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  • “EnnaEuno” non può gestire direttamente il servizio integrato dei rifiuti

    Pubblicato il Marzo 18th, 2011 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    La scelta dei Sindaci soci della società “EnnaEuno” di internalizzare il servizio di gestione integrata dei rifiuti in provincia di Enna mentre appare comprensibile sotto l’aspetto politico altrettanto non si può dire sotto quello giuridico. Già l’art. 35 della legge n. 448 del 2001, nel sostituire l’art. 113 TUEL, aveva escluso per i servizi pubblici locali “di rilevanza industriale” (secondo la definizione dell’epoca; poi definiti “di rilevanza economica” per effetto dell’art. 14 del decreto-legge n. 269 del 2003, modificativo, appunto, dell’art. 113 TUEL) ogni gestione diretta, in economia oppure tramite aziende speciali, da parte dell’ente pubblico. Dello stesso avviso è, peraltro, la normativa speciale del Codice dell’Ambiente, secondo cui l’Autorità d’ambito ha la titolarità delle funzioni nella materia dei rifiuti e procede all’affidamento della gestione del ciclo integrato con procedura di evidenza pubblica ovvero nelle diverse forme previste dalla normativa regionale di attuazione del TUA, tra le quali non figura la gestione diretta o in economia.

    Né può avere rilevanza il fatto che la nuova Società di Regolamentazione dei Rifiuti (S.R.R.) prevista dalla L.r. n. 9/2010 non è stata ancora costituita, atteso che lo stato di liquidazione della società “EnnaEuno” non può diventare l’alibi per non assoggettare lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica l’istituzione e la messa in opera del nuovo sistema di gestione dei rifiuti. Tale comportamento risulta già censurato dall’Autorità per la Concorrenza e il Mercato che con segnalazione del 2 febbraio scorso ha avvertito la Regione Siciliana del rischio di sovvertire i principi cardine dell’ordinamento, nazionale, e comunitario, in materia di tutela della concorrenza, dilazionando per un periodo di tempo, al momento indeterminabile, la piena operatività dei principi della concorrenza che informano l’art. 23-bis del decreto legge n. 112/2008 come convertito.


    Inoltre, un’interpretazione della citata L.r. n. 9/2010, in ordine alla disciplina transitoria sugli affidamenti del servizio di gestione integrata dei rifiuti, difforme da quanto invece previsto dall’art. 202 del D.lgs. n. 152/2006, rischierebbe di essere disapplicata dal Giudice non tanto per l’evidente contrasto con i principi costituzionali nel riparto di competenza legislativa tra Stato e Regione in ordine alle modalità di gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica (considerata la necessità di sollevare incidentalmente la questione di costituzionalità), ma per contrasto con le norme del Trattato Europeo in materia di tutela della concorrenza e del mercato.

    Un comportamento più corretto dovrebbe invece indurre la liquidanda società d’ambito “EnnaEuno” ad accelerare la procedura di appalto pubblico del servizio di gestione integrata dei rifiuti, per la quale risulta già pubblicato nel mese di giugno 2010 il prescritto “Avviso per manifestazione d’interesse”, per la gestione del servizio riferito a mesi otto per un importo complessivo di euro 955.871,38 oltre IVA.

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