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	<title>Liberamente &#187; Storia</title>
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		<title>&#8220;L&#8217;ultimo volo per Punta Raisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero  IL 5 maggio 1972: un Dc 8 dell’Alitalia proveniente da Roma, il volo AZ 112, volo AZ 112, si schianta contro la parete rocciosa di Montagna Longa, vicino all’aeroporto Punta Raisi di Palermo. Le vittime furono 115.  Di quella che a distanza di 40 anni non è mai stato chiarito se si trattò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong> <br />
IL 5 maggio 1972: un Dc 8 dell’Alitalia proveniente da Roma, il volo AZ 112,<br />
volo AZ 112, si schianta contro la parete rocciosa di Montagna Longa, vicino all’aeroporto Punta Raisi di Palermo. Le vittime furono 115.  Di quella che a distanza di 40 anni non è mai stato chiarito se si trattò di strage o sciagura parla Francesco Terracina nel suo ultimo libro, dal titolo L&#8217;ULTIMO VOLO PER PUNTA RAISI, Stampa Alternativa edizioni, 14 euro, che sarà presentato il prossimo lunedì 14 maggio ore 18 nella sala della libreria Minerva. All&#8217;’incontro sarà or4esente l’autore, Francesco Terracina giornalista dell’Ansa  di Palermo, un passato da redattore al quotidiano l’Ora, direttore del “Mediterraneo” e collaborazioni con  diverse testate tra cui “Diario”, “Il Manifesto”, “L’Europeo”, “Il Mondo”,  ricostruisce la storia del disastro aereo del DC8 che nel ‘72 fece 115 morti. <span id="more-7691"></span>Nessun colpevole. Tra omissioni, misteri e mafia, un poliziotto cercò la verità, inascoltato. All’epoca si parlò di tragico incidente e di “errore umano”, ma presto si sollevarono dubbi sulla ricostruzione ufficiale. Questo libro riapre una vicenda troppo rapidamente dimenticata, analizzando tutte le contraddizioni delle indagini. Si trattò di una strage, inserita nella strategia della tensione di quegli anni? E chi poteva avere interesse a colpire proprio quell’aereo e i suoi passeggeri? Una controinchiesta che si muove<br />
nella miglior tradizione del giornalismo investigativo italiano.</p>
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		<title>LA SICILIA DAI BIZANTINI Al NORMANNI</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 18:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero qui l&#8217;interessante articolo: http://www.ilcampanile-enna.com/2011/03/la-sicilia-dai-bizantini-al-normanni.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong></p>
<p>qui l&#8217;interessante articolo: <a href="http://www.ilcampanile-enna.com/2011/03/la-sicilia-dai-bizantini-al-normanni.html">http://www.ilcampanile-enna.com/2011/03/la-sicilia-dai-bizantini-al-normanni.html</a></p>
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		<title>Oggi è il &#8220;Giorno della libertà&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[photo credit: nromagna di Libero Ricorre oggi 9 novembre il &#8220;Giorno della Libertà&#8221;, istituito dalla legge 15/04/2005 n. 61 in ricorso dell&#8217;abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Godzilla" href="http://www.flickr.com/photos/38543156@N00/3522946748/" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3360/3522946748_736ffb2331_m.jpg" border="0" alt="Godzilla" /></a><br />
<small><a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank"><img src="http://liberamente-enna.it/wp-content/plugins/photo-dropper/images/cc.png" border="0" alt="Creative Commons License" width="16" height="16" align="absMiddle" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a title="nromagna" href="http://www.flickr.com/photos/38543156@N00/3522946748/" target="_blank">nromagna</a></small></strong></p>
<p><strong>di Libero</strong><br />
Ricorre oggi 9 novembre il &#8220;Giorno della Libertà&#8221;, istituito dalla legge 15/04/2005 n. 61 in ricorso dell&#8217;abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.</p>
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		<title>&#8220;Giorgio la mia fiamma. Assunta Almirante racconta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 18:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Fiscella Lunedì 20 Aprile 2009 alle ore 17:30, nella prestigiosa Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte ad Enna, l&#8217;On. Prof. Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica; il Dr. Riccardo Fiscella, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica di Enna, l’On. Avv. Enzo Trantino; presenteranno il libro di Domenico Calabrò &#8220;Giorgio la mia fiamma. Assunta Almirante racconta&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Riccardo Fiscella</strong><br />
