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  • Enrico Vetri rimane al suo posto: il Tar di Catania respinge il ricorso presentato avverso la sua elezione a Presidente del Consiglio comunale di Enna

    Pubblicato il Agosto 24th, 2011 Max Nessun commento

    di Libero

    qui il testo delle motivazioni contenute nella sentenza del Tar di Catania n. 2098/2011.

    DIRITTO

    Il Collegio prescinde dall’esame delle eccezioni di inammissibilità formulate dai controinteressati, attesa l’infondatezza del ricorso.

    Passa quindi all’esame delle censure formulate dai ricorrenti, nessuna delle quali si appalesa meritevole di positiva valutazione alla luce della chiara e dirimente portata degli artt. 220 e 228 del Testo Coordinato delle Leggi Regionali relative all’ordinamento degli Enti Locali che dispongono rispettivamente :

    “ Il Consiglio Comunale, espletate le operazioni di giuramento convalida e surroga, procede all’elezione nel suo seno di un presidente , per la cui elezione è richiesta alla prima votazione la maggioranza assoluta dei componenti il consiglio….”

    “ i consiglieri non presenti alla prima adunanza prestano giuramento nella seduta successiva, prima di essere immessi nell’esercizio delle loro funzioni. Del giuramento si redige un processo verbale. I consiglieri che rifiutano di prestare giuramento decadono dalla carica. La decadenza è dichiarata dal consiglio”. Le norme su testualmente riportate dispongono che alla prima adunanza si proceda all’elezione del presidente.

    L’elezione è preceduta dalle operazioni di convalida e surroga , però il successivo articolo dispone che i consiglieri non presenti alla prima adunanza ( in cui è stato eletto il presidente del Consiglio comunale) prestano giuramento prima di essere immessi nelle funzioni. Sicchè è chiaro che il presidente deve essere eletto alla prima adunanza anche se taluni consiglieri siano assenti atteso che i consiglieri assenti alla prima adunanza devono prestare giuramento alla seconda adunanza.


    Unico limite all’elezione del presidente può essere costituito dall’assenza del quorum richiesto dalla normativa, circostanza che , però, nel caso di specie non si è verificata atteso che i consiglieri presenti alla votazione erano presenti erano ventinove su trenta, i votanti venti, nove gli astenuti ed i consiglieri eletti alla carica di presidente e di vice presidente del Consiglio Comunale hanno riportati quindici voti.

    Peraltro gli articoli su riportati sono parte di un coerente disegno normativo teso ad evitare soluzioni di continuità nel funzionamento degli organi rappresentavi elettivi. Ciò deriva per l’appunto dal carattere indisponibile e necessitato delle funzioni pubbliche che trova un punto di emersione, oltre che nelle disposizioni normative sopra riportate, anche nei Regolamenti della Camera e del Senato ( artt. 2-7, Regolamento Senato; artt. 2-7, Regolamento Camera) che pur prevedendo operazioni di convalida degli eletti che possono protrarsi , talvolta per anni, non impone ( a pena di invalidità della seduta) la presenza dei parlamentari alle “prime” riunioni. I Presidenti (e gli Uffici di Presidenza) dei due rami del Parlamento sono subito eletti sia pure in assenza di parlamentari, appunto per assicurare il corretto funzionamento dell’assemblea e lo svolgimento dei lavori.

    Per le considerazioni che precedono il ricorso va rigettato.

    Sussistono, attesa la novità e la complessità della problematica, giusti motivi per compensare integralmente le spese tra le parti.

    P.Q.M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza)

    definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,lo rigetta.

    Spese compensate.

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