9?
    Con la sigla sms (Short message service) si definisce un servizio che permette di inviare da un cellulare o da determinati siti internet un breve messaggio a un altro cellulare.
    Questa tecnologia diventando “popolare” essendo utilizzata da milioni di utenti, ha preso una propria strada e si è trasformato in un fenomeno di massa dalle notevoli implicazioni di costume, culturali, ed anche economiche.


    L’alto costo delle telefonate e la giovane età dei possessori di cellulari in Italia, sono due delle cause che hanno determinato la crescita esponenziale dell’invio dei cosiddetti “messaggini”.
    Tra le “convenzioni creative” non mancano neppure una serie di segni iconici capaci di supplire all’assenza dei segnali mimici e gestuali del volto e del corpo, i cosiddetti “emoticon” (emotion icon, icone emotive), costituiti da segni interpuntivi a rappresentare espressioni, come 🙂 = sorriso, 🙁 = tristezza, :-0 = spavento, che fanno pensare all’ingresso nel linguaggio comune delle proposte di rivoluzione linguistica figurale dell’avanguardia futurista.
    Alberoni sta portando avanti una crociata contro il linguaggio sms, usato oramai dagli studenti nei temi, su internet e ogniqualvolta si voglia scrivere quattro righe in italiano. “Perché” è diventato “Xké”, “Quando” “qnd” e “ti voglio bene” si è trasformato in “TVB”.
    Ma c’è pure chi parla del linguaggio sms come “L’inizio di una nuova forma di comunicazione” mentre alcuni sociologi si sono esaltati definendo il linguaggio sms come la vittoria di Gutenberg, il trionfo della scrittura sulla tv, su internet.
    Credo che l’importante sia sempre affiancare questo nuovo modo di esprimersi alla comunicazione canonica così che la prima non arrivi mai a sostituire la seconda. Dopotutto questo nuovo linguaggio, è nato non solo per esigenze di spazio legate al limite dei 160 caratteri ma anche per arginare problemi relativi all’imbarazzo nel comunicare determinati messaggi: così sono nati i TVB per arrivare ai più “recenti” TU6IMPXME.

     

    2 responses to “Fenomeno sms: comunicazione o distruzione di una lingua?” Icona RSS

    • il problema della lingua mica riguarda solo gli sms. Su molti dei nostri giornali “casalinghi” vedo obbrobri linguistici che fanno sembrare i vari CMQ e TVB degli splendidi Haiku.

      Dico io, se non si accorgono degli orrori che pubblicano, quantomeno assumessero un correttore che faccia questo lavoro in loro vece.

    • Basta guardare e sentire certi personaggi che ci rappresentano… Vedrete e sentirete cosa vuol dire vergognarsi di come si comunica.


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