Lunedì 20 Aprile 2009 alle ore 17:30, nella prestigiosa Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte ad Enna, l&#8217;On. Prof. Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica; il Dr. Riccardo Fiscella, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica di Enna, l’On. Avv. Enzo Trantino; presenteranno il libro di Domenico Calabrò &#8220;Giorgio la mia fiamma. Assunta Almirante racconta&#8221;, per la collana Storia e Storie dell&#8217;editore Koinè Nuove Edizioni. <span id="more-1289"></span>Alla presentazione saranno presenti, Donna Assunta Almirante e Domenico Calabrò. La presentazione del libro rientra nella serie di iniziative previste e promosse dall’Accademia Nazionale della Politica nell&#8217;ambito “Presentazione di libri”, occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e stimolare il dibattito culturale su temi storici e di attualità di grande rilievo.</p>
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		<title>Enna e Siviglia gemellati</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 14:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Daniela Accurso La Provincia di Enna si gemella con la città di Siviglia. Lo annuncia i presidente dell’Ente ,  Giuseppe Monaco, intervenuto ad una conferenza ,promossa dalla Regione siciliana, dal titolo “L’offerta turistica in provincia di Enna. “ Nel  capoluogo degli Erei la processione del Venerdì Santo  vede in corteo 3 mila e 500 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Daniela Accurso</strong><br />
La Provincia di Enna si gemella con la città di Siviglia. Lo annuncia i presidente dell’Ente ,  Giuseppe Monaco, intervenuto ad una conferenza ,promossa dalla Regione siciliana, dal titolo “L’offerta turistica in provincia di Enna. “ Nel  capoluogo degli Erei la processione del Venerdì Santo  vede in corteo 3 mila e 500 incappucciati sfilare lungo le strade cittadine, precedendo la bara del Cristo morto.  <span id="more-1077"></span>Analoga la processione di  Siviglia, che riveste le stesse  modalità e la stesse caratteristiche .<br />
 L’intento, dunque, del Presidente  è quello di  gemellarsi con la città spagnola per creare  un simbolico  tracciato che unisca “fede e misticismo in una cornice culturale e storica di grande suggestione.”</p>
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		<title>Il viaggio della Memoria. Da Modica a Cracovia la musica dei TrinaKant ricorda la Shoah</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 16:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Criscione «Un’esperienza che ti cambia la vita». Così i Trinakant, la band iblea salita sul “Treno della Memoria”, hanno commentato la loro visita ad Auschwitz. La kletzmer band, che il 24 gennaio dal binario 21 della Stazione centrale di Milano (lo stesso da cui partivano i treni dei deportati) ha inaugurato la manifestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giovanni Criscione</strong><br />
«Un’esperienza che ti cambia la vita». Così i Trinakant, la band iblea salita sul “Treno della Memoria”, hanno commentato la loro visita ad Auschwitz. <span id="more-1016"></span>La kletzmer band, che il 24 gennaio dal binario 21 della Stazione centrale di Milano (lo stesso da cui partivano i treni dei deportati) ha inaugurato la manifestazione con un concerto alla presenza, tra gli altri, del Nobel Rita Levi-Montalcini, ha fatto tappa il giorno successivo ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, a 60 Km da Cracovia.</p>
<p>«Non si è più gli stessi una volta entrati ad Auschwitz», ha affermato Sergio Spadola, direttore artistico del gruppo, «è impossibile descrivere lo sgomento e l’orrore che provoca quel luogo: un’esperienza che cambia la vita, che muta la prospettiva da cui sei abituato a vedere ogni cosa. Anche i pezzi del nostro repertorio sembrano aver acquistato una forza maggiore, quasi una comunione spirituale con un popolo che ad Auschwitz ha lasciato non solo la propria vita, ma anche il ricordo incancellabile di un abominio subito».</p>
<p>Il viaggio della memoria si è concluso il 26 gennaio a Cracovia dove la band si è esibita &#8211; unico gruppo italiano presente – in concerto nell’affollatissimo
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<p>Centrum Kultury Rotunda. Due ore di musica ebraica, conclusi con l’esecuzione di un brano tratto dalla colonna sonora del film “Schindler&#8217;s List” di Steven Spielberg, hanno appassionato ed emozionato il pubblico e la critica. Vivi apprezzamenti per i TrinaKant sono stati espressi, tra gli altri, dal regista e storico della Shoah Carlo Saletti. </p>
<p>Il gruppo, rientrato a Modica nella notte del 28, si è esibito il giorno 30 nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico alla presenza del Sindaco e delle autorità.</p>
<p> </p>
<p>Info e contatti:<br />
Sergio Spadola, cell. 328.2521426<br />
<a href="http://www.trinakant.it">www.trinakant.it</a><br />
<a href="mailto:artdirector@trinakant.it">artdirector@trinakant.it</a></p>
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		<title>Ricordare per capire le foibe</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 15:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Santo Virga Abbiamo il piacere di comunicarvi che il Provveditore agli studi di Enna ha accettato la nostra richiesta e ha emesso circolare a tutti i Dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado della provincia. Questi ultimi stanno redigendo la circolare per gli insegnanti. Il nostro sentito ringraziamento al Provveditore e a quanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Santo Virga</strong><br />
Abbiamo il piacere di comunicarvi che il Provveditore agli studi di Enna ha accettato la nostra richiesta e ha emesso circolare a tutti i Dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado della provincia. Questi ultimi stanno redigendo la circolare per gli insegnanti.<br />
Il nostro sentito ringraziamento al Provveditore e a quanti collaboreranno alla riuscita dell&#8217;iniziativa.<br />
Associazione socio-culturale Renovatio<br />
Via Kamut  n° 6<br />
94100 Enna</p>
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		<title>Lo Statista e il mezzadro, così cadde il Governo Milazzo</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/lo-statista-e-il-mezzadro-cosi-cadde-il-governo-milazzo.php</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 07:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Librizzi Il 23 ottobre di cinquant’anni fa, la terra di don Luigi Sturzo, con l’elezione di Silvio Milazzo a presidente della Regione Siciliana, attraversava una stagione politica bruciante. Ma pochi sanno che a contribuire alla sconfitta del “Milazzismo” furono due cittadini di Calascibetta: da una parte lo statista Giuseppe D’Angelo, allora segretario regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Francesco Librizzi</strong><br />
Il 23 ottobre di cinquant’anni fa, la terra di don Luigi Sturzo, con l’elezione di Silvio Milazzo a presidente della Regione Siciliana, attraversava una stagione politica bruciante. Ma pochi sanno che a contribuire alla sconfitta del “Milazzismo” furono due cittadini di Calascibetta: da una parte lo statista Giuseppe D’Angelo, allora segretario regionale della Dc, dall’altra il suo mezzadro Signorino Scarlata, morto alla veneranda età di 90 anni. Ma andiamo per ordine. <span id="more-707"></span>L’operazione “Milazzismo” nasce a seguito del cambiamento della legge sull’industrializzazione che, nel 1955, con il Governo Alessi è favorevole alla Sicilia. Poi, nel 1956, con l’avvento del fanfaniano La Loggia, la legge viene mossa a favore dell’industria del nord. In campo politico, invece, l’aspra battaglia si gioca tutta all’interno della stessa Dc; da un lato il gruppo dei fanfaniani, dall’altro la compagine dei parlamentari regionali vicini a Luigi Sturzo, a De Gasperi ed Alessi. Una guerra politica che porta Silvio Milazzo, poi espulso dalla Dc, ad essere eletto presidente della Regione Siciliana. Il Milazzismo, nato per tentare di liberare la Sicilia dall’egemonia romana, pian piano, come ci riporta la storia, provò a vendersi al migliore offerente.   Un movimento politico siciliano, il “Milazzismo”, sostenuto inizialmente da anarchici, comunisti, socialisti, fuoriusciti della stessa Dc e da forze di destra (Msi e altri). Un miscuglio di idee – fu detto- che rischiava seriamente di mettere in crisi il sistema politico e istituzionale siciliano di allora. “Il Milazzismo era un prodotto di accordi, pattuizioni, compromessi in dispregio della volontà dell’elettore. Contribuiscono alla costituzione e al mantenimento del governo Milazzo anche potenti famiglie mafiose di Palermo (i Bonta’) e di Trapani (i Rimi)”, si legge nel libro di Franco Nicastro, dal titolo “Giuseppe D’Angelo- il democristiano che sfidò la mafia, le mafie e l’Antimafia”. Giuseppe D’Angelo, diventato nel settembre del 1961 presidente della Regione Siciliana, istituendo il primo Governo di centro sinistra grazie al consenso di Aldo Moro e al silenzio assenso della Chiesa di Ruffini, gioca d’astuzia. (Emanuele Macaluso, segretario regionale del Pci di allora, ha dichiarato in questi giorni alla stampa che anche i servizi segreti italiani contribuirono a sconfiggere il Milazzismo) Ma, ufficialmente, la trappola politica che attendeva Silvio Milazzo fu progettata, tra il 14 e 15 febbraio del 1960, all’Hotel Des Palmes di Palermo. Protagonisti del momento storico il deputato dell’allora Dc Carmelo Santalco e lo xibetano Signorino Scarlata. Dietro dei due, l’attenta regia dell’On Giuseppe D’Angelo. Il compito (finto) di Santalco, d’accordo con D’Angelo, era quello di vendersi a Silvio Milazzo. In cambio avrebbe ottenuto un assessorato regionale, cento milioni di lire (di cui trenta per due deputati Dc) e la nomina di una persona di suo gradimento a consultore della provincia di Messina (il consultore corrispondeva all’attuale presidente della Provincia), che poi si scoprirà essere Signorino Scarlata, un agricoltore di Calascibetta che amava il suo lavoro. Il tentativo di corruzione fu denunciato dallo stesso Santalco all’Assemblea regionale, un quotidiano pubblicò la foto di Scarlata in tenuta da lavoro, così il governo Milazzo fu costretto a dimettersi. “Squallido finale politico”, scrissero alcuni giornali di allora. </p>
